Emilio Sereni, uomo politico e studioso, nella storia d\’Italia e di Milano
Convegno di studi
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Convegno di studi
MartedĂŹ 30 gennaio 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarĂ presentato il fascicolo monografico di ÂŤZapruderÂť, n. 44 2017 dedicato a :
Ottobre rosso. Letture italiane della rivoluzione bolscevica, a cura di Eros Francescangeli e
Giulia Pacifici, Odradek, 2017. Intervengono: Roberto Bianchi, Alexander HĂśbel.
Coordina: Chiara Giorgi. Saranno presenti i curatori.
In occasione dei cento anni dalla rivoluzione bolscevica, un numero della rivista ÂŤZapruderÂť è stato dedicato a quellâevento/processo epocale che ha segnato la storia del Novecento. Eâ stato analizzato come lâOttobre rosso fu osservato nellâItalia del secolo scorso, concentrandosi sulla percezione coeva o immediatamente successiva. PerchĂŠ, fin da subito, si pose il problema della decodificazione di quella âstrana rivoluzioneâ: avvenuta sotto la guida di un partito dâimpronta âgiacobinaâ (cioè composto da un ĂŠlite intellettuale) e in un contesto economico-sociale allâepoca giudicato
âarretratoâ. Cioè in una situazione che sembrava ribaltare alcuni assunti del marxismo ortodosso,
che lâemancipazione dei lavoratori potesse avvenire solo per opera dei lavoratori stessi e che la rivoluzione socialista potesse darsi solo laddove lo sviluppo delle forze produttive aveva raggiunto lo stadio del capitalismo maturo. Senza dimenticare il fatto che, a livello di rappresentazioni oleografiche e mitizzanti, lo stato sovietico si è praticamente sovrapposto al bolscevismo, diventandone la ânaturaleâ prosecuzione, finendo per sostituire la spinta rivoluzionaria e libertaria sottesa allâidea di uguaglianza con la difesa dello stato âsovieticoâ e delle sue logiche autoritarie.
LâOttobre rosso si sarebbe cosĂŹ trasformato â dialetticamente e contro la volontĂ dei suoi artefici â
nel suo contrario: una sconfitta epocale dellâidea socialista. Una sconfitta sulla quale è ancora
necessario riflettere per trarne una lezione. Non fosse altro â parafrasando il finale di Uomini e no di
Elio Vittorini â per ÂŤimparare meglioÂť.
Presentazione del volume
Una memoria per immagini. Guerra e Resistenza nelle fotografie di Ettore Serafino
di Alessandra Giovannini Luca e Davide Tabor
(FrancoAngeli, Milano 2017)
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MartedĂŹ 30 gennaio 2018 ore 17,30
Torino, Polo del â900 - Sala Memoria delle Alpi (via del Carmine 13)
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Il 30 gennaio 2018 alle ore 17.30 lâIstituto piemontese per la storia della Resistenza e della societĂ contemporanea âGiorgio Agostiâ organizza la presentazione del libro di Alessandra Giovannini Luca e Davide Tabor, Una memoria per immagini. Guerra e Resistenza nelle fotografie di Ettore Serafino (FrancoAngeli, Milano 2017). Con gli autori, partecipano alla discussione Luciano Allegra (UniversitĂ di Torino), Adolfo Mignemi (Istituto nazionale Ferruccio Parri) e Giorgio Bouchard. Modera Claudio Dellavalle, presidente dellâIstoreto.
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Le fotografie della Resistenza italiana accumulate nel corso dei decenni sono migliaia: le hanno raccolte anzitutto gli ex partigiani, nel tentativo di tenere vivo, anche con le immagini, il ricordo della guerra di Liberazione.Â
Il libro parla di questi scatti. Esso affronta il problema della memoria visuale della Resistenza indagandone i meccanismi di costruzione, la fisionomia e i caratteri di diffusione.
Attraverso un caso di studio â la collezione delle fotografie di guerra di Ettore Serafino, ufficiale degli alpini e comandante di una formazione partigiana dopo lâ8 settembre 1943 â il volume prende in esame i due tempi della vita delle immagini: quello della loro realizzazione e quello della loro successiva circolazione e ricezione, materiale e simbolica. Nel novero delle raccolte fotografiche dedicate alla guerra e alla Resistenza in Italia, i tre album di Serafino costituiscono in questo senso una fonte straordinaria: accompagnati da una ricca documentazione personale e creati unendo le riprese eseguite da lui stesso a quelle effettuate da altri autori, essi sono in grado di testimoniare il lungo processo di formazione della memoria visuale di quella importante stagione.Â
La prima parte del libro si sofferma sulla produzione degli scatti ripercorrendo le vicende che anticipano la composizione dei tre volumi. La seconda si concentra sul loro montaggio e ordinamento da parte di Serafino nellâimmediato dopoguerra, e rivolge particolare attenzione alle diverse funzioni e modalitĂ di impiego delle fotografie nel corso del tempo, in bilico tra fruizione privata e uso pubblico.Â
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Giovannini Luca Alessandra: Dottoressa di ricerca in Museologia e critica artistica e del restauro. Ă autrice del volume "Alessandro Baudi di Vesme e la scoperta dellâarte in Piemonte. Erudizione, musei e tutela in Italia tra Otto e Novecento" (Ledizioni, 2015). Storica dellâarte e studiosa di storia della fotografia, collabora con lâIstoreto al progetto sulle fotografie di Ettore Serafino.
Tabor Davide: Dottore di ricerca in Storia contemporanea, collabora con lâIstoreto al progetto sulle fotografie di Ettore Serafino. Nel 2014 il suo libro "Il cerchio della politica. Notabili, attivisti e deputati a Torino tra 800 e 900" (Zamorani, 2013) ha vinto il premio ANCI Storia SISSCO. Ă direttore di âContesti. Rivista di microstoriaâ.
Il dolore, la rabbia, il riso. La Grande Guerra cantata dal Coro Sabatoincanto, diretto da Patrizia Nasini.
Sabato 3 febbraio, alle ore 11.30, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via Michelangelo Caetani, 32 - Roma), il coro Sabatoincanto, una delle formazioni musicali del Circolo Gianni Bosio, presenta, nella ricorrenza del centenario del 1918, ultimo anno del primo conflitto mondiale, una scelta di brani che raccontano diversi eventi e scenari di guerra. La Grande Guerra ha agito da moltiplicatore di esperienze in tutti i campi, anche in quello musicale, diffondendo e contaminando i diversi filoni della tradizione italiana: il canto popolare, il cafĂŠ-chantant e la canzone napoletana, il canto militare e patriottico di derivazione risorgimentale. I brani che saranno eseguiti sono rappresentativi di questo intreccio di differenti registri musicali:
La ragazza neutrale (1914, Giovanni Corvetto - Colombino Arona)
Ninna della guerra (1914, Trilussa)
Sento il fischio del vapore (1914, Anonimo)
Fuoco e mitragliatrici (1916, Anonimo)
Gorizia addolorata (1916, Anonimo)
E piĂš non canto (s.d., Anonimo)
Il general Cadorna (1916, Anonimo)
Addio Venezia addio (El diciaoto novembre) (1917, Anonimo)
E anche al miâ marito (1917-1918, Anonimo)
Sui monti Scarpazi (1917-1918, Anonimo)
Regazzine vi prego ascoltare (1917-1918, Anonimo)
Dove sei stato mio bellâalpino (s.d., Anonimo)
Oâ surdato ânnamurato (1915, Aniello Califano â Enrico Cannio)
Conversazione con PAOLO NENCINI | Farmacologo comportamentale, in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro (Il Mulino 2017)
Introduce: MARINA DAVOLI | Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario della Regione Lazio| ASL Roma 1
Discussants: FRANCESCO AVALLONE | UniversitĂ degli Studi di Roma Unitelma Sapienza | GIORGIO FABRE | Storico e giornalista | CARLO SAITTO | ASL Roma 1
MartedĂŹ 6 febbraio 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Via M. Caetani, 32 - Roma) sarĂ presentato il volume
DallâomertĂ ai social. Come cambia la comunicazione della mafia, di Enzo Ciconte (Edizioni Santa Caterina, 2017)
Ne discute con lâautore
Attilio Bolzoni
Per informazioni: b-stmo.info@beniculturali.it - www.bsmc.it -
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Un libro sulla mafia che mancava, scritto da uno dei maggiori esperti del fenomeno: perchĂŠ per capire le mafie bisogna saper ascoltare i silenzi. Enzo Ciconte analizza pregiudizi e luoghi comuni spiegando che si sta passando dall\'omertĂ delle prime generazioni alla comunicazione social delle piĂš recenti, fuori e dentro le carceri, con un\'attenzione particolare all\'espansione della \'ndrangheta al nord e all\'estero. L\'analisi si apre agli aspetti di economia, politica e societĂ con i nuovi ruoli delle donne e dei social network.
ÂŤGli uomini della mafiaÂť, scrive Enzo Ciconte, ÂŤhanno scoperto Facebook, WhatsApp, i social network per comunicare. PerchĂŠ lo fanno? PerchĂŠ i pilastri culturali sui quali hanno costruito la loro fortuna non reggono piĂš. E allora hanno bisogno di mandare i loro messaggi, vecchi o nuovi che siano, con modalitĂ moderne, che le nuove generazioni sanno padroneggiare. Gli strumenti usati sono nuovi, i messaggi un poâ menoÂť.
Enzo Ciconte è docente di Storia della criminalità organizzata all\'Università di Roma Tre e di Storia delle mafie italiane all\'Università di Pavia. Dal 1997 al 2010 è stato consulente presso la Commissione Parlamentare Antimafia. Il suo libro \'Ndrangheta dall\'Unità a oggi (1992) è il primo studio a carattere storico sulla \'ndrangheta. Fra i suoi altri libri ricordiamo: Storia criminale. La resistibile ascesa di Mafia, \'Ndrangheta e Camorra dall\'Ottocento ai giorni nostri (2008); \'Ndrangheta (2008 e 2011); \'Ndrangheta padana (2010); Banditi e briganti. Rivolta continua dal \'500 all\'800 (2011); Politici (e) malandrini (2013); Storia dello stupro e di donne ribelli (2014), Borbonici, patrioti e criminali. L\'altra storia del Risorgimento (2016) e Mafie del mio stivale. Storia delle organizzazioni criminali italiane e straniere nel nostro Paese (2017).
Attilio Bolzoni ha iniziato la sua attivitĂ giornalistica alla fine degli anni Settanta come cronista del quotidiano âLâOraâ di Palermo. Dal 1982 è giornalista di âla Repubblicaâ. Autore di inchieste sulla mafia siciliana e sul Mezzogiorno dâItalia, ha firmato reportage dai Balcani a Kabul, dal Magreb a Bagdad. Ă scrittore, autore di testi teatrali, sceneggiatore di mini-serie televisive e regista di documentari sulla libertĂ di stampa e sulla mattanza dei giornalisti in Messico (Silencio, 2015). Tra le sue pubblicazioni: La giustizia è Cosa Nostra (1995), con Giuseppe DâAvanzo Il capo dei capi (2007), Parole dâOnore (2008), Faq Mafia (2010), Uomini Soli (2012), Parole dâOnore Teatro (2014), La scomparsa del Caravaggio, Palermo (2016). Nel 2009 ha vinto il Premio Lucchetta e il Premio Ă Giornalismo (creato da Indro Montanelli, Enzo Biagi e Giorgio Bocca), nel 2013 il Premio Nazionale Giuseppe Fava.
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PER RICORDARE RENZO CORRITORE.
In occasione della pubblicazione del volume
Fonti e risorse documentarie per una storia dellâindustria delle paste alimentari in Italia, Gechi Edizioni, Medaglia (Mi) 2017, a cura di Stefano dâAtri
 Saluti: Maurizio Harari, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici
Introduce: Mario Rizzo (UniversitĂ di Pavia);
Intervengono: Marcello Verga (Direttore dellâIstituto di Storia dell'Europa Mediterranea di Cagliari del CNR, Presidente del Cispai),
Stefano d'Atri (UniversitĂ di Salerno, Segretario del Cispai),
Luciano Maffi (UniversitĂ di Genova).
 mercoledÏ 7 febbraio ore 15
 Università di Pavia
Aula del Caminetto - Palazzo San Tommaso - Piazza del Lino, 2 (I piano)
Nuovo appuntamento di âDialoghi a Villa Myliusâ con lâincontro di discussione del volume di Bruno Cartosio, Parole scritte e parlate. Intrecci di storia e memoria nelle identitĂ del Novecento .
Dialogano con lâautore:
⢠Cesare Bermani (Società di Mutuo soccorso Ernesto De Martino)
⢠Ferdinando Fasce (Università degli studi di Genova)
⢠Sara Zanisi (Fondazione ISEC)
Lâincontro è organizzato in collaborazione con AISO-Associazione di storia orale nellâambito del progetto #aggiungiPROmemoria promosso insieme a Fondazione Dalmine e con il contributo di Fondazione Cariplo.
MercoledĂŹ 7 febbraio 2018 ore 17.30
Fondazione ISEC, Villa Mylius, Largo La Marmora 17, Sesto San Giovanni-CittĂ metropolitana.
GiovedĂŹ 8 febbraio 2018 alle ore 16,00 presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'UniversitĂ degli Studi di Catania si terrĂ la presentazione del volume a cura di Giuseppe Astuto e Aldo Nicosia "La Sicilia e il Mezzogiorno. Dall'impresa libica alla Grande Guerra" (Editoriale Scientifica, Napoli 2017).
Con i curatori, parteciperanno alla discussione Robertino Ghiringhelli (UniversitĂ Cattolica Milano) e Alessandro Polsi (UniversitĂ di Pisa).
Il centenario della Prima guerra mondiale ha sollecitato la storiografia, tramite ricerche articolate e innovative, a ripensare questo straordinario snodo storico che segna il trapasso dalla âvecchiaâ alla âmodernaâ Europa. In questa prospettiva il conflitto, complesso e ricco di implicazioni, non potrĂ mai esaurire lâattenzione e le riflessioni degli storici. Negli ultimi trentâanni gli studi hanno insistito sulla guerra âtotaleâ, sulle pratiche di guerra, sulla mobilitazione, sulle esperienze belliche e sul cosiddetto âfronte internoâ. Insomma, lâattenzione si è concentrata sulle persone comuni, chiamate direttamente o indirettamente a sopportare i sacrifici di una guerra che, per la prima volta, si svolge per un periodo lungo nelle trincee e con armi moderne.
Il volume â che raccoglie gli atti del Convegno di Studi su La Sicilia e il Mezzogiorno, dallâimpresa libica alla Grande Guerra, tenuto a Catania nei giorni 30 e 31 maggio 2017 - ha cercato di riscoprire lâimmagine attiva del Mezzogiorno e della Sicilia anche nei momenti tragici di una guerra che avrebbe cambiato gli assetti interni del nostro Paese e il volto dellâEuropa. I saggi del volume, ispirati da sensibilitĂ e approcci storiografici diversi, non esauriscono le riflessioni e le ricerche. Ă certo che essi daranno nuovi stimoli per il proseguimento della ricerca.
Giuseppe Astuto è professore ordinario di Storia delle istituzioni politiche presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dellâUniversitĂ di Catania, membro del comitato scientifico di ÂŤStoria Amministrazione e CostituzioneÂť, annale dellâIstituto per la scienza dellâamministrazione pubblica. Ă autore di numerose monografie e saggi, in particolare, sul pensiero politico e sull'impegno istituzionale di alcuni esponenti della classe dirigente italiana nei decenni postunitari. Tra le ultime pubblicazioni: Garibaldi e la Rivoluzione del 1860 (Catania 2011); Cavour. Con la Rivoluzione e la diplomazia (Catania 2011), Le istituzioni politiche italiane. Da Cavour al dibattito contemporaneo (Roma 2016).
Aldo Nicosia è professore associato di Storia delle dottrine politiche presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dellâUniversitĂ di Catania. Ă autore di saggi e monografie sul pensiero politico di Jean Charles Sismondi, di Jacques Necker, sulle influenze del costituzionalismo europeo e degli Stati Uniti d'America in Brasile dall'indipendenza dal Portogallo alla nascita della repubblica federale. Tra le ultime pubblicazioni la curatela (con G. Astuto) del volume IdentitĂ nazionali. Teorie, narrazioni, istituzioni (Reggio Calabria 2017).
GiovedĂŹ 8 febbraio 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma),in collaborazione con la SocietĂ italiana delle storiche, sarĂ presentato il volume
La violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI) a cura di Simona Feci e Laura Schettini, Viella, 2017.
Intervengono: Tamar Pitch, Linda Laura Sabbadini. Coordina: Giorgio Zanchini. Saranno presenti le curatrici.
Il volume presenta per la prima volta unâampia rassegna sulla storia della violenza contro le donne, esplorando sia i contesti dove questa si produce e si manifesta, e in particolare lâambito delle relazioni familiari, sia le politiche del diritto adottate per regolarla e contrastarla. I saggi si muovono lungo un arco cronologico ampio, dalla prima etĂ moderna al presente, e spaziano tra aree differenti del territorio nazionale. La prospettiva storica si dimostra particolarmente preziosa nellâanalisi del fenomeno della violenza, perchĂŠ dimostra che il gesto violento, nella sua apparente naturalitĂ e immediatezza, assume e veicola forme, linguaggi, contenuti, valori sociali diversi secondo i contesti storico-geografici. Le stesse modalitĂ di accoglienza o di rifiuto della violenza contro le donne da parte delle societĂ e delle istituzioni sono storicamente determinate e altrettanto capaci di concorrere alla costruzione delle relazioni tra i sessi.
Simona Feci insegna Storia del diritto medievale e moderno presso lâUniversitĂ di Palermo. Attualmente è Presidente della SocietĂ Italiana delle Storiche e componente di âGender Historyâ - Centro Studi del Dipartimento di Scienze umane e sociali di âLâOrientaleâ UniversitĂ di Napoli.
Laura Schettini è assegnista di ricerca in Storia contemporanea presso lâUniversitĂ di Napoli âlâOrientaleâ. Tra le sue pubblicazioni Il gioco delle parti. Travestimenti e paure sociali tra Otto e Novecento (2011). Attualmente sta lavorando ad una ricerca sulla âtratta delle biancheâ nella prima metĂ del Novecento.
Tamar Pitch ha insegnato Filosofia e Sociologia del diritto presso la FacoltĂ di Giurisprudenza dellâUniversitĂ di Perugia. Tra le sue pubblicazioni: Che genere di sicurezza. Donne e uomini in cittĂ (con Carmine Ventimiglia, 2001); I diritti fondamentali: differenze culturali, disuguaglianze sociali, differenza sessuale (2004); La societĂ della prevenzione (2007); Pervasive Prevention. A Feminist Reading of the Rise of the Security Society (2010); Contro il decoro. L'uso politico della pubblica decenza (2013).
Linda Laura Sabbadini è stata direttore centrale dellâIstituto Nazionale di Statistica. Ha guidato un processo di rinnovamento radicale nel campo delle statistiche sociali e di genere, progettando indagini di grande rilevanza su condizioni e qualitĂ della vita. Tra le sue pubblicazioni: Come cambia la vita delle donne (a cura di, 2004); Diventare padri in Italia: feconditĂ e figli secondo un approccio di genere (a cura di, con Alessandro Rosina, 2005); La societĂ diseguale: soggetti e forme delle disuguaglianze nell'Italia della crisi (2015).
Giorgio Zanchini è giornalista della RAI. Tiene lezioni e seminari sul giornalismo all'Università di Urbino e a Urbino dirige il Festival del giornalismo. Tra le sue pubblicazioni: Quale cultura per quale mercato (2006) e Utopie (con Lella Mazzoli, 2012), Il giornalismo culturale (2013); Leggere, cosa e come: il giornalismo e l'informazione culturale nell'era della rete (2016); La radio nella rete: la conversazione e l'arte dell'ascolto nel tempo della disattenzione (2017).
Informazioni: b-stmo.info@beniculturali.it www.bsmc.it