Il progetto Jean Monnet “European Societies and Academic Freedom – ESAF” mira a sviluppare una maggiore conoscenza nelle comunità universitarie e nella società civile sull’importanza della libertà di ricerca, di insegnamento/apprendimento e dell’autonomia universitaria e sulle violazioni presenti e passate di questi principi. Tra le attività organizzate, anche il ciclo di seminari "Storie di Libertà Mancate" a cui parteciperanno Peter Burke, Patrizia Guarnieri, Stefano Gattei, Antonella Salomoni e Niccolò Pianciola. Aprirà il ciclo di eventi il 5 ottobre alle 17.00 nell’aula Kessler del Palazzo di Sociologia Peter Burke con una conferenza dal titolo "Intellectuals in Exile: Challenges and Responses". Tutte le informazioni sono disponibili sul sito del progetto: https://cjm.unitn.it/esaf/overview.
Calendario di storia contemporanea
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I fenomeni religiosi sono “globali” da sempre, ma in epoca contemporanea i processi di interazione, sintesi e mutuazione si sono decisamente accelerati. Questi temi sono oggi al centro di uno dei più fecondi filoni della world history. Il convegno intende presentare un insieme di interventi che, incrociando riflessione metodologica e ricostruzione storica, approfondiranno i fenomeni religiosi in una prospettiva diacronica, prestando particolare attenzione all’impatto della globalizzazione sulle credenze e sulle istituzioni religiose nel XIX e XX secolo. Il convegno potrà essere seguito a distanza:
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Intervengono: Claudia Baldoli, Università degli Studi di Milano Andrea Jacchia, giornalista Andrea Torre, Istituto Nazionale Ferruccio Parri
Introduce e modera: Giovanni Scirocco, Università degli Studi di Bergamo
Sarà presente Jacopo Perazzoli, autore del volume e curatore della mostra Un sindaco fuori dal Comune: Angelo Filippetti |
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Giovedì 3 novembre 2022, ore 17.00 si discute del volume Tra conservatorismo e spinte innovatrici. L’Italia da Napoleoone alla Prima guerra mondiale, di Lauro Rossi (Biblion, 2020). Intervengono: Paolo Bagnoli, Anna Lazzarino Del Grosso, Adolfo Noto, Paolo Peluffo. Coordina: Rosanna De Longis Questo libro raccoglie alcuni tra i più significativi saggi di Lauro Rossi, scomparso nel 2018, a lungo funzionario presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e studioso della storia dei secoli XVIII-XX. Diviso in quattro parti, il volume ripercorre alcuni dei suoi principali ambiti di ricerca, ossia le vicende e i protagonisti dell’Italia giacobina, quelli della Restaurazione italiana, il patriottismo unitario, con particolare attenzione al caso romano, e la vicenda dei prigionieri militari nei campi tedeschi e austro-ungarici durante la Prima guerra mondiale. «Non è quello adottato da Lauro un modo usuale del lavoro storiografico: nel costruire la sua narrazione egli conferisce al testo una freschezza parlante, un qualcosa di vivo che coinvolge il lettore, lo studioso di storia oppure il semplice appassionato di vicende passate. In generale, ogni documento che lo storico porta alla luce costituisce un arricchimento della conoscenza, ma se ci soffermiamo con attenzione sui documenti presenti nel libro non può sfuggire la loro particolarità, talora quasi una raffinatezza di natura storiografica, che se da un lato impreziosisce la narrazione, dall’altro ci conferma la stoffa di autentico storico di Lauro, il gusto tutto particolare che aveva per la cultura storica, e anche quanto si calasse con razionale passione dentro ciò che lo interessava» . |
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Venerdì 4 novembre alle ore 18 si terrà presso la libreria "Feltrinelli" di Messina (Via Ghibellina 32) la presentazione del volume di Claudio Staiti La Grande guerra dei siciliani. Lettere, diari, memorie (Pacini Editore). L'evento è patrocinato dalla Società Messinese di Storia Patria. Introduce e modera: Salvatore Bottari (Università di Messina) Partecipano: Giovanna D'Amico (Università di Messina) Antonio Baglio (Università di Messina) Fabio Milazzo (Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea di Cuneo) Claudio Staiti (Università di San Marino) |
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Nell'ambito del ciclo di seminari “Il riconoscimento culturale: identità, emozioni, habitus, stili“ de I Lunedì della storia culturale. Lunedì 7 novembre, alle ore 18.00 Mark Seymour (University of Otago), Spaces of nationhood: «emotional arenas» in Liberal Italy Respondent: Alberto M. Banti (Università di Pisa). Link Zoom: https://unive.zoom.us/j/ 86182383621 |
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Primo convegno organizzato dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della morte di Sidney Sonnino |
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Gentili colleghe e colleghi,
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Il totalitarismo è l’antitesi della democrazia liberale? Può il rifiuto del totalitarismo costituire l’asse di una memoria europea, come prospettato dalle risoluzioni di aprile 2009 e del settembre 2019 del Parlamento europeo?Il convegno intende affrontare l’uso pubblico e le stratificazioni semantiche di una categoria che ha mutato nel tempo il suo significato. Tra le questioni che intendiamo sollevare sono le differenze tra l’aggettivo totalitario impiegato tra le due guerre e il successivo modello formalizzato di totalitarismo consolidatosi nel corso della guerra fredda, le modalità del suo impiego da parte della storiografia, le critiche emerse tra anni Sessanta e Settanta, il recupero della categoria nel corso degli anni Ottanta e la sua estensione dopo il 1989.Sul piano politico, la categoria può essere considerata costitutiva del nesso tra consenso sociale e militarizzazione che accompagna l’ascesa degli Stati Uniti e la divisione dell’Europa e funge da elemento identitario di un blocco occidentale liberaldemocratico che si definisce antitotalitario e quindi libero e pacifico. D’altra parte essa assume dopo il 1945 una valenza filosofica più generale nella fondazione dei diritti individuali, e si traduce negli anni Cinquanta in un modello idealtipico delle analogie tra le dittature fasciste e il socialismo sovietico.L’interrogativo è se tale polisemia venga compressa entro uno schema duale che sembra perpetuarsi rinnovandosi nella costruzione di una Europa unificata dall’antitotalitarismo dopo il 1989 e poi nel modello universalizzato del sec. XXI dello scontro di civiltà e delle operazioni di polizia internazionale susseguitesi dopo il 1991. Davanti al ritorno della guerra aperta in Europa e alla sua logica dicotomica amico/nemico, nuove semplificazioni potrebbero affacciarsi poggiando su una tradizione già da tempo obsoleta. Una ricostruzione dell’eredità del totalitarismo, largamente impiegato durante la guerra fredda, nel plasmare la lettura dei rapporti internazionali dopo il 1989 sarebbe auspicabile.La Siscalt intende promuovere una ricognizione storica sulle origini e lo sviluppo della categoria, fino a giungere a una prima storicizzazione della sua estensione dopo il 1989. Consapevole delle inevitabili limitazioni di una apertura critica su un tema che ha risvolti globali, l’iniziativa sarà centrata sull’impiego e il significato del totalitarismo per Italia e Germania, due paesi particolarmente rilevanti per la genesi e le dinamiche della categoria sin dai tempi del fascismo. Il convegno, a carattere internazionale, ha per lingue di lavoro l’italiano e il tedesco; è previsto un servizio di interpretariato simultaneo.
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???????? ?? ????????????? ?????????: ? ????????????????? ???????? Il 10 novembre 2022 avrà inizio il ciclo di incontri in lingua inglese "Seminars in International Relations: a Multidisciplinary Approach", organizzato nell'ambito delle attività del Corso di Laurea in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, finanziato dal bando CoRI 2020 (Azione B, referente prof. Francesco Asso). Interviene: Remembering Great Depressions in the Financial Press, 1981-2019: Between Exorcism, Panic, and Lesson Drawing Introduce: |
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Nel maggio del 2021 il Consiglio della Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato all’unanimità una legge “per la riabilitazione storica attraverso la restituzione dell’onore dei soldati nati o caduti” nel territorio attuale della Regione “condannati alla fucilazione dai tribunali militari di guerra nel corso della Prima guerra mondiale”. La legge, resasi necessaria per la perdurante assenza di un provvedimento nazionale in tal senso, è stata il frutto di una mobilitazione iniziata molti anni fa nella piccola comunità di Cercivento per ricordare quattro alpini fucilati il 1 luglio del 1916 in quel Comune: mobilitazione che ha progressivamente coinvolto l’opinione pubblica e le forze politiche di tutta la regione. In particolare la legge ha istituito una “Giornata regionale della restituzione dell’onore” da celebrare appunto il 1 luglio di ogni anno, e al tempo stesso ha dato vita a una Consulta storica sulle fucilazioni e decimazioni per l’esempio (nominata su indicazione delle Università di Udine e Trieste e della Presidenza del Consiglio regionale) volta ad approfondire la conoscenza di questi temi e a promuoverne la memoria. Il convegno Non solo Cercivento. Le fucilazioni per l’esempio in Friuli Venezia Giulia durante la Prima guerra mondiale è il primo appuntamento scientifico promosso dalla Consulta e si colloca all’interno di un percorso iniziato sin dalla fine degli anni sessanta da un libro fondamentale come Plotone d’esecuzione di Enzo Forcella e Alberto Monticone, e proseguito poi sino al convegno su L’Italia nella guerra mondiale e i suoi fucilati: quello che (non) sappiamo, tenutosi a Rovereto nel maggio del 2015 e ad altri incontri ancora.
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Discussione a partire dai volumi: Saluti Salvatore Nicosia
Introduce e coordina Manfredi Alberti
Intervengono Michele Figurelli Alexander Höbel Maurizio Ridolfi |
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Il 15 novembre, alle ore 17.30, a Lecce, presso l'Università del Salento, nell’aula 7 dell’edificio 5 del complesso Studium 2000 (via di Valesio), verrà presentato in prima nazionale il libro di Nadia Filippini Il libro ricostruisce una vicenda che ha segnato uno snodo cruciale nella lotta contro la violenza sulle donne e la prima manifestazione femminista in un processo per stupro, a Verona nel 1976, che vede il movimento, d’intesa con la parte civile, chiedere il dibattimento a porte aperte e trasformare il processo in un’azione di denuncia contro la parzialità dei giudici, la vittimizzazione secondaria e la cultura solidale con lo stupro. Il valore emblematico e l’impatto mediatico della vicenda, seguita per la prima volta in diretta anche dalla Rai, portano il tema della violenza di genere al centro del dibattito pubblico e inaugurano una stagione di mobilitazioni e iniziative delle donne, con l’apertura di centri antiviolenza e la modifica del codice Rocco, che ancora derubricava lo stupro come reato contro la morale. La ricca documentazione, per la maggior parte inedita, di cui si è avvalsa la ricerca, ha consentito di mettere in luce le figure delle protagoniste, i contenuti e le sfaccettature di questa battaglia, le sue ripercussioni sociali e politiche, collocandola nel contesto della storia delle donne degli anni Settanta. |
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Il Dialogo è promosso dal Comitato di Roma dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, assieme alla Fondazione Marco Besso, a partire dalla pubblicazione del volume Médias, politique et révolution en 1867. Les échos européens de la bataille de Mentana, (Paris, 2021), curato da P.-M. Delpu, A. Hérisson, V. Robert. Per partecipare in presenza |
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CHE GENERE DI SPORT? 17 novembre 2022, h. 15.00-19.00 - Casa internazionale delle donne - Sala Lonzi I sessione – Donne e uomini nella pratica sportiva 18 novembre 2022, h. 9.00-13.30 - Orto botanico, Sala dell’Aranciera 18 novembre 2022, h. 15.00-19.00 - Orto botanico, Sala dell’Aranciera 19 novembre 2022, h. 9.00-13.00 - Orto botanico, Sala dell’Aranciera Comitato scientifico: Silvia Carraro, Siglinde Clementi, Diva Di Nanni, Marina Garbellotti, Tiziana Noce, Catia Papa, Raffaella Sarti, Francesca Tacchi Società italiana delle storiche La SIS è ente accreditato per la formazione e l’aggiornamento docenti ai sensi della D.M. 170/2016 e rilascia un attestato di partecipazione. |
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![]() In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2022, la Società italiana delle storiche organizza a Roma, domenica 20 novembre 2022, alle 17.00, presso la Casa internazionale delle donne (Via della Lungara, 19), la presentazione del volume di Nadia Maria Filippini, “Mai più sole” contro la violenza sessuale. Una pagina storica del femminismo degli anni Settanta (Viella, 2022). Il libro ricostruisce una vicenda che ha segnato uno snodo cruciale nella lotta contro la violenza sulle donne intrapresa dal femminismo negli anni Settanta. Fu la prima mobilitazione in un processo per stupro, a Verona nel 1976, che vide il movimento, d’intesa con la parte civile, chiedere il dibattimento a porte aperte, trasformando il processo in un’azione politica contro la parzialità delle istituzioni giudiziarie, la vittimizzazione secondaria e la cultura solidale con lo stupro, fino a chiedere la ricusazione dei giudici per maschilismo, su iniziativa di Tina Lagostena Bassi, al suo esordio in questo ruolo di “avvocata delle donne”. L’enorme impatto mediatico della vicenda, seguita per la prima volta in diretta da tutti i mass media e dalla Rai, il valore emblematico assunto portarono il tema della violenza al centro del dibattito politico, inaugurando una stagione di mobilitazioni e iniziative contro la violenza sessuale, che si concretizzò nell’apertura di centri antiviolenza e nella modifica del codice penale Rocco (che ancora considerava lo stupro come reato contro la morale e non contro la persona), con il varo della nuova legge Norme contro la violenza sessuale (66/1996). La ricca e varia documentazione, per la maggior parte inedita, di cui si è avvalsa la ricerca, ha consentito di mettere in luce le figure delle protagoniste, i contenuti e le sfaccettature di questa battaglia, le sue ripercussioni sociali e politiche, con una particolare attenzione al piano della soggettività e del vissuto delle protagoniste nel contesto della storia delle donne. Nadia Maria Filippini, socia fondatrice della SIS, già docente di Storia delle donne presso l’Università di Venezia Ca’ Foscari, ha dedicato le sue ricerche alla storia delle donne, pubblicando, tra l’altro: Generare, partorire, nascere. Dal mondo antico alla provetta (2017); Donne dentro la guerra. Il primo conflitto mondiale in area veneta (2017); Donne sulla scena pubblica. Società e politica in Veneto tra Sette e Ottocento (2006); Maria Pezzè Pascolato (2004), La nascita straordinaria. Tra madre e figlio: la rivoluzione del taglio cesareo (1995). Serena Ammerata è attivista del centro antiviolenza Casa delle donne Lucha y Siesta di Roma. | ||
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Un'altra storia dell'Europa? Tavola rotonda intorno al libro Chroniques de l’Europe (Paris, CNRS éditions, 2022) |
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![]() In occasione della giornata del 25.11 per l'eliminazione della violenza contro le donne.Martedì 22 novembre alle ore 12.30, a Napoli, nella Sala conferenze di Palazzo Corigliano (Piazza San Domenico Maggiore, 12), il
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![]() Humanities Society, Wolfson College, Cambridge (zoom e in presenza) Seminario di ricerca tenuto da Joseph John Viscomi (Birkbeck), martedì 22 novembre, ore 18:30 (ora italiana) Per partecipare via zoom si prega di iscriversi: https://wolfson-cam-ac-uk.zoom.us/meeting/register/tJ0oc-CpqD0iG9KFSSsOAsgh3nR508y9E70q
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Siamo lieti di invitarvi all'incontro con la prof.ssa Alba Lazzaretto (Università di Padova): "La P2: un network internazionale?", sotto il coordinamento scientifico della Prof.ssa Valentine Lomellini (Università di Padova). L'evento si svolgerà in Aula B3 a partire dalle ore 8.45. |
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« Antimilitarisme et société en Italie »
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Il 24 novembre, alle 16.30, a Verona presso il Palazzo della Gran Guardia, presentazione del volume di N.M. Filippini, Mai più sole contro la violenza sessuale! Una pagina storica del femminismo degli anni Settanta (Viella, 2022.
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Giovedì 24 novembre 2022 alle ore 16.30 Sala Bortolami, Palazzo Jonoch Gulinelli. Via del Vescovado, 30, DISSGEA, Padova. Nell'ambito delle attività del Gruppo di Lavoro "Storie di Sessualità e Genere a UniPD", si svolgerà la presentazione del libro L'AIDS in Italia (1982-1996). Istituzioni, società, media.
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Giovedì 24 novembre 2022, alle ore 16.30, presso la sede e sul canale facebook della Biblioteca di storia moderna e contemporanea, si terrà la discussione sul tema “Gli italiani e le guerre, sul lungo periodo” a partire dai quattro volumi Guerre ed eserciti nella storia a cura di Nicola Labanca (ed. Il Mulino). La guerra è un fenomeno storico. Essa cambia e prende forme sempre diverse nella storia. Le sue conseguenze sulle società sono sempre drammatiche per quanto lo siano volta a volta diversamente. Inoltre, le guerre non deflagrano all’improvviso, scaturendo dal nulla: esse sono la conseguenza di scelte politiche a lungo maturate e sono rese possibili dalla disponibilità di forze armate a questo assai addestrate. Il tempo di guerra viene solo dopo lunghi tempi di pace. In giorni in cui la guerra ritorna nella vita quotidiana degli europei, può non essere inutile rileggere come gli e le abitanti della Penisola hanno intrecciato relazioni – nei lunghi secoli della loro storia – con la guerra e con i guerrieri, gli assoldati, i militari, ora coscritti ora volontari. Su queste tematiche, com’è noto, una bibliografia sterminata è disponibile. E tanto la guerra quanto le esperienze militari sono state narrate da testimoni, letterati, poeti, pubblicisti, giornalisti. In Italia mancava però un’opera che mettesse assieme le competenze degli storici professionisti. A questo si sono dedicati studiosi e studiose quasi tutti e tutte operanti nelle università, sotto la curatela generale di Nicola Labanca e sotto quella specifica di alcuni fra i migliori storici italiani. La serie in quattro volumi Guerre ed eserciti edita da il Mulino – assai recentemente completata con l’uscita dell’ultimo volume, dedicato all’Italia contemporanea dalla sua Unificazione sino ai giorni nostri – offre agli studiosi e in genere ai lettori una sintesi degli aspetti più importanti, ispirata dalle sensibilità storiografiche più aggiornate, con cospicui apparati bibliografici, di una storia drammatica e importante lunga ormai più di due millenni, dall’età antica a quella medievale, da quella moderna a quella appunto contemporanea. Una storia non settoriale, ma che vede guerre ed eserciti nel quadro della vicenda politica, sociale, istituzionale e culturale più ampia. |
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![]() Il 25 novembre, alle 17.00, a Venezia, l'Ateneo Veneto, in collaborazione con la Società italiana delle storiche, organizza l'incontro sul tema sul tema Processo per stupro: la violenza contro le donne nelle aule di giustizia e nei media. Relazione di Nadia Maria Filippini, autrice del libro L’evento è accreditato per la formazione continua degli Avvocati e dei Giornalisti.
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Presentazione del volume di Valentine Lomellini IL «LODO MORO» TERRORISMO E RAGION DI STATO. 1969-1986 (Editori Laterza, 2022) 25 novembre 2022 Partecipano: Giovanni Mario Ceci, Guido Panvini, Valentina Casini, Valentine Lomellini Segui la diretta su |
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Siamo lieti di invitarvi alla presentazione del volume "Andreotti e Gorbačëv. Lettere e documenti 1985-1991", di Prof. Massimo Bucarelli (Università di Roma3) e Prof. Silvio Pons (Università di Roma). Partecipano Prof. Antonio Varsori (Università di Padova) e Prof. Benedetto Zaccaria (Università di Padova). Coordinamento scientifico: Prof.ssa Valentine Lomellini (Università di Padova). L'evento si svolgerà in Aula Nievo a partire dalle ore 10.45.
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Nell'ambito del ciclo di seminari “Il riconoscimento culturale: identità, emozioni, habitus, stili“ de I Lunedì della storia culturale. Gli LSC sono organizzati dalle Università di Pisa e Ca' Foscari di Venezia, nell'ambito del Centro Interuniversitario di Storia Culturale – CSC. Il ciclo di quest'anno intende riflettere sul problema del riconoscimento culturale di singoli e gruppi, attraverso una serie di casi che affrontano temi legati alla costruzione dell'identità, gli habitus e gli stili emotivi. |
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Martedì 29 novembre alle 18.00 a Padova, presso l'Aula 1 del Complesso Beato Pellegrino (Via Vendramini 13), in occasione della Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, il Centro di Ateneo Elena Cornaro dell'Università di Padova in collaborazione con la Società Italiana delle Storiche, il Comitato Centro di Documentazione Movimenti delle Donne a Padova, e il Centro Veneto Progetti Donna, organizza l'incontro 'Mai più sole' contro la violenza sessuale. L'evento presenta il racconto a più voci di una mobilitazione storica, con lettura di testi, proiezione di immagini e video inediti e canzoni femministe dell’epoca, seguito da un dibattito sulla persistenza di varie forme di violenza di genere oggi. Dopo i saluti introduttivi di Annalisa Oboe, direttrice del Centro di Ateneo Elena Cornaro, l'incontro propone la lettura di alcuni testi e la proiezione di immagini e video a cura di Nadia Maria Filippini autrice del volume “Mai più sole” contro la violenza sessuale. Una pagina storica del femminismo degli anni Settanta (Viella, 2022). A seguire, una tavola rotonda ospita gli interventi di Liviana Gazzetta, Mariangela Zanni, Francesca Pollero e raccoglie la testimonianza dell’avvocato Vincenzo Todesco. Coordina Carlotta Sorba (DiSSGEA, Università di Padova). Voci recitanti Elisa Bozzoni e Francesca Campani; canzoni femministe cantate da Rachele Colombo e Lucia Basso. L'incontro è aperto a tutte le persone interessate. |
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Il convegno mira a indagare alcuni fenomeni di lunga durata della storia politica, culturale, religiosa ed economica italiana, che si manifestarono con particolare forza all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso, contribuendo a mettere in crisi un sistema politico a lungo ritenuto inscalfibile. Al centro dell’analisi sarà l’emersione della questione settentrionale, considerata il detonatore decisivo della “Repubblica dei partiti”.
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Bruno Trentin e l’Europa in un mondo che cambia. Percorsi di ricerca in prospettiva transnazionale (1988-2007)
Nell’ambito del progetto di ricerca “Bruno Trentin e l’Europa in un mondo che cambia. Dalla Segreteria Nazionale della CGIL al Parlamento Europeo (1988-2007)”, il seminario si pone l’obiettivo di rilanciare una nuova stagione di studi sull’opera politica e intellettuale di Bruno Trentin, con particolare attenzione alla dimensione europea e transnazionale. Nella prima parte, Bruno Trentin e l’Europa in prospettiva transnazionale, si colloca il rapporto tra Stati Uniti e Europa, che attraversa la sua biografia politica e rinvia a solide reti intellettuali in funzione di politiche riformatrici tra le due sponde dell’Atlantico. Occorre approfondire l’intrecciarsi delle vicende dell’Italia repubblicana con i processi di integrazione europea e l’Europa di Delors, la caduta del muro di Berlino nel 1989, la dissoluzione dell’Unione Sovietica e il Trattato di Maastricht del 1992. La rivoluzione informatica e digitale induce a mettere a fuoco nel contempo i temi della conoscenza e della formazione permanente, alla base del ‘sindacato dei diritti’ e del “programma europeo” della CGIL. Dalla necessità di riorganizzare il movimento dei lavoratori nel dopo Guerra fredda si impongono le analisi sulla mondializzazione, il rapporto Nord-Sud, i modelli di sviluppo e la questione ambientale. Parallelamente alla prima e alla seconda guerra del Golfo, Trentin apre una importante riflessione sulla dialettica tra Guerra e Pace, che coinvolge il ruolo dell’Unione come attore internazionale e l’esigenza di una difesa europea. L’importanza dell’Europa politica nel governo della mondializzazione torna ad assumere centralità nel mandato al Parlamento europeo e nella battaglia per l’approvazione del progetto di Costituzione europea. Nella seconda parte, Percorsi di ricerca tra storia, memoria e comunicazione, ci si propone di mettere in circuito la comunicazione politica e istituzionale di Trentin, le testimonianze di dirigenti sindacali che hanno condiviso l’impegno per il rafforzamento della Confederazione Europea dei Sindacati (CES), la documentazione conservata presso l’Archivio storico della CGIL. Chiude l’iniziativa una tavola rotonda sulla nuova edizione del volume La Libertà viene prima. La Libertà come posta in gioco nel conflitto sociale, con pagine inedite dei diari e altri scritti, allo scopo di porre le basi per una ricerca complessiva sull’intera biografia di Trentin. Attraverso la pubblicazione degli atti e lo sviluppo ulteriore del progetto, lo SPI - CGIL e l’Alta Scuola “Luciano Lama” confermano un ruolo di primo piano nella riscoperta dell’opera intellettuale e politica di Trentin, quanto mai necessaria di fronte alle attuali sfide del sindacato e della sinistra in Italia e in Europa.
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Terzo incontro autunnale del ciclo Dialoghi sul Risorgimento, organizzato dal Comitato di Roma dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano. All'incontro, che sarà aperto dal direttore della Biblioteca nazionale centrale di Roma, Stefano Campagnolo, interverranno Carlo M. Fiorentino e Andrea Ungari. Il dialogo sarà moderato da Ester Capuzzo, curatrice del volume da cui prenderà spunto la discussione: Dalla Roma pontificia alla Roma italiana. Le istituzioni culturali e la città (Lithos, 2022).
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Il convegno rappresenta un'ulteriore tappa nello sviluppo del progetto di ricerca sull'impiego di manodopera italiana nell'economia di guerra tedesca prima e dopo l'8 settembre 1943. Verrà esaminato l'arco temporale 1938-1945. |
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International Conference Lingue e linguaggi per la pace/Language and Languages for Peace Università IULM, Rete Italiana degli Atenei per la pace, Red de Universidades Lectoras Sessione "Storia, pace e media/Peace, History and the Media" 2 dicembre 9.00 - 9.40 Keynote address Graham Spencer (University of Portsmouth) The news media’s role in developing peace: drawing from Northern Ireland 9.40 - 10.40 TAVOLA ROTONDA: Concetti e linguaggi di pace nella politica estera italiana tra anni Settanta e Ottanta
Guido Formigoni (Università IULM) Aldo Moro e la pace negli interventi all’ONU Enrico Palumbo (Università Roma3) L’Italia e il conflitto arabo-israeliano. Le interpretazioni di Camp David nel dibattito politico Massimo De Giuseppe (Università IULM) L’Italia e la pace in Centroamerica negli anni '80 |
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