Calendario di storia contemporanea

 

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    Guerra ai civili. Il territorio aretino nella morsa di due eserciti (1943-1944): fonti e studi

    Ottobre 20

    Il Novecento, secolo delle masse e della morte anonima, delle guerre e soprattutto della guerra ai civili, secolo nel quale si è esercitata una violenza eccessiva e smisurata, si caratterizzava – oltre che per la dimensione quantitativa e l’imponente numero di vittime a seguito di eventi bellici – per il suo patologico profilo qualitativo cruento. Così le masse entravano per la prima volta come soggetto attivo nella storia, ma anche come vittime predestinate. La morte, fattasi progetto, metteva il corpo dell’individuo come posta in gioco, ed era risultante della politicizzazione della vita, anzi espressione concreta della “biopolitica”. Nell’epoca dei lager e dei gulag, dei campi d’internamento, di Hiroshima e Nagasaki, della Shoa e delle deportazioni, i bombardamenti aerei distruttivi, “a saturazione”, contro cioè obiettivi anche civili, diventavano strumento principe, più o meno efficace, di una pressione strategico militare assolutamente cinica e incurante di colpire vittime innocenti.
    La Toscana, nel periodo cruciale bellico, fu una delle regioni più colpite dalla guerra ai civili: dalle stragi nazifasciste e dai bombardamenti “alleati”. Arezzo, fra le province toscane, primeggia in una siffatta lugubre classifica, con 1093 trucidati nelle numerose stragi perpetrate dai tedeschi e 1158 morti sotto i bombardamenti e le altrettanto numerose incursioni aeree degli anglo-americani, per le mine e altre cause.
    La giornata è finalizzata sia a fare il punto sulla specifica produzione storiografica relativa al territorio (città e vallate), a partire anche dalle opere fondamentali di Enzo Droandi e Francesco Mattesini, sia ad analizzare fonti orali, audiovisive e di letteratura, archivi pubblici (Archivio centrale dello Stato, Imperial War Museum…) e a verificare tracce per nuovi studi possibili.

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    • Data: Ottobre 20