Calendario di storia contemporanea

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NAPOLI 1938-1943. L’alleanza nazifascista, la guerra, le Quattro Giornate
29/09/2025 | 9:00 - 10/10/2025 | 19:00

La mostra è stata organizzata dal Dipartimento di Studi Umanistici in collaborazione con il Goethe-Institut di Napoli e l’Istituto Storico Germanico di Roma, e finanziata dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e dal DSU e dall’Ateneo Federico II. Il suo allestimento è patrocinato dall’Assessorato all’Istruzione e alle Famiglie del Comune di Napoli e ha tra i suoi promotori vi è l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età contemporanea “Vera Lombardi”. Ulteriori patrocinatori della mostra sono: la Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli e tra i promotori anche la SISCALT (Società Italiana per la Storia Contemporanea dell’Area di Lingua Tedesca), l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), l’Associazione culturale “Le Nove Muse” e il Forum dei Giovani
L’esposizione intende rileggere, a distanza di 82 anni, l’esperienza insurrezionale napoletana del settembre 1943 contro l’occupazione nazista nel contesto storico più ampio delle relazioni italo-tedesche a partire dal saldarsi dell’alleanza tra Italia fascista e Germania nazista attraverso l’Asse Roma-Berlino del 1936. In tali relazioni la mostra farà emergere il ruolo svolto da Napoli e dalla Campania, che diventeranno quindi una lente privilegiata per capire l’articolarsi di tali rapporti fino alla loro rottura con le sue drammatiche conseguenze dopo l’8 settembre 1943.
Accanto al ricchissimo materiale fotografico e di riproduzioni di documenti di archivio, la mostra presenta un serie di audiovisivi, con preziosi filmati d’epoca e interviste documentarie, nonché un video finale, in cui sono messi a confronto le testimonianze tratte dai diari di due ufficiali nazisti presenti a Napoli durante le Quattro Giornate: Hermann Balck e Udo August von Alvensleben-Wittenmoor, e quelle dei due protagonisti napoletani dell’insurrezione: Maddalena Cerasuolo e Antonio Amoretti.
Le fonti fotografiche, audiovisive e documentarie cartacee, spesso inedite, presentate nella mostra, provengono da diversi archivi pubblici e privati, locali, nazionali e internazionali, come:
l’Archivio Parisio-Troncone, l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età contemporanea “Vera Lombardi”, l’Archivio Carbone, l’Archivio di Stato di Napoli, l’Archivio Storico dell’Istituto Luce, l’archivio delle Teche RAI, l’Archvio Storico del Banco di Napoli, l’emeroteca Tucci di Napoli, l’Archivio Federale Tedesco (Bundesarchiv), l’Archivio Militare di Friburgo, il Public Record Office di Londra, l’Imperial War Museum di Londra, la National Archives and Records Administration (NARA) di Washington, l’Air Force Historical Research Agency dell’Alabama (AFHRA), il fondo dell’UNRRA dell’Archivio delle Nazioni Unite di New York, l’SZ-Photo Archive, archivi privati come quello di Hilmar Landwehr, soldato della Wehrmacht, le cui foto sono state acquisite su gentile concessione di Nikolaus Merkel.