Calendario di storia contemporanea

Orrenda strage a Milano. Piazza Fontana, la questione agraria e la finanza globale
Ottobre 7 | 17:00 - 19:00

Mercoledì 7 ottobre 2026, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea, sarà presentato il volume “Orrenda strage a Milano. Piazza Fontana, la questione agraria, la finanza globale” (Donzelli Editore, 2025) di Emanuele Bernardi.
Saluti: Giuseppina Mussari. Intervengono: Fabrizio Barca e Agostino Giovagnoli. Coordina e apre i lavori: Leandra D’Antone. Sarà presente l’autore.
«Legando urbanizzazione e crisi rurale, interessi agricoli e industriali, Nord e Sud, lavoro e finanza, politici e militari, movimenti di contestazione, organizzazioni sindacali e partiti, si può cogliere la dimensione della rottura integrale, di quel vero e proprio cortocircuito che gli stragisti del 12 dicembre 1969 puntavano a provocare».
La strage di Piazza Fontana, avvenuta a Milano il 12 dicembre 1969, rappresenta una ferita ancora aperta nella storia d’Italia. Una pagina strettamente legata a un inquietante dietro le quinte fatto di manovre politiche ed economico-finanziarie, prima e dopo quella data spartiacque. Se molte sono state le interpretazioni storiche e giudiziarie su quanto avvenne quel triste pomeriggio, in pochi si sono posti la domanda da cui parte questo libro: perché proprio la Banca nazionale dell’Agricoltura? Un quesito cui l’autore risponde, sulla base di fonti inedite e di interviste, avanzando la tesi che quell’attentato possa essere considerato una «gamba rurale» dei tessitori della strategia della tensione, fra politica e finanza. Che decisero di scegliere quell’istituto di credito fra tanti (insieme alla Banca nazionale del Lavoro e alla Banca commerciale), perché simbolo e realtà di un mondo rurale in crisi, di un’Italia attraversata da profondi sommovimenti sociali e in balia della finanza globale, intenta a conquistare aziende, banche, pezzi di mercato italiano, nel pieno di una vera e propria fuga dei capitali all’estero. Con un inquietante personaggio, Michele Sindona, interessato insieme ad altri gruppi finanziari inglesi e americani alla Banca nazionale dell’Agricoltura e duramente osteggiato dalla Banca d’Italia e da Mediobanca, guidata da Enrico Cuccia. Una guerra azionaria per il controllo di quell’istituto scoppiata ben prima di quel terribile 12 dicembre, fra dimensione nazionale e internazionale. Che toccò da vicino le rappresentanze di quel mondo ferito, quali la Coldiretti e la Confagricoltura, insieme ad organizzazioni pure centrali, come la Federconsorzi, invitate a svoltare a destra. Una guerra economico-finanziaria che s’intrecciò alla crisi politica, alimentando le manovre eversive in atto nel paese per la formazione di un governo autoritario di destra. Uno scenario scongiurato solo grazie alla mobilitazione dei partiti e dei sindacati in difesa della democrazia repubblicana.
Fabrizio Barca, statistico ed economista, è oggi coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità. È stato dirigente di ricerca in Banca d’Italia, responsabile delle previsioni macroeconomiche, di indagini sulle imprese e di progetti di studio sugli assetti proprietari delle imprese e Capo Dipartimento della politica pubblica per lo sviluppo nel Ministero economia e finanze. Presidente del Comitato OCSE per le politiche territoriali e advisor della Commissione Europea, ministro per la Coesione territoriale nel Governo Monti 2011-13, ha insegnato in Università italiane e francesi.
Emanuele Bernardi è professore associato di Storia contemporanea nel Dipartimento di Storia, antropologia, religioni, arte, spettacolo all’Università di Roma “La Sapienza”. E’ direttore del Centro Altiero Spinelli presso lo stesso dipartimento e della rivista “Eurostudium 3w”. I suoi principali temi di ricerca riguardano la storia politica, culturale, economica e sociale del Novecento. Tra le sue ultime pubblicazioni, “La Coldiretti e la storia d’Italia”, Donzelli, 2020.
Leandra D’Antone, già ordinaria di Storia Contemporanea e docente di Storia economica all’Università di Roma “La Sapienza”. Ha partecipato alla fondazione e alle attività dell’Istituto meridionale di storia e scienze sociali e della rivista “Meridiana”. I suoi studi e le pubblicazioni più rilevanti riguardano la storia economico-sociale italiana dall’Unità ad oggi, dall’agricoltura alle infrastrutture, all’Iri, al Mezzogiorno nel contesto nazionale e internazionale.
Agostino Giovagnoli è professore emerito di Storia contemporanea presso l’Università Cattolica, Milano. E’ stato presidente della Sissco ed è vicepresidente dell’Istituto Luigi Sturzo. Si è occupato di storia italiana, di storia della Chiesa e di storia della globalizzazione. E’ autore di numerose pubblicazioni sull’Italia repubblicana e ha approfondito, in particolare, il “caso Moro” e altri temi legati alle vicende del terrorismo.
Giuseppina Mussari è direttrice della Biblioteca di storia moderna e contemporanea.
Scarica l'allegato