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CFP: L’Italia e il mondo post-coloniale. Secondo incontro

Università di Cagliari – Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università di Palermo – Dipartimento di giurisprudenza 

L’Italia e il mondo post-coloniale. Politiche di cooperazione e mobilità tra decolonizzazioni e Guerra Fredda (1960-1989)

Seminario SISSCO – Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea con il patrocinio dell’ASMI – Association for the Study of Modern Italy

INCONTRO 2: L’ITALIA E LE EX COLONIE. Rapporti, flussi, continuità e critiche
Università di Cagliari, 16-18 giugno 2022

Il secondo incontro del ciclo di seminari SISSCO “L’Italia e il mondo post-coloniale” dal titolo “L’Italia e le sue ex-colonie. Rapporti, flussi, continuità e critiche” intende focalizzare alcune delle tematiche analizzate nel primo incontro di Palermo 2021 (https://itpocow.wixsite.com/seminarisissco21-22) applicandole più nello specifico ai rapporti che l’Italia repubblicana instaurò con Libia, Somalia, Eritrea ed Etiopia. L’obiettivo dell’incontro sarà quello di analizzare i nuovi legami politici, economici e culturali tra Italia e questi Paesi, e come questi vennero recepiti e/o criticati nelle rispettive società. Ponendo in dialogo differenti ricerche e approcci, si vorrà riflettere sull’esistenza o meno di una particolarità nel rapporto che l’Italia Repubblicana instaurò con le sue ex-colonie rispetto alla nuova proiezione politica, economica e culturale in quei contesti.

I termini cronologici del convegno sono da considerarsi tra il 1960 – il cosiddetto “anno dell’Africa”, ma anche l’anno in cui terminò il rapporto formale tra Italia e la Somalia – e il 1989, che segnò la fine del sistema bipolare che caratterizzò la Guerra Fredda. Saranno tuttavia apprezzati interventi volti a fornire analisi di lungo periodo che partano dal secondo dopoguerra e che tengano conto, ad esempio, dei rapporti dell’Italia con la Libia di re Idris, delle trattative per il ripristino delle relazioni diplomatiche con l’Etiopia, delle discussioni circa il destino delle comunità italiane nel Corno e in Libia, e dei primi progetti di cooperazione che iniziarono a essere pensati e implementati dalla fine degli anni Cinquanta. Attraverso queste azioni e politiche, lo Stato e i suoi istituti – insieme a imprese private e singoli individui – davano così forma una rinnovata proiezione negli ex-possedimenti/territori occupati, spesso sfruttando dei canali privilegiati aperti durante il periodo di dominio coloniale. È il caso delle attività dell’ENI in Libia o della Salini-Impreglio in Etiopia, ma anche di traiettorie individuali come quella dell’architetto Arturo Mezzedimi impegnato in Eritrea e soprattutto nell’Etiopia di Haile Selassie (dove ad esempio costruì l’Africa Hall, sede permanente delle Nazioni Unite in Africa inaugurata ad Addis Abeba nel 1961), o dei grandi proprietari delle concessioni agricole (come l’importante esempio della concessione “De Micheli” in Libia), che segnarono una significativa continuità con il passato coloniale.

L’incontro di Cagliari si propone quindi di esaminare le numerose occasioni in cui la politica e la società italiane, durante la Guerra fredda, si siano confrontate con le proprie ex-colonie, analizzando queste vicende all’interno di fenomeni più ampi quali i nuovi rapporti economici e politici, l’implementazione degli aiuti umanitari, i flussi di persone con diverse expertise da e verso Eritrea, Libia, Somalia ed Etiopia (circolazione di tecnici, architetti e ingegneri come parte di strategie politico-diplomatiche). Si vorranno connettere percorsi analitici differenti, al fine di far emergere come siano stati trattati, recepiti e discussi in Italia i temi legati alla fine della presenza politica dell’Italia nel Corno d’Africa e in Libia, alle comunità Italiane presenti in quei Paesi, e ai nuovi rapporti di cooperazione (politica, economica e culturale) soprattutto quando essi intercettarono la polarizzazione tra blocco atlantico e blocco sovietico (che emerse, ad esempio, nel caso dello scontro per l’Ogaden tra Somalia ed Etiopia 1977-78, ma anche nelle lotte di liberazione dell’Eritrea).

Questo approccio vorrebbe poi stimolare una riflessione su come la mancata critica condivisa del passato coloniale nazionale possa aver influenzato sia la nuova proiezione dell’Italia in Libia, Eritrea, Etiopia e Somalia, sia la percezione dell’identità nazionale nel contesto dei sempre più consistenti flussi migratori provenienti da quelle nazioni. Legato a ciò, saranno considerati contributi tesi a studiare l’emergere della prima storiografia critica sul colonialismo nazionale e della ricezione/circolazione di questi lavori, anche alla luce del fatto che l’Italia, tra gli anni Sessanta e Settanta, divenne un attore significativo del pensiero e di lotte anticoloniali e terzomondiste globali. Un’altra tematica che si vorrebbe considerare è quella legata delle permanenze e discontinuità della stagione coloniale nella società e nella cultura dell’Italia repubblicana. In questo senso, si vorrebbe porre l’accento sulle continuità a livello politico-diplomatico, culturale e istituzionale nei ruoli politici e amministrativi, nell’insegnamento e nella ricerca universitaria, negli istituti (si pensi al caso dell’Istituto Italiano per l’Africa) e negli enti votati alla cooperazione. Particolarmente rilevante in questo senso è la presenza di scuole italiane e Istituti di cultura nel Corno d’Africa e in Libia, che potrebbe essere approcciata studiandone l’evoluzione in funzione delle nuove esigenze sia dell’Italia che dei Paesi che un tempo componevano il suo impero. Infine, si vorrebbe riflettere sul portato transnazionale e sociale di questi nuovi rapporti, e in che modo essi abbiano potuto influenzare le modalità di associazionismo migrante in Italia (ben noto il caso della comunità eritrea e del Festival di Bologna), dell’associazionismo italiano in Africa, e del rapporto delle comunità italiane con le nuove autorità post-coloniali africane (oltre che con il Paese d’origine).

Sulla base di tali premesse, si invitano studiose e studiosi a presentare proposte di relazioni (individuali, o di panel pre-costituiti) che sviluppino in maniera organica e innovativa temi e vicende

legate al tema delle relazioni tra l’Italia ed Eritrea, Somalia, Libia ed Etiopia. La riflessione, sebbene non limitata ai punti di seguito elencati, potrà riguardare i seguenti argomenti:

La cooperazione economica e culturale: circolazione di tecnici, aiuti economici, cooperazione allo sviluppo, relazioni culturali di varia natura

Le relazioni politiche tra i partiti italiani le formazioni/i leader di Eritrea, Somalia, Libia ed Etiopia (si pensi ad esempio a Craxi, primo Presidente del Consiglio a recarsi in Somalia nel 1985); le visite di Stato in Italia dei leader africani e viceversa

• Relazioni diplomatiche e internazionali tra Italia ed ex-colonie in merito alla gestione dei flussi migratori. Ricostruzioni in merito a network internazionali, formali e informali, che hanno accompagnato il dispiegarsi di flussi tra l’Italia e gli ex-possedimenti

Migrazioni dalle ex-colonie in Italia e forme di associazionismo dei migranti

Le comunità italiane in Libia, Eritrea, Somalia ed Etiopia e il ruolo giocato nelle società post-coloniali

• Analisi del dibattito storiografico sui primi lavori critici sul colonialismo italiano e loro ricezione

Critica al neocolonialismo e alle politiche di cooperazione allo sviluppo da parte di movimenti di sinistra, cattolici, o da soggetti/gruppi di stranieri operanti in Italia in relazione alle memorie controverse del colonialismo nazionale; loro possibile risonanza nel dibattito pubblico

Presenze, nelle agenzie economiche e nei centri di produzione di cultura e sapere (Università; Istituti), di figure legate al passato coloniale nazionale (professori, tecnici, funzionari…)

Il seminario avrà luogo dal 16 al 18 giugno 2022 a Cagliari, in presenza.

Le proposte, per relazioni individuali di 20 minuti o per panel pre-costituiti composti da massimo 4 relatori, dovranno pervenire all’indirizzo italiapostcoloniale.sissco@gmail.com entro e non oltre il 13 marzo 2022. Esse dovranno essere in formato .doc / .docx e riportare in un unico file il titolo della relazione, l’abstract (italiano o inglese, 300 parole), un breve profilo biografico del proponente (100 parole) che indichi l’eventuale ente/organizzazione di appartenenza. L’esito della selezione delle proposte verrà comunicato via mail entro il 31 marzo 2022. Per i panel pre-costituiti (da inviare sempre in un unico .doc / .docx file a italiapostcoloniale.sissco@gmail.com), si richiede di indicare il titolo della sessione e una sua breve descrizione (300 parole), unita ai titoli dei singoli interventi e da un breve abstract degli stessi (100) e al profilo biografico degli speakers (100 parole ciascuno).

La SISSCO mette a disposizione alcune borse dell’importo di 150€ dedicate a studiose e studiosi con meno di 40 anni, non strutturati e privi di altre coperture, al fine di facilitare la loro partecipazione al seminario come relatori. A chi vorrà farne richiesta, si chiede di redigere una breve nota esplicativa che motivi la necessità del supporto, nota da allegare al momento dell’invio della proposta (200 parole max). L’eventuale concessione verrà decisa in base alla disponibilità.

Il seminario si propone di promuovere attivamente equità di genere, diversità e inclusione tra i suoi partecipanti.

Comitato organizzatore
Donato Di Sanzo (Università di Palermo), Beatrice Falcucci (Università dell’Aquila), Gianmarco Mancosu (Università di Cagliari).

Comitato scientifico
Tommaso Baris (Università di Palermo), Paolo Bertella Farnetti (Università di Modena e Reggio Emilia), Paolo Borruso (Università Cattolica del Sacro Cuore), Luca Castagna (Università di Salerno), Valeria Deplano (Università di Cagliari), Cecilia Novelli (Università di Cagliari), Maria Stella Rognoni (Università di Firenze), Alessandro Pes (Università di Cagliari), Neelam Srivastava (University of Newcastle), Annalisa Urbano (Università di Milano)


Italy and the Post-colonial world.Cooperation and mobility between decolonization and the Cold War (1960-1989)

SISSCO (Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea) Research Seminar Supported by the ASMI (Association for the Study of Modern Italy)

SEMINAR 2: Italy and its former colonies: Cooperation, mobility, continuities, and criticism
University of Cagliari, 16-18 June 2022

The SISSCO Research Seminar “Italy and the Post-colonial world” is currently organizing its second seminar, titled “Italy and its former colonies. Cooperation, mobility, continuities, and criticism”. This meeting intends to employ some of the core themes and methodologies tackled during the first meeting in Palermo to specifically consider the relationship that Italy negotiated and established with its former colonies and the occupied territories of Eritrea, Somalia, Libya, and Ethiopia. We aim to reflect on the new political, economic, and cultural agreements and connections as well as to consider how those relations were either supported or criticized in the former metropole as well as in the former dominions. The seminar focuses on the timeframe ranging from 1960 – the “year of Africa” but also the one in which the formal relationship between Italy and Somalia ended – to 1989, which marked the end of the polarized system that characterized the Cold War. However, we welcome also contributions informed by a long-term perspective embracing, for instance, post-WWII events and personal trajectories.

These past years, particularly starting in 2020, we have witnessed the resurgence of global protests aimed at tackling both material and cultural traces of the colonial period. Protestors highlighted the problematic and partially unacknowledged presence of those colonial legacies in Western societies. In Italy, these protests coincided with some significant anniversaries. First, in July 1960, the ten-year Italian trusteeship of Somalia (AFIS) ended, concluding Italy’s formal presence in the now former colony. Second, another anniversary includes 1970, when the last remaining Italian settlers were forcibly expelled from Gaddafi’s Libya. Both anniversaries appeared absent in today’s public debates. However, in those decades, the Italian government, institutions, as well as parastatal and private actors negotiated, planned, and implemented new policies and agreements with the former colonies. This new projection of power in Africa was often based on previous relationships established during the colonial/occupation period. This is the case of the activities of big industrial groups like those of the ENI (Italian Energy Company) in Libya or those of the Salini-Impregilo in Ethiopia. Along with these noteworthy examples,

In this way, we seek to foster multidisciplinary and transnational dialogues around the theme of the relationships that Italy established with the former colonies and with people migrating from those countries.

individual trajectories likewise deserve a closer attention, such as Arturo Mezzedimi (an Italian architect, friend of the Emperor Haile Selassie) who planned several buildings in Addis Ababa in the Sixties and Seventies, or the agricultural plants “De Micheli” in Libya, as one example.

The Cagliari seminar aims to connect multifaceted analytical and historiographical perspectives. In such a way, we aim to stimulate a reflection on the modalities through which policies and themes related to the restructuring of the political, economic, and cultural relationships between Italy and Eritrea, Somalia, Libya, and Ethiopia. We seek contributions dealing with the end of the Italian political presence, with the Italian communities still living in those countries, with the new agreements and economic projects, with developmental cooperation and cultural diplomacy, with the mobility of people. All these processes can be read against the background of the Cold War polarization, which was especially significant in the Horn of Africa (e.g., in the Ogaden War between Somalia and Ethiopia, 1977-78). With this more politically oriented focus, we also encourage papers exploring how Italian and African societies and cultures, during the Cold War, dealt with their colonial pasts, while also considering new political relationships, national and international aid programmes, multidirectional fluxes of people (migrants, students, technicians, and professionals). Such a perspective will foster a critical inquiry on the ways in which the lack of reflection on the national colonial past could have influenced new projections of Italy in the Horn of Africa and Libya. In this regard, we encourage proposals dealing with continuities at the political-diplomatic, cultural, and institutional levels in political and administrative roles, in university teaching and research, in institutes. Papers about the renewed activity of Italian Schools, Universities, and Cultural Institutes in Eritrea, Libya, Somalia, and Ethiopia will be likewise encouraged.

By analysing the socio-cultural and transnational dimension of the new relationships between Italy and the former colonies, we will seek to foster further reflection on how these practices could have influenced the activity of Italian communities in the Horn of Africa and in Libya. Additionally, we would like to assess how incoming migrant fluxes and associationism could have fostered a critique of the colonial past (in events like the Eritrean Festival held in Bologna). Such a perspective will allow us to reflect on the incongruity between the fact that Italy became a crossroad of anti-colonial and Third-Worldists practices and discourses whereas no critical reference to the national colonial past stemmed from those political milieux. Another possible topic, strongly related to this last strand, concerns the reception of the first historiographical works (by scholars like Angelo Del Boca, Giorgio Rochat, Alberto Sbacchi) dealing with a critical account of Italy’s colonial history.

We invite contributions (individual papers or pre-arranged panels) dealing with (but not limited to):

Economic and cultural cooperation: movement of technicians, economic aid, cultural relations of various kinds

• Political relations between Italian parties and the parties/leaders of Eritrea, Somalia, Libya, and Ethiopia (e.g., Craxi, the first Prime Minister to travel to Somalia in 1985); state visits to Italy by African leaders and vice versa.

Diplomatic relations between Italy and former colonies regarding the management of migration flows. Studies on the formal and informal international networks that have accompanied the deployment of flows between Italy and former possessions

Migration from former colonies in Italy and migrant associations

Italian communities in Libya, Eritrea, Somalia and Ethiopia and the role they played in post-colonial societies.

Analysis of the historiographical debate on early critical works on Italian colonialism and their reception

• Early criticism of neo-colonialism and development cooperation policies by left-wing and Catholic movements, foreign individuals/groups operating in Italy in relation to controversial memories of national colonialism; their possible resonance in the public debate

Presence, in economic agencies and centres of production of culture and knowledge (Universities; Institutes), of figures (like officials, professors and technicians) linked to the national colonial past.

The seminar will take place from 16 to 18 June 2022 in Cagliari, in person.

Please send abstracts of max. 300 words and a short bio (with current affiliation) of max. 100 words in a single .docx/.doc file to italiapostcoloniale.sissco@gmail.com by 13 March 2022. To submit a proposal for a pre-arranged session (up to four speakers), please send to italiapostcoloniale.sissco@gmail.com the title of the session and its brief description (300 words), together with the titles of the individual papers, a short abstract for each of them (100 words), and the biographical profile of the speakers (100 words for each speaker) (single .docx/.doc file). Selected papers will be announced by 31st March 2022.

The SISSCO offers a limited number of travel grants (up to 150€) to support unwaged scholars as well as unaffiliated scholars who are under the age of 40. Those intending to apply for the travel grants are required to send a statement (200 words) explaining their reasons for applying for support. The statement must be attached, as a separate file, in the same mail of the abstract.

The organizers are strongly committed to promote gender balance among speakers as well as diversity representation and inclusion among participants.

Organizing Committee
Donato Di Sanzo (Università di Palermo), Beatrice Falcucci (Università dell’Aquila), Gianmarco Mancosu (Università di Cagliari)

Scientific Committee
Tommaso Baris (Università di Palermo), Paolo Bertella Farnetti (Università di Modena e Reggio Emilia), Paolo Borruso (Università Cattolica del Sacro Cuore), Luca Castagna (Università di Salerno), Valeria Deplano (Università di Cagliari), Cecilia Novelli (Università di Cagliari), Maria Stella Rognoni (Università di Firenze), Alessandro Pes (Università di Cagliari), Neelam Srivastava (University of Newcastle), Annalisa Urbano (Università di Milano)


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