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Fonti islamiche sul waqf in Turkestan tra l’Impero zarista e l’URSS (1900-1930)

P. Sartori

Paolo Sartori (Università di Palermo)

Fonti islamiche sul waqf in Turkestan tra l’Impero zarista e l’URSS (1900-1930)

Nell’ambito degli studi dedicati ai territori a maggioranza musulmana soggetti ad amministrazione coloniale, lo studio dei waqf permette di restituire uno spaccato della vitalità economica e culturale islamica su scala locale, nonché di osservare come in detti territori tra Otto e Novecento si siano confrontati sistemi giuridici diversi; a questo proposito il caso del Turkestan – regione centro-meridionale dell’Asia Centrale – pare particolarmente interessante visto che ad oggi restano oscure le trasformazioni cui fu soggetta la gestione del waqf dopo la colonizzazione russa e che, tra il 1865 e il 1930, al diritto positivo dell’Impero zarista e al codice sovietico si incrociarono, non senza tentativi di armonizzazione, la sharī‘at e il sistema consuetudinario (‘ādat) in uso presso i nomadi. Sulla base di una documentazione per la maggior parte in lingue islamiche (uzbeko e persiano), il paper analizza le strategie e i discorsi elaborati dalle comunità musulmane locali per sostenere i centri di riproduzione del sapere islamico (maktab e madrasa). Particolare attenzione verrà data al periodo di consolidamento del governo sovietico nella regione (anni venti), quando la gestione delle istituzioni islamiche vide la contrapposizione tra i dottori della legge islamica e i comunisti musulmani.