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Il sistema elettorale nel passaggio dall’élite locale alla classe politica nazionale

Coordina: Maria Serena Piretti

Gli studi di storia elettorale hanno da tempo in Gran Bretagna, Francia e Germania una tradizione consolidata, si pensi, per non ricordare che le produzioni più datate, alle ricostruzioni di Siegfried prima e di Goguel poi sulle elezioni francesi, agli studi di Ritter sulla rappresentanza politica della Germania e, infine, a quelli di Butler da un lato e della Cromwell dall’altro sui risultati elettorali della Gran Bretagna. In Italia, invece, gli studi di storia elettorale hanno ricevuto un certo impulso a partire dalle prime ricerche di Raffaele Romanelli degli inizi degli anni Ottanta e dal libro di Pierluigi Ballini ”Le elezioni nella storia d’Italia” pubblicato nel 1988, studi che hanno in un certo senso aperto la strada ad un impegno storiografico sul versante della storia elettorale che si è poi sviluppato con approcci diversi: dallo studio dei sistemi elettorali a quello della trasformazione dei collegi, dagli studi su partecipazione/assenteismo a quelli più strettamente prosopografici; dai case study su alcuni feudi elettorali alle analisi sui reticoli clientelari.
Un dato che tuttavia è rimasto spesso nell’ombra è il legame tra rappresentanza locale e rappresentanza politica, non è un caso che ancora al primo Convegno Sissco, Francesco Traniello, nel suo intervento, lamentasse l’assenza di ricerche in atto sulle elezioni amministrative.
Quello che ci proponiamo di fare con questo panel sui sistemi elettorali è aprire una finestra sul mondo di alcuni collegi elettorali osservandoli con l’ottica del punto di congiunzione che il collegio rappresenta tra il notabilato locale, la sua capacità di controllo della politica amministrativa, ed il più vasto mondo della rappresentanza politica. Per fare questo abbiamo privilegiato il contributo di giovani studiosi che stanno svolgendo ricerche sul campo.
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