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L’emergenza nascosta: archivi, biblioteche e il futuro della ricerca in Italia

L’incontro di venerdì 15 aprile, “L’emergenza nascosta: archivi, biblioteche e il futuro della ricerca in Italia” promosso dal Coordinamento nazionale degli archivi e delle biblioteche ha offerto un bilancio decisamente positivo.

Le associazioni aderenti sono divenute 24, il convegno ha richiamato molti interessati e, tra i presenti, molti dirigenti e funzionari del Ministero. Gli interventi sono stati di alto livello, rispecchiando le due finalità principali che il coordinamento aveva fissato: rilevare alcune criticità, avanzare proposte. Tutti i relatori hanno preso atto di un’inversione di tendenza da parte del governo: lo stanziamento in bilancio del 30% in più rispetto agli anni passati per i beni culturali e la deroga sulle assunzioni nel pubblico impiego con il prossimo bando per 500 posti di funzionario appare infatti un inizio incoraggiante. Tuttavia i guasti prodotti nel sistema archivistico-bibliotecario sono profondi e relativi al personale, alle sedi, ai fitti passivi, alle dotazioni strumentali, soprattutto all’assenza di progettualità dal punto di vista del trattamento e dell’acquisizione delle risorse digitali. Dunque, serviranno una serie di misure nel corso del tempo atte a colmare lacune che si sono cumulate nel corso di oltre un ventennio. Serve una strategia complessiva, quindi, che tutte le associazioni chiedono e che è stata riconosciuta come necessità anche dal capo di gabinetto, Giampaolo D’Andrea. Il coordinamento nazionale per gli archivi e le biblioteche, di cui la nostra Società è parte importante, si pone così come interlocutore del governo offrendo le varie competenze di utenti e di professionisti della ricerca, di archivisti e di bibliotecari.

L’annuncio di un prossimo anno del Ministero dedicato alla questione “archivi e biblioteche” impone di farci trovare preparati se vogliamo tentare di influire in modo positivo al fine di una strategia complessiva. Come utenti e professionisti della cultura, siamo ovviamente interessati a ridare dignità, funzionalità ed efficienza a un sistema oggi ancora in briciole.