La Giuria dell’edizione 2026 del Premio ANCI-Storia – composta dal Prof. Salvatore Adorno (Presidente, SISSCO), dalla Prof.ssa Lidia Piccioni (SISSCO), dal Dott. Andrea Ostuni (SISSCO), dal Dott. Vincenzo Santoro (ANCI) e dalla Dott.ssa Giorgia Chinè (ANCI) – ha preso in esame le opere pubblicate nel corso del 2025 aventi ad oggetto la storia dei territori, delle comunità locali e delle istituzioni municipali italiane.
A conclusione di un’articolata fase di selezione, la Giuria ha preso in considerazione per la valutazione finale tre volumi meritevoli di menzione per originalità, rigore metodologico e innovatività dei risultati: Maddalena Chimisso, La Fiat a Termoli. Per una storia della grande industria nel Molise (1969-1991), Rubbettino, Gabriele Proglio, Porta Palazzo. Storia orale e sensoriale del mercato più grande d’Europa, Donzelli e Virgil Darelli, Le sale cinematografiche di provincia. Il caso Lombardia (1905-1965), Carocci. La Giuria ha deciso all’unanimità di assegnare il Premio ANCI-Storia 2026 all’opera di Maddalena Chimisso.
Il volume di Maddalena Chimisso offre una ricostruzione rigorosa e documentata dell’insediamento dello stabilimento Fiat a Termoli e delle sue ripercussioni sul tessuto socio-economico, urbanistico e istituzionale del Basso Molise. Inserendosi con efficacia all’interno del filone storiografico dedicato alla “città-fabbrica” e all’impatto dell’industrializzazione assistita nel Mezzogiorno, l’opera contribuisce ad approfondire l’analisi di una realtà regionale e municipale tradizionalmente poco presente nei grandi quadri della storiografia nazionale.
Frutto di una prolungata ricerca archivistica, il lavoro si fonda su un ampio corpus documentario, attinto sia da archivi d’impresa e tecnici (Archivio Storico Fiat, Archivio Storico MAIRE), sia da fondi d’archivio locali e municipali (Archivio di Stato di Campobasso, Archivio Storico del Comune di Termoli, Archivio del Cosib). Attraverso un approccio interdisciplinare che coniuga la storia economica e del lavoro con la storia urbana e della pianificazione territoriale, Chimisso evidenzia come l’arrivo della grande industria sia stato un fattore di profonda trasformazione per il territorio e la comunità locale.
Il testo analizza la dialettica tra la programmazione statale, le strategie del capitale privato e le istituzioni del territorio, mettendo in luce il ruolo svolto dagli enti locali e dai Consorzi per il nucleo di industrializzazione (Cosib) nel ridefinire l’assetto urbano della fascia costiera molisana. Attraverso lo studio dei modelli di social housing, dei quartieri operai e delle infrastrutture progettate dalla Fiat Engineering, il volume restituisce le dinamiche di un sistema urbano-industriale che ha segnato il passaggio di una comunità a vocazione prevalentemente agricola a polo produttivo ad alta tecnologia.
Per la solidità dell’impianto, la cura dello scavo documentario e la capacità di illustrare l’interazione tra politiche di sviluppo centrali e dinamiche delle autonomie locali, il lavoro di Maddalena Chimisso rappresenta un contributo di chiaro interesse per la storia del territorio e delle istituzioni locali nell’Italia contemporanea.