SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Un modello di repubblica. Giuseppe Rensi, la politica e la Svizzera

Alberto Castelli

Milano, Bruno Mondadori, pp. 161, euro 18,00 2004

L'autore, ricercatore presso il Dipartimento storico politico internazionale dell'età moderna e contemporanea dell'Università di Cagliari, affronta in questo libro gli scritti politici di Giuseppe Rensi, che occupano la prima parte del percorso intellettuale del filosofo veronese, dal 1897 al 1902. Durante questo periodo Rensi, militante socialista, vive l'esperienza della repressione milanese del 1898 e l'esilio in Svizzera. La fuga nel vicino Ticino gli permetterà di frequentare Arcangelo Ghisleri, che lo inizierà ai testi risorgimentali e a una visione più articolata della realtà politica. Rensi applicherà in seguito le sue riflessioni alla situazione politica svizzera, posta in polemica comparazione con quella italiana. Per mostrare questa evoluzione, Castelli privilegia l'approccio tematico configurando l'analisi in tre parti: una prima sul socialismo, una seconda sull'avvicinamento rensiano al pensiero risorgimentale, una terza sulla Svizzera. Completa il libro una breve antologia di scritti che esemplificano il pensiero politico del veronese attorno a questi temi, in particolar modo sulla realtà politica elvetica. Un percorso che parte da un'adesione ? comune alla maggior parte dei socialisti italiani dell'epoca ? contemporaneamente al positivismo e al marxismo, che diventerà per Rensi, rileva Castelli, un approccio quasi ?di fede?, che lo spingerà ad applicare in maniera determinista dei modelli precostituiti (p. 21). Riparato nel Ticino dopo il 1898, egli continua ad interessarsi, tramite la partecipazione alle riviste, al socialismo italiano. L'incontro con Ghisleri lo conduce però a confrontarsi con la tradizione risorgimentale repubblicana. Rensi rielabora dunque il suo pensiero rivalutando le istanze democratiche insite nel Risorgimento. Queste riflessioni teoriche sono applicate da Rensi al caso svizzero. Come sovente negli scritti degli esuli italiani, il Canton Ticino, grazie alla divergenza tra frontiera politica e frontiera culturale, che lo porta ad essere terra svizzera di lingua e cultura italiane, è utilizzato come modello per un confronto con l'Italia. Rensi osserva ed apprezza due aspetti in particolare: dapprima quella forma singolare di partecipazione alla vita collettiva che in Svizzera è chiamata ?milizia? (analizzata nei casi dell'esercito e della vita politica); in secondo luogo, Rensi si interessa al suffragio e agli strumenti della democrazia diretta ? specificamente al referendum ? che gli permettono di parlare di ?sovranità della piazza? comparata al ?semi-assolutismo? vigente in Italia (p. 81) e di concludere che il socialismo necessita di un simile quadro istituzionale per potersi sviluppare. Se il libro ci conduce in maniera convincente alla scoperta di un aspetto ancora poco analizzato del percorso intellettuale di Giuseppe Rensi, mancano forse alcuni riferimenti biografici puntuali, che meglio avrebbero permesso di seguire l'evoluzione del pensiero politico rensiano, in particolare la sua esperienza di un lustro in seno alle istituzioni politiche svizzere, prima del ritorno in Italia.


Nelly Valsangiacomo