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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'America Latina fra Pio XII e Paolo VI. Il Cardinale Casaroli e le politiche vaticane in una Chiesa che cambia

Alberto Melloni, Silvia Scatena (a cura di)

Bologna, il Mulino, XVIII-328 pp., euro 27,80 2006

Del cardinale Agostino Casaroli si ricorda soprattutto l'attività diplomatica nel quadro della Ostpolitik vaticana e la sua partecipazione alla Conferenza di Helsinki sulla sicurezza e la cooperazione in Europa. Meno noto è che il futuro porporato avesse cominciato la sua carriera diplomatica, in qualità di minutante presso la Segreteria di Stato, con il compito specifico di occuparsi dell'America Latina. Il volume curato da Melloni e Scatena, che raccoglie gli atti di un convegno tenuto nell'estate 2004 al Seminario di Bedonia, colma quindi una lacuna, approfondendo non soltanto l'attività di Casaroli a partire dal 1950, ma inquadrandola nell'ambito della politica della Chiesa cattolica nei confronti del continente sudamericano, un continente in cui, come scrive Alberto Melloni, «violenza anticlericale e disegni di autoritarismo cattolico si scontrano senza posa» (p. XIII). Marco Mugnaini analizza con finezza l'America Latina nel periodo della guerra fredda, e in particolare l'azione dei pontefici per organizzare al meglio l'episcopato latino-americano, con la costituzione del Consiglio Episcopale Latino Americano (CELAM) e in seguito con la Conferenza di Medellin del 1968. Il CELAM è in particolare oggetto dell'ampio studio di Silvia Scatena, basato su interessante documentazione inedita, che permette di approfondire il ruolo del cileno Manuel Larraìn, vescovo di Talca, che lo presiedette dal 1963 al 1966. Lucia Ceci si è occupata della teologia della liberazione nell'ambito latino-americano, e in particolare del pensiero di Gustavo Gutiérrez Merino, di cui aveva in precedenza scritto la biografia. Più strettamente legati all'esperienza di Casaroli sono invece i saggi di monsignor Leonardo Sandri, Gianni La Bella, Riccardo Cannelli e Massimo De Giuseppe. Gianni La Bella delinea i rapporti tra Santa Sede e America Latina, giudicando fondamentale l'attività di Casaroli per ripensare il ruolo del continente: «Non più lontana periferia, ma riserva e chance del cattolicesimo del terzo millennio» (p. 191). Cannelli ricostruisce il viaggio a Cuba di Casaroli nel 1974, viaggio che comprese anche un incontro con Fidel Castro e fu giustamente considerato come un tassello della complessiva Ostpolitik vaticana. Massimo De Giuseppe studia invece il rapporto di Casaroli con l'America indigena e la spiritualità guadalupana., approfondendo in particolare il triennio che va dal viaggio di Giovanni Paolo II a Puebla per la terza assemblea del CELAM (gennaio 1979) e si chiude con le celebrazioni per il 450° anniversario dell'apparizione della Vergine di Guadalupe. Nel complesso si tratta di un volume importante, con molti saggi basati su documentazione inedita, che ci permette di scoprire un aspetto dell'attività diplomatica di Casaroli meno nota, ma certo non meno importante di quella dedicata al dialogo coi paesi dell'Est comunista.


Alfredo Canavero