SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il mondo arabo. Storia, politica e religione dalla prima guerra mondiale ai giorni nostri

Alberto Ponsi

Roma, Newton & Compton, pp. 206, euro 6,00 2005

Se i romanzi che abbiamo letto da ragazzi o le locandine delle agenzie turistiche ci fanno pensare ai paesi arabi e all'Oriente in generale come a un mondo statico e sonnolento, la cronaca quotidiana ci conferma invece dolorosamente che questa parte del globo vive lacerazioni che testimoniano un profondo travaglio interiore. A partire dal secolo scorso il mondo arabo ha subito trasformazioni di grande portata, talora introdotte senza la necessaria gradualità, dando vita a una pericolosa miscela di antico e moderno, dove elementi contrastanti e a volte apertamente contraddittori si sono accostati senza equilibrarsi. In un primo tempo le novità provenienti dall'Occidente furono accolte con entusiasmo. Sensibili alle realizzazioni dell'ingegno umano, gli arabi si lasciarono affascinare dai prodotti della tecnologia e più in generale dalle suggestioni che provenivano dal nostro continente. Gli europei però non furono sempre coerenti con le idee di libertà e di progresso delle quali si pretendevano depositari e divulgatori, cosicché il mondo arabo si sentì gradualmente sempre più insicuro e minacciato nei rapporti con la nostra civiltà. Non solo alcuni settori della società ostili al cambiamento, ma anche i riformisti più convinti avanzarono dubbi sull'adozione incondizionata di modelli di pensiero e di azione presi dall'Occidente e si convinsero della necessità di non recidere i legami con il proprio passato. Se nella tradizione islamica c'erano elementi di inerzia che ostacolavano lo sviluppo della società essi andavano risolutamente modificati, ma non si poteva dimenticare che la propria identità affondava le sue radici in quella stessa tradizione e da esse si doveva trarre nuovo alimento per affrontare le sfide del presente. La ricerca di un equilibrio tra queste due esigenze apparentemente contrastanti, ma in realtà complementari, è il problema di fondo che viene da tempo dibattuto dai movimenti islamici e dai singoli musulmani che avanzano soluzioni divergenti e talora opposte. Quale parte della tradizione islamica va rinnovata e quale invece deve essere mantenuta e considerata ancora valida? L'attuale stato di debolezza e di sottosviluppo dei paesi islamici è frutto di circostanze storiche o deriva dall'abbandono della fedeltà agli insegnamenti divini? Se l'autorità appartiene soltanto a Dio e se l'unica legge valida è quella da Lui rivelata quale deve essere il rapporto tra Islam e potere politico? In questo quadro qual è il ruolo e quali sono i limiti dell'autonomia umana nella ricerca di nuove forme di organizzazione della vita individuale e comunitaria? Sono queste alcune delle domande alle quali si cerca una risposta. Un libro agile ed equilibrato che fornisca gli elementi essenziali della storia recente del mondo arabo, come quello che qui segnaliamo, sarà dunque uno strumento prezioso per quanti vogliono accostarsi alla realtà dei nostri dirimpettai del Mediterraneo per meglio comprendere le dinamiche che li travagliano e che sempre più spesso ci coinvolgono.


Paolo Branca