SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Gli eroi di Mussolini. Niccolò Giani e la Scuola di mistica fascista

Aldo Grandi

Milano, Rizzoli BUR, pp. 238, euro 8,00 2004

Il giornalista Aldo Grandi si cimenta ancora una volta con una biografia storica. In passato si era già occupato del ?rivoluzionario? Giangiacomo Feltrinelli, del lungo viaggio attraverso il fascismo di Ruggero Zangrandi, e dei cosiddetti Giovani di Mussolini (Milano, 2001). Da questa ricerca, condotta inviando un questionario agli allora partecipanti dei Littoriali della cultura e dell'arte, era rimasto giocoforza escluso Niccolò Giani, l'ideatore della Scuola di mistica fascista, morto precocemente nel 1941 sul fronte albanese. È proprio all'interesse per Giani e per la generazione dei giovani intellettuali maturati sotto il fascismo che Grandi fa risalire, nell'introduzione, la sua ?volontà di comprendere, a dispetto delle polemiche più o meno di parte, come e perché tanti giovani, suoi coetanei quarant'anni prima, erano stati fascisti? (p. 7). Una volontà di comprendere che tutti condividiamo, pur non ritenendo di poter ridurre decenni di profondi e delicati dibattiti storiografici sull'argomento nella formula ?polemiche più o meno di parte?. A Grandi, che da parte sua si getta con passione e fiuto giornalistico nel racconto biografico su Niccolò Giani e sui membri della Scuola di mistica fascista, pare sfuggire che il nucleo è proprio qui, in questa impasse della comprensione che ? lungi dall'essere un mero atto di superficialità o acrimonia ? ci parla invece della nostra relazione con quel passato e della costruzione di un'identità presente che tuttora non può prescindere dai personaggi e dagli eventi del ventennio fascista. Mentre Grandi procede baldanzosamente nella ricostruzione dell'interessante ambiente dei ?mistici fascisti? ? ricostruzione per certi versi anche utile, visto che l'unica e ultima opera monografica sulla Scuola di mistica fascista, scritta da Daniele Marchesini, risale al 1976 ? noi siamo ancora fermi alla riga quindici dell'introduzione, a ripeterci ancora una volta come non sia sufficiente affrontare di petto un argomento ?mai trattato prima? per ritenerlo compreso, assimilato e in definitiva risolto. Anche i silenzi e i vuoti, nella ricerca storica, hanno il loro perché, e indubbiamente questo testo manca del ritmo lento di una consapevolezza storiografica che venga da lontano. Per il resto, il libro di Aldo Grandi soddisfa più di una curiosità sull'ambiente di Giani e sulla sua persona; si legge con rapidità ? nonostante qualche sobbalzo dovuto a un eccesso di partecipazione dell'autore con le vicende del suo personaggio (eccesso certo dovuto a una scelta stilistica) ? e lascia infine qualche perplessità rispetto a eventuali lettori non del tutto avvertiti che si facciano emotivamente sedurre dalle avventure degli ?eroi di Mussolini?, non conoscendone il contesto, le origini e gli esiti. Un buon antidoto potrebbe essere quello di completarne e bilanciarne la lettura con la ponderatezza della ricerca di Luca La Rovere, Storia dei GUF: organizzazione, politica e miti della gioventù universitaria fascista (Torino, 2003), che tratta di temi analoghi a quelli che hanno attirato l'attenzione di Grandi.


Giulia Beltrametti