SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le sfide della pace. Istituzioni e movimenti intellettuali e politici tra otto e novecento,

Alfredo Canavero, Guido Formigoni, Giorgio Vecchio (a cura di)

Milano, Led, 524 pp., euro 42,50 2008

Il volume raccoglie le relazioni del convegno tenuto a Parma nel gennaio 2008, a conclusione di un progetto Prin dedicato alla ricezione ed elaborazione del pacifismo da parte di intellettuali, partiti politici e istituzioni nel XX secolo. Sono tre le principali anime del volume: la nascita dell’organizzazione internazionale, l’evoluzione del pacifismo cattolico, le posizioni dei partiti e dei movimenti politici italiani nel secondo dopoguerra. Ma sono presenti anche contributi più eccentrici: dalla descrizione dei «Cinque principi della coesistenza pacifica» di Nehru, alla nascita dell’Enea, come esempio di cooperazione euro pea a fini pacifici, ad una discussione sui tribunali penali internazionali, allo studio delle missioni militari italiane «di pace» a inizio ’900. Il nucleo più consistente di saggi è dedicato al mondo cattolico, sia nella sue figure istituzionali, da Pio XIa Paolo VI, che nei più famosi esponenti del pacifismo, da La Pira a Capitini, di cui sono descritti alcuni momenti dell’azione politica e della biografia intellettuale.Pregio e limite dei saggi raccolti è la loro natura di brevi interventi e inventari: per lo più segnalano e aprono piste di ricerca. Unica eccezione, anche per le più corpose dimensioni, il contributo di Pizzetti, che esamina la Conferenza internazionale dell’Aja del 1899, l’importante conferenza cui oggi si fa risalire l’inizio della diplomazia internazionale multilaterale, ma fino ad ora del tutto ignorata dalla storiografia nazionale.Vari saggi documentano il peso che le tematiche pacifiste hanno avuto nella politica del Partito socialista, del Partito comunista e della Democrazia cristiana negli anni più duri della guerra fredda, sottolineando il legame spesso strumentale fra il discorso pacifista e la politica interna che appare quasi sempre predominante. Da segnalare il contributo finale di Francescangeli sull’attività politica all’interno delle forze armate dei militanti della sinistra extraparlamentare negli anni ’70.La qualità dei contributi è altalenante, e alcune conclusioni provvisorie appaiono forse troppo semplicistiche, soprattutto in quei lavori che ambiscono a toccare istituzioni internazionali e anni a noi molto vicini.Il volume insomma si presenta come uno zibaldone non molto organico di protagonisti, riflessioni, momenti della formazione di una coscienza pacifista nella cultura politica italiana del ’900, che va preso per quello che offre. Va segnalato soprattutto per il tentativo di colmare il sostanziale vuoto storiografico che sta alle spalle di queste ricerche, provando a dare dimensione e prospettiva storica a temi che di volta in volta sono rimasti patrimonio del giurista, del teologo o del leader di partito.


Alessandro Polsi