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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il cardinale Pericle Felici (1911-1982). Convegno di studio nel ventennale della morte

Andrea Chiarelli, Ugo Meucci (a cura di)

Roma, Libreria Editrice Vaticana, pp. 154, euro 20,00 2003

Il volume raccoglie gli atti delle giornate rievocative celebrate nel Palazzo della Cancelleria di Roma nel marzo 2002. Come si evince dal titolo, l'occasione che indusse l'ordinario della diocesi suburbicaria di Velletri-Segni, monsignor Andrea Erba, a convocare quel convegno, fu la ricorrenza della scomparsa del prelato laziale, noto ai più per avere ricoperto la carica di segretario generale del Concilio Vaticano II. Monsignor Felici aveva assolto tale ruolo dopo essere stato chiamato da papa Roncalli a essere il segretario della Commissione antepreparatoria presieduta da monsignor Domenico Tardini. Si tratta dunque di uno dei testimoni, e a tratti protagonista, dell'evento conciliare. Di formazione romana, canonista, latinista, teologo, Felici era senz'altro vicino alle posizioni più ?tradizionali? della Chiesa cattolica, nonché prossimo, per formazione e frequentazioni, a quella che si sarebbe rivelata la minoranza conciliare; tuttavia, egli volle adempiere il ruolo assegnatogli sforzandosi di esercitare imparzialità, equidistanza e capacità di mediazione tra le diverse sensibilità manifestate nella grande assemblea vaticana. Su questa importante esperienza riflette la prima delle sette comunicazioni principali del convegno, che costituiscono com'è ovvio la parte centrale del volume, Mons. Pericle Felici uomo di Dio, a firma di monsignor Vincenzo Carbone. Eppure, è proprio questo capitolo a risultare il più stringato, e anche quello che maggiormente risente del taglio celebrativo che caratterizza del resto tutti gli interventi, dichiaratamente lontani dall'intento di offrire una ricostruzione storico-critica del personaggio e del suo operato. Carbone, ad esempio, si limita a ricostruire la cronologia dell'impegno di Pericle Felici nel Concilio, accennando appena agli accesi dibattiti che lo videro coinvolto, e sottolineando piuttosto le caratteristiche di fede e abnegazione mostrate dal futuro cardinale. Uno spazio più ampio e articolato è dedicato al lavoro svolto da monsignor Felici in qualità di uditore di Rota, negli anni 1947-1960, e di prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura apostolica, carica ricoperta dal 1977 alla morte. Il primo tema è svolto da monsignor Giuseppe Sciacca in Pericle Felici uditore di Rota, mentre il secondo è affidato al cardinale Juliàn Herranz, e ha per titolo L'attività legislativa del card. Pericle Felici. Gli altri saggi brevi raccontano il Felici ?latinista?, il ?professore? e i suoi rapporti con l'Istituto secolare operaie parrocchiali di Maddalena Aulina. I curatori si limitano ad offrire una rapida nota biobibliografica dall'aspetto curricolare. Contiene alcuni documenti inediti, invece, il lavoro di don Giovanni Spina su Formazione sacerdotale e direzione spirituale dei seminaristi, analizzate a partire dalla corrispondenza del presule con i superiori. Il volume è concluso e arricchito da una raccolta di brevi ricordi di personalità vicine al prelato, tra cui quelle del cardinale Grocholewski, di Giulio Andreotti e di Franco Nobili.


Marco Impagliazzo