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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Al servizio della città. Imprese municipali e servizi urbani a Modena dalle reti ottocentesche alla nascita di Meta S.p.A.

Andrea Giuntini, Giuliano Muzzioli

Bologna, Il Mulino, pp. 491, euro 36,00 2003

Dalle prime riflessioni sui modi di soddisfare i nuovi bisogni della città alla preoccupazione di generare profitti e ?stare sul mercato?: tra queste posizioni, non sempre facilmente conciliabili, si dipana la storia più che secolare dei servizi pubblici urbani, che gli autori richiamano analizzando le vicende dell'azienda municipalizzata modenese. Il case study proposto si colloca però all'interno di un più articolato quadro che viene presentato al lettore. Dapprima si considerano in generale le complesse problematiche legate alla storia dei servizi urbani, che è possibile leggere con ottiche diverse e complementari: quella della storia d'impresa e dell'evoluzione tecnologica, quella della storia locale e delle élites, quella delle politiche economiche o delle politiche tout court che determinano le sorti delle aziende e dei servizi. Anche a Modena, come nelle altre città italiane, sul finire dell'Ottocento l'emergere della ?questione igienica?, nuove esigenze di mobilità degli individui così come la possibilità di utilizzare l'energia elettrica spingono l'Amministrazione municipale a intervenire in forza della legge del 1903 sulle municipalizzazioni. La municipalizzata nasce nella città emiliana nel 1911, grazie all'iniziativa dei consiglieri comunali d'ispirazione cattolica e con il consenso della corrente liberale, a dimostrare la raggiunta legittimazione dell'intervento pubblico diretto in economia a livello locale. Le vicende dell'impresa non sono però esaltanti: gli ambiziosi progetti di pervenire a una piena autosufficienza energetica sono presto accantonati, né il clima politico dell'Italia fascista favorisce la crescita delle municipalizzate, per quanto esse ? e quella modenese non fa eccezione ? sopravvivano nonostante talune ricorrenti pressioni per la loro liquidazione/privatizzazione. Dopo la Seconda Guerra mondiale la storia della municipalizzata modenese si inquadra, da un lato, nell'impetuoso sviluppo economico del paese e della regione (immediatamente misurabile nell'aumento dei consumi energetici ? elettricità e gas metano ? cui l'azienda riesce a fare fronte) e, dall'altro, nel successo di quel modello emiliano, perseguito e realizzato dal Partito Comunista, che vede nell'azione dei Comuni e delle loro aziende gli strumenti privilegiati di una politica che cerca di coniugare espansione dell'economia, coesione sociale e ridistribuzione del reddito. Ciò significa per l'impresa la scelta di mantenere basse le tariffe, accrescendo così il proprio indebitamento di cui si fanno carico le finanze del Comune. In questa fase, elementi di fondo nella strategia degli amministratori sono la ricerca di un ?utile sociale? più che di quello aziendale e la spinta alla crescita dell'azienda, vista anche come strumento dell'autonomia dell'ente locale. Lo scenario si modifica negli ultimi anni: l'andamento più tormentato dell'economia e l'affermarsi dell'ideologia del mercato aprono un nuovo capitolo della storia che resta ancora tutto da scrivere.


Marco Doria