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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il nuovo papato. Sviluppi dell'universalismo della Santa Sede dal 1870 ad oggi

Annibale Zambarbieri

Cinisello Balsamo (Mi), San Paolo, pp. 183, euro 12,39 2001

Nel 1870 il papa Pio IX, politicamente isolato, dovette assistere inerte alla caduta dello Stato della Chiesa. Nel 1994 Time proclamava Giovanni Paolo II ?uomo dell'anno?, riconoscendolo signore di un ?impero dello spirito?. Come è potuto verificarsi un cambiamento così radicale? Partendo proprio da quelle pagine Annibale Zambarbieri, delinea un profilo del ?nuovo papato?, quello sorto dalle ceneri dello Stato pontificio e dalla proclamazione dell'infallibilità nel Concilio Vaticano I del 1870. Scopo del saggio è presentare solo alcune ?tracce indicative per considerare, in prospettiva storica, l'itinerario percorso dal papato durante l'epoca contemporanea? (p. 5) verso l'orizzonte universale. Il tentativo riuscito dell'autore è quello di intrecciare le vicende del papato con quelle del mondo cristiano, partendo da quel Vaticano I che rappresenta la fine del potere temporale ? ?un ulteriore irrobustimento dell'autorità e del prestigio del successore di Pietro?(p. 31). Ma questo irrobustimento coincideva con la perdita del primato politico del papato: la base ?statale? che permetteva al papa di interloquire con le altre realtà nazionali perdeva ragion d'essere con l'irruzione dell'esercito italiano dalla Breccia di Porta Pia. Eppure proprio da quel vulnus nasceva un nuovo tipo di influenza, culminata con il magistero dell'attuale pontefice. Zambarbieri dimostra questa evoluzione attraverso alcuni elementi esemplificativi che in pratica coprono gli ambiti più rilevanti del rapporto chiesa-mondo: il libro si apre infatti con le ?nuove tipologie di comunicazione sociale?, sapientemente usate da Giovanni Paolo II, definito da Derrick de Kerckhove ?un simbolo elettronico dell'umanità e una delle immagini di maggior rilievo del XX secolo?. Ma l'autore riserva anche un capitolo alla ?dimensione politica mondiale del magistero pontificio?, che ne rivela la competenza teologica (sono passate al setaccio le tesi teologiche di Cappello, di Congar, di Latreille, di Maritain ecc.). Non vengono poste in sottordine però l'attenzione alla Curia romana, alle rappresentanze diplomatiche (la figura del Nunzio), ai concordati e alle convenzioni, alla presenza negli organismi internazionali: ognuno di questi tasselli dimostra, secondo Zambarbieri, la persistenza del mutamento nella continuità, una delle caratteristiche più sorprendenti della chiesa cattolica. Proprio a causa di questa continuità ?elastica?, però, tante domande sono rimaste inevase: ?Come dobbiamo intendere la missione della Chiesa? L'essere una comunità carismatica come incide sulla sua responsabilità verso le autorità politiche? Quale rapporto ha con l'ambito del diritto? Se può davvero essere descritta in termini giuridici, quale rapporto c'è fra il suo ordinamento giuridico e quello della comunità civile?...? (p. 81). Domande che ancora oggi aspettano risposta. Il libro è convincente, utile, e di esemplare chiarezza. Peccato che manchi un indice dei nomi, che a tale chiarezza avrebbe saputo dare ulteriore risalto.


Simona Urso