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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il pensiero gerarchico in Europa XVIII-XIX secolo

Antonella Alimento e Cristina Cassina (a cura di)

Firenze, Leo S. Olschki, pp. 354, euro 35,00 2002

La disgregazione della società tradizionale e l'affermazione di principi individualistici ed egualitari segnano il tornante del XVIII secolo ed aprono, allo stesso tempo, una questione di lungo periodo: come è stata costruita una rappresentazione della realtà ? storica, economica, sociale ? articolata secondo un modello scalare o gerarchico? Come questo modello, che dalle Americhe all'Europa prende il posto delle ?gerarchie del privilegio aristocratico? (Albertone, p. 109), di cui rompe il ?monopolio della gestione della gerarchia sociale?, si è di volta in volta tradotto in concezioni del progresso, in teorie dell'autorità politica, in immagini della diversità razziale e culturale, in sistemi dell'economica politica? Con quali rischi di frammentazione e conflittualità nel successivo passaggio del sistema di produzione delle élites, da ?pluralistico? a ?pluritomico? (Cafagna, p. 304)? Sono gli interrogativi di una ricerca collettiva ? riproposti da Regina Pozzi nelle pagine introduttive ? i cui esiti sono stati discussi a Pisa dal 27 al 29 settembre 2001 in un convengo internazionale di cui il volume dà conto. Francia ed Inghilterra sono le aree culturali privilegiate, non senza attenzione agli Stati Uniti, alla Germania e all'Italia; la nascita della modernità sociale e politica è colta misurandosi con i problemi aperti dalle rivoluzioni di fine Settecento; particolare attenzione è riservata alla cultura economica, ?scienza nuova del Settecento?, nei rapporti con diverse forme di rappresentazione dell'autorità politica e della gerarchia sociale (p. 6). Si intrecciano così scienza e politica: come a proposito della dottrina sansimoniana, studiata da Cristina Cassina, che muove proprio da una critica della rivoluzione e dall'affermazione che solo la scienza, e non più la politica, potesse risolvere il problema di una nuova organizzazione della società (p. 239). I venti contributi sono raccolti in quattro parti. Le prime due sono dedicate alla rappresentazione dell'ordine sociale nella cultura politica ed economica del XVIII secolo, e a quella delle diversità culturali e gerarchie di civiltà tra Sette e Ottocento. Nella terza parte cinque contributi indagano su Ordine sociale e modelli politici nel pensiero del XIX secolo mentre gli ultimi due saggi ruotano intorno al tema Etica, individuo e rottura delle gerarchie nella cultura filosofica e politica del XIX secolo. Molteplici sono le suggestioni di un volume molto ricco. Come il nodo per cui dopo la rivoluzione ?toute différenciation, même celle que fonde le mérite, blesse le sentiment croissant de l'égalité. La pensée hiérarchique du XIX siècle bute ainsi sur une difficulté qui est celle même des sociétés d'aujourd'hui: pas de société sans élite, mais toute élite doit constamment ?se disculper d'être une aristocratie', c'est à dire un privilège? (così Mélonio, commentando i saggi della terza parte, p. 296). Ritorna allora la pregnanza del riferimento alla ?politica dell'economia politica?, per cui ?la vision économique du monde se trouve placée au coeur de la formation de l'élite par l'intérmedière de l'imperatif de la connaissance? (Steiner, p. 64).


Francesco Bonini