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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Cambiare gli occhi al mondo intero. Donne nuove ed educazione nelle pagine de «L'Alleanza» (1906-1911)

Antonella Cagnolati, Tiziana Pironi

Milano, Unicopli, 255 pp., euro 15,00 2006

Segnalato nei lavori pionieristici di Annarita Buttafuoco, richiamati dalle curatrici, come «uno dei periodici emancipazionisti più completi e più interessanti e tra i più longevi dell'età giolittiana» (p. 15), a «L'Alleanza» viene adesso dedicato un utile volume da Antonella Gagnolati e Tiziana Pironi, studiose di storia dell'educazione. Nato a Pavia, ma diffuso al di là dell'ambito locale, per iniziativa di Carmela Baricelli, socialista, insegnante presso la locale Scuola normale, impegnata nell'alfabetizzazione delle lavoratrici nelle società operaie di mutuo soccorso, scrittrice di romanzi e manuali scolastici, determinata a dar vita ad «una sorta di interpartito individuato sulla base del concetto di differenza femminile» (p. 23), ben presto il settimanale si propone di essere l'organo ufficiale di collegamento fra i diversi comitati pro-suffragio, ma il carattere utopico della «alleanza» di genere perseguita dalla direttrice mostrerà presto le prime incrinature fino a rivelarsi con chiarezza quando il giornale si spingerà su una linea più vicina alle socialiste e Baricelli sarà affiancata nella direzione da Abigaille Zanetta, posta a capo dell'importante redazione milanese e avversa a posizioni trasversali. Come si deduce dal sottotitolo ? «Giornale settimanale politico letterario per l'istruzione sociale e politica della donna» ? il periodico aveva un forte carattere educativo, finalizzato alla formazione della coscienza politica delle donne e in particolare delle «giovinette», individuate da Baricelli come il referente privilegiato per la diffusione delle istanze del femminismo tese a formare la «donna nuova». Le vicende de «L'Alleanza» vengono ripercorse dalle autrici, che ne mettono in evidenza sia la storia interna, che offre uno spaccato dei fermenti della stampa femminile del periodo, sia i numerosi ambiti di intervento, specchio della complessità della «questione femminista» e dell'eterogeneo mondo dell'emancipazionismo tra gli inizi del '900 e la Grande guerra. Il periodico, infatti, «registra fedelmente il passaggio da un emancipazionismo teorico e astratto verso l'aperto dibattito su problematiche connesse alla tutela delle donne nelle fabbriche, così come contribuisce alla necessità di riformulare l'identità femminile a partire dai temi del lavoro e dei diritti di cui le donne sono titolari in quanto cittadine» (pp. 48-9); partecipa alla battaglia per la legge sulla ricerca della paternità, si schiera a favore della legge sul divorzio e offre ampi spazi al tema dell'istruzione femminile e alle rivendicazioni delle insegnanti.La seconda parte è costituita da un'antologia di articoli che individuano «un ampio spettro delle tematiche affrontate dal giornale, senza fare tuttavia distinzione tra autrici di ?chiara fama? [?] e figure minori, di cui si conosce assai poco sotto il profilo biografico, ma che hanno comunque garantito un apporto essenziale» (p. 14) e fra le quali emerge un numero via via più grande di maestre e insegnanti. Il volume offre infine utili strumenti per ulteriori ricerche: l'indice delle annate, che segue un ordine cronologico e alfabetico per nome delle autrici degli articoli, un'ampia bibliografia e l'indice dei nomi.


Teresa Bertilotti