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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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TESEO '900. Editori scolastico-educativi del primo Novecento

Autori Vari

diretto da Giorgio Chiosso, Milano, Editrice Bibliografica, CXXXIV-713 pp. + cd- 2008

Una breve presentazione non può dar conto di un'opera come questa, perché non consente di entrare nel merito dei contributi specifici e delle singole voci. A cinque anni di distanza dalla pubblicazione del repertorio Tipografi e editori scolastico-educativi dell'Ottocento, il TESEO '900 ne estende l'arco cronologico fino al 1943, ed aggiunge 453 schede alle 601 già comprese nel primo volume; e i numeri, da soli, sono eloquenti. Una breve introduzione, sei saggi tematici e dei grafici riassuntivi relativi ad entrambi i volumi precedono le voci ordinate alfabeticamente, e seguite da una articolata serie di indici. La periodizzazione adottata implica una forte scansione interna: la riforma Gentile, e la successiva politica scolastica del fascismo, che ebbero notevoli ricadute sull'editoria scolastica italiana, sia sul piano materiale-organizzativo che su quello dei contenuti. È difficile sfuggire alle sollecitazioni provenienti dai testi presi in esame, fra aritmetica fascista e concordataria (gli anni intercorsi fra la fondazione di Roma e la marcia su Roma, le addizioni misurate sulla questua), preghiere per il duce e sanità razziale, patriottiche allitterazioni per le letture di prima elementare, retorica giovanilistica; ma occorre anche non concedere troppo a una considerazione aneddotica. Andranno invece registrati, seguendo le indicazioni di Giorgio Chiosso, il «rapido allineamento» (p. IX) dell'editoria con il regime, ed altri fenomeni generali, come il maggior impegno novecentesco dell'intellettualità accademica nella produzione scolastica, o le modificazioni strutturali del panorama editoriale, con una certa tendenza alla concentrazione, determinate anche dalle politiche attuate dal regime nel settore dei libri di testo. L'osservatorio editoriale sostanzia di dati alcuni fallimenti gentiliani (la linea «regionalista» e dialettale di Lombardo Radice, troncata via italiana alla Landeskunde, ed insieme prospettiva di «educazione alla lettura» (p. XIX) ben presto travolta dalle esigenze dell'indottrinamento e dal libro di Stato), ma anche il radicamento di talune innovazioni, in primo luogo il recupero scolastico della religione, ben visibile nella materialità dei testi e nel loro orientamento ideale. Ogni scheda comprende gli estremi cronologici e geografici delle singole imprese editoriali, un elenco dei principali collaboratori e dei settori di produzione, una presentazione storica ed una bibliografia. I grafici danno evidenza visiva ad alcuni dati cronologici e tematici fondamentali, quali gli anni di fondazione delle case editrici (529 fra il 1885 ed il 1924), la durata dell'attività, la localizzazione geografica (con prevalenza lombardo-toscana), il rapporto fra imprese e tipologie di scuole e di testi, le aree disciplinari prevalenti. Con molto under statement Chiosso parla di una «mappa di massima» (p. X); ci saranno, è ovvio, omissioni e sviste: ma averne, di simili riferimenti di massima, per altri ambiti.


Mauro Moretti