SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Gli ufficiali della Scuola militare di Modena (1798-1820): una ricerca prosopografica,

Bruno Giordano

Soveria Mannelli, Rubbettino, 379 pp., euro 19,00 2008

«Presentando un lavoro riguardante la storia militare», esordisce Bruno Giordano in sede di introduzione, «è impossibile non soffermarsi sul ruolo secondario che quest’ultima ha occupato per molti anni, ruolo cui è stata costretta da una spesso sterile impostazione delle opere sull’argomento» (p. 5). Non vi è dubbio che l’affermazione dell’a. de Gli ufficiali della Scuola Militare di Modena (1798-1820) sia fondamentalmente condivisibile, benché egli tralasci di sfumare il suo giudizio distinguendo ad esempio, all’interno della storiografia militare italiana, quella fortunata stagione di intenso rinnovamento che, tra anni ’80 e ’90, ha riguardato lo studio della dimensione militare dell’Italia unita. Non è l’unica semplificazione all’interno di un lavoro che, si deve subito sottolineare, rappresenta un solido e prezioso contributo alla storia sociale e culturale della società militare in Italia. La ricerca prosopografica che Giordano presenta possiede infatti almeno tre indiscutibili pregi: la ricchezza documentaria, un rigoroso esame analitico delle fonti considerate, e una prospettiva piacevolmente ampia sul soggetto collettivo preso in esame, gli oltre 200 allievi della Scuola militare modenese tra età napoleonica e Restaurazione. In quell’arco cronologico, l’istituto modenese fu infatti prescelto come ente di formazione dei quadri delle «armi dotte» (genio e artiglieria) delle armate napoleoniche reclutate sul territorio italiano. Questo compito particolare fece della Scuola di Modena una succursale minore dell’Ecole Polytéchnique, come il più prestigioso istituto parigino deputato a licenziare non solo (o non tanto) combattenti, ma tecnici di alto livello. Se il progetto della Scuola Normale pisana era finalizzato alla creazione dei quadri dell’insegnamento atti a trasmettere sapere e lealtà nel contesto di una statualità rinnovata, a Modena si sperimentava la possibilità di formare (con più successo) allo stesso tempo professionisti delle armi, potenziali funzionari qualificati in altri settori della funzione pubblica ed eventuali ingegneri (o imprenditori). Un ventaglio di destini professionali indagati con estremo dettaglio da Giordano il quale, basandosi fondamentalmente ma non solo sui dati dei fascicoli personali rinvenuti negli archivi di Stato, restituisce un quadro convincente e vario delle origini sociali e culturali, della vita scolastica, delle carriere e dell’omogeneità ed esclusività di un’élite caratterizzata dall’elaborazione, negli anni successivi, di importanti strategie di network. Corredato da un’ampia appendice documentaria, Gli ufficiali della Scuola militare di Modena trova dei limiti solo nella scelta netta di trascurare quasi completamente la bibliografia di storia militare dedicata all’arco 1850-1915, che sarebbe stata al contrario utile sia per alcuni suggerimenti metodologici sia per la possibilità di contestualizzare in modo più approfondito la cultura militare post napoleonica.


Marco Mondini