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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le «confederali»: la lunga marcia delle donne nel sindacato del secondo dopoguerra

Cinzia Duchini

Firenze, Centro editoriale toscano, 136 pp., Euro 10,00 2009

Il libro analizza il ruolo delle donne all'interno delle Confederazioni sindacali nel periodo compreso tra la Liberazione e gli anni '60. Nel volume non mancano riflessioni sui nodi di lungo periodo riguardanti l'occupazione femminile e l'azione delle donne nei processi produttivi e nella società; a tale proposito, risultano interessanti le pagine dedicate alle posizioni tradizionaliste e di chiusura della Confindustria e della Chiesa.In una situazione del mercato del lavoro segnata per le donne dalla scarsa specializzazione e dall'estesa precarietà, con i salari e le qualifiche più basse e una larga diffusione del lavoro a domicilio, l'azione delle sindacaliste si sofferma prevalentemente su tre temi. Inizialmente prevale la preoccupazione della difesa del posto di lavoro; in questa fase le attiviste sono impegnate soprattutto a coordinare l'attività organizzativa e rivendicativa delle strutture periferiche. Quindi, la mobilitazione si sposta progressivamente sul tema della maternità, fino all'approvazione della Legge 860/1950 sulla tutela delle lavoratrici madri, di cui l'a. ripercorre l'iter parlamentare e analizza gli importanti cambiamenti introdotti, ma anche i numerosi ostacoli connessi al varo dei regolamenti attuativi. Infine dagli anni '50, in una fase di crescita economica sostenuta, l'attenzione si sposta sul tema fondamentale della parità economica e normativa con gli uomini; la parità salariale, ottenuta grazie alla spinta decisiva delle categorie industriali e ad un'efficace unità d'azione tra i sindacati, è raggiunta nel 1960 e apre la strada a nuove conquiste in tema di diritti e welfare.Dal libro emergono le straordinarie figure di sindacaliste quali Teresa Noce, Adele Bei, Rina Picolato, Ines Ferro. L'a. segue in particolare l'attività della Commissione femminile nazionale, istituita nel congresso della Cgil del 1947, le cui circolari mostrano l'impegno incessante in tema di organizzazione e proselitismo; ed esamina i convegni, le conferenze, i documenti (ad esempio la Carta dei diritti della donna lavoratrice, votata dalla Cgil nel 1954), attraverso cui le donne riescono gradualmente ad inserire i temi femminili tra le priorità «generali» della politica confederale. Restano, tuttavia, i limiti di un sindacato maschilista, che si muove con ritardo e approssimazione, la cui azione risulta a volte «efficace seppure non efficiente» (p. 12).L'a., che come fonte predilige la stampa confederale (bollettini, notiziari, periodici, ecc.), ricostruisce in modo puntuale gli accordi, le leggi e i documenti sindacali. Interessante è il costante richiamo al dibattito internazionale, specie nell'Oil, e alle prime scelte compiute nell'ambito della Comunità europea; così come è interessante il frequente confronto tra la cultura marxista e quella cattolica, molto distanti sul piano ideologico, ma disponibili al compromesso di fronte alla comune esigenza della tutela e dell'emancipazione dell'universo femminile.


Fabrizio Loreto