SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il Regno delle Due Sicilie (1806-1860). Analisi della struttura sociale ed economica

Ciro Pelliccio

Lanciano (Ch), Carabba, pp. 274, euro 15,00 2004

Il dichiarato intento divulgativo (p. 187) del volume si articola in quattro capitoli (La borghesia agraria, La borghesia commerciale e industriale, Le classi infime, La crisi finale del Regno) che indagano sull'ingresso del Mezzogiorno nello Stato unitario, soprattutto sotto il profilo socioeconomico. Tema complesso e oggetto di un intenso dibattito storiografico negli ultimi anni, dai lavori di Massafra, Salvemini, Spagnoletti, Scirocco, Villani, alle controverse ma stimolanti ipotesi interpretative dell'IMES e della rivista «Meridiana», alle frequenti riflessioni di Galasso; a tale dibattito non è fatto tuttavia alcun cenno, sia per la bibliografia usata, prevalentemente basata su opere dei contemporanei e su lavori datati al massimo agli anni Settanta, sia per l'impostazione metodologica e l'uso di categorie interpretative obsolete. Gli ?attenti scandagli archivistici? si limitano allo studio del Fondo Polizia, del Fondo Assienti dell'Archivio di Stato di Napoli, contenente le pratiche degli stipendi del personale dello Stato, di alcuni stati discussi, per dar luogo a tabelle finali; quelle sui ?pubblici dipendenti? in particolare, interessanti per un più articolato profilo sociale della popolazione, avrebbero meritato un più attento esame, dato il rilievo che negli ultimi anni hanno assunto le tematiche di carattere amministrativo nella storia del Mezzogiorno. Prevale alla fine la descrizione di alcune dinamiche interne al Regno, oscillando tra rivendicazioni di primati (opere pubbliche, sistema fiscale, investimenti, attenzione alle classi umili, ecc.) e constatazione di stalli: l'?immobilismo? (p. 56) di fondo non impedisce all'autore di evidenziare che nel momento dell'Unità il Regno era ?un paese a un passo dal decollo industriale, che spostava sempre più manodopera dal settore primario a quello secondario? (p. 73). Giudizi approssimativi, in parte rimodulati quando si entra nel merito degli ostacoli allo sviluppo e all'affermazione di una nuova borghesia, delle caratteristiche della flotta, in realtà ?di piccolo cabotaggio? (p. 85), ma soprattutto formulati senza nessun parametro comparativo almeno con le altre realtà italiane.


Renata De Lorenzo