SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

Il prezzo della stabilità. Gli aiuti americani all'Italia 1953-1961

Claudia Villani

Bari, Progedit, 255 pp., Euro 25,00 2007

Il volume approfondisce uno dei momenti centrali della storia dell'Italia repubblicana, gli anni del cosiddetto «miracolo economico», spostando l'accento da una dimensione della vita politica interna - la transizione dal centrismo al centrosinistra - ad una dimensione internazionale, e in particolare allo studio del rapporto con gli Stati Uniti nel quadro della guerra fredda. Il cuore della ricerca è rappresentato dalla ricostruzione della politica degli aiuti economici degli Stati Uniti a favore dello sviluppo italiano nella seconda metà degli anni '50, dopo la fine del Piano Marshall e sottolinea il nesso tra politica di stabilizzazione della democrazia e aiuti economici, con particolare attenzione ai prestiti a favore dell'industrializzazione del Mezzogiorno. Si tratta di una politica che si afferma nel 1949-50 e combina variamente le dimensioni di atlantismo, europeismo e meridionalismo. Viene qui studiata in particolare la negoziazione intergovernativa e bilaterale tra gli Stati Uniti e l'Italia che conduce all'approvazione della linea industrialista e meridionalista sostenuta dalla Banca d'Italia di Menichella e dalla Svimez.Villani impiega una ricca documentazione proveniente dagli archivi di Roma e di Washington, che mostra come il Mezzogiorno divenga in questi anni il luogo privilegiato per la sperimentazione di una via pacifica alla lotta contro il comunismo attraverso una politica di sviluppo a favore delle zone depresse, nel quadro della politica americana di stabilizzazione della democrazia nel Mediterraneo. È proprio la logica della guerra fredda che favorisce la politica di intervento a fini sociali e la concessione dei prestiti per il Sud d'Italia, ed è nella linea di continuità tra le amministrazioni Truman e Eisenhower che nel 1954-55 l'Italia ottiene dalla Banca mondiale gli aiuti per realizzare gli obiettivi previsti dallo Schema di sviluppo elaborato dalla Svimez. Dopo la crisi del progetto europeo di difesa (CED), con l'azione combinata del ministro degli Esteri Martino e di quello del Bilancio Vanoni l'Italia vede accolte le sue proposte di rilancio della politica di integrazione economica europea, della quale l'a. rileva gli elementi di continuità con la strategia già avviata nel 1950 dal VI governo De Gasperi.Le conclusioni alle quali giunge Villani condividono un giudizio negativo di una parte della storiografia circa i risultati ottenuti da tale politica. Il volume si inserisce in quel filone che interpreta la politica degli aiuti economici più come strumento della strategia espansionistica statunitense, che non anche come il riconoscimento di un disegno riformatore e di modernizzazione perseguito dagli esperti italiani. Non viene dato un rilievo interpretativo, come pure emerge dalla ricca serie di dati, al ruolo attivo svolto dalle culture politiche riformatrici più avanzate. Il libro apre tuttavia interessanti interrogativi circa il ruolo delle culture economiche nella strategia della politica estera e in particolare per la ricostruzione della storia della democrazia italiana.


Simone Misiani