SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L’ordine delle parole. Storia di vocabolari italiani

Claudio Marazzini

Bologna, il Mulino, 480 pp., euro 35,00 2009

Nella lunga storia dei vocabolari italiani, dai glossari e dai lessici medievali alle iniziative editoriali del secondo ’900, tre opere hanno segnato svolte importanti: il Vocabolario della Crusca, nelle sue quattro edizioni (1612, 1623, 1691, 1738); il Dizionario di Niccolò Tommaseo, 1861; il Grande Dizionario della Lingua Italiana della Utet, più noto come il Battaglia. La prima, frutto della tradizione lessicografica fiorentina, quella, per intenderci, delle Tre Corone (Dante, Petrarca, Boccaccio); le altre due, che ricorrono nei loro titoli al termine Dizionario (un termine che si legge nel decreto napoleonico del 1811 che affidava alla Crusca la revisione del Vocabolario), pensate e realizzate a Torino e affidate al dalmata Niccolò Tommaseo e al siciliano, ma accademicamente legato alla scuola napoletana, Salvatore Battaglia. Insomma, il tragitto dei vocabolari italiani ha una sua direzione: dalla Firenze del ’600 alla Torino dell’800 e del ’900; dalla stabilizzazione della lingua colta fiorentina, difesa dalla Crusca fino al rifiuto, nel 1816, di collaborare con il Monti e con l’Istituto di scienze, lettere e arti ad un comune dizionario toscano-milanese, al primato lessicografico di altre città italiane. Claudio Marazzini sottolinea la novità del vocabolario rispetto ad altre forme di codificazione della lingua (la grammatica, ad esempio), ma anche la vicinanza dei vocabolari cinquecenteschi alla retorica e indica le tappe di una modernizzazione della forma vocabolario che consolida la lingua nazionale nel passaggio dalla «nazione letteraria» alla «nazione politica». Le digressioni che Marazzini riserva alla relazione tra i dizionari italiani e quelli latini o alle vicende del settecentesco vocabolario cateriniano o ancora al «politicamente scorretto» - esempio significativo: il lemma «ebreo» nei dizionari novecenteschi - e in primo luogo al rapporto tra vocabolario e questione della lingua nell’Italia ottocentesca, prima e dopo l’Unità, sono parte integrante della storia dei dizionari. L’800, per l’Italia il «secolo d’oro dei dizionari», è la stagione in cui maturano cambiamenti significativi: l’età napoleonica, il Risorgimento, l’unificazione politica e amministrativa si intrecciano con il dibattito sulla lingua, con la necessità di un ammodernamento dei dizionari (la lingua parlata, i lessici della tecnica e della scienza), con il moltiplicarsi dei dizionari dei sinonimi volti a dare alla lingua italiana quella capacità di esprimere chiaramente le cose che le altre culture contestavano alla lingua italiana. Alle vicende novecentesche dei nostri dizionari Marazzini avrebbe potuto dedicare più spazio. Il blocco imposto alla Crusca, nel 1923, di portare a termine la quinta edizione del suo vocabolario, la stampa, nel 1941, del primo volume del dizionario dell’Accademia d’Italia, il Battaglia mostrano la rilevanza della storia dei dizionari e delle loro redazioni per la storia più generale degli intellettuali e della cultura italiana del ’900.


Marcello Verga