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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Dal fascio allo scudo crociato. Cassa per il Mezzogiorno, politica e lotte sociali nell’Agro Pontino (1944-1961)

Stefano Mangullo

Milano, FrancoAngeli, 240 pp., € 28,00 2015

Questo libro, riprendendo temi importanti della storiografia italiana, costituisce un prezioso contributo di ricerca e di analisi sulla Cassa per il Mezzogiorno e sulla dimen- sione politico-sociale di un’area geografica, l’Agro Pontino, nella sua fase di transizione dagli anni del fascismo a quelli del dopoguerra e del «miracolo» economico. L’a. utilizza un’ampia gamma di fonti, da quelle archivistiche alla storiografia più aggiornata, e riper- corre storie di partiti, di sindacati, di fatti economici e sociali. Il libro si apre con un’attenta disamina dei caratteri specifici della bonifica e delle opere di colonizzazione realizzate dal regime fascista. Sulla base di nuova documentazione d’archivio relativa all’Opera nazionale combattenti (Onc), il giudizio dell’a. è netto: il regime fallì proprio nella stabilizzazione dei coloni (pp. 32-35). Le pagine dedicate alla storia dell’Onc costituiscono un inedito: le politiche di intervento nel campo delle bonifi- che, della riforma fondiaria e dell’intervento straordinario appaiono – in modo ancor più chiaro che in precedenza – il frutto di un serrato dibattito politico tra la Dc e il Partito repubblicano, in primo luogo, rispetto ai contraddittori risultati delle iniziative fasciste. Tutto ciò si lega d’altronde all’emergere di nuove figure politiche nelle zone dell’Agro Pontino all’interno dei due principali partiti di massa: Vittorio Cervone per la Dc, Seve- rino Spaccatrosi per il Pci. Cervone diventa un punto di riferimento locale, in grado di mediare e sollecitare costante attenzione economica per l’area presso il governo e Pietro Campilli, ministro della Cassa per il mezzogiorno dal 1953 al 1958. Spaccatrosi vive inve- ce, a livello locale, forza e limiti di un partito in costante ricerca di una linea economico- politica ‒ alternativa a quella governativa ‒ per tenere assieme categorie, interessi e zone geografiche (aree di montagna e di pianura) diverse tra di loro, in grado di influenzare l’intervento straordinario. Alla politica di investimenti pubblici promossa prima col Pia- no Marshall poi con la Cassa, le sinistre opposero dunque una mobilitazione sociale che tuttavia solo col Piano del Lavoro della Cgil sembrò assumere una dimensione specifica e propositiva a fronte di un contesto economico in veloce trasformazione (pp. 190-191). In questa dinamica politica si staglia anche una pagina inedita di storia locale della Col- diretti. Oltre al piano politico e sindacale, questo lavoro è infine un attento racconto dei mutamenti territoriali avvenuti in quel decennio, con diffusi dati statistici che mostrano trend di lungo periodo, come il passaggio dall’agricoltura all’industria, quindi ai servizi, con una forte trasformazione di alcune aree produttive e l’esplosione di problematiche del lavoro, come la sottoccupazione. Una storia solo apparentemente locale, che costituisce un buon case study di tendenze più generali della società, della politica e dell’economia nei rapporti Nord-Sud.


Emanuele Bernardi