SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Cattolicesimo e totalitarismo. Chiese e culture religiose tra le due guerre mondiali (Italia, Spagna, Francia)

Daniele Menozzi, Renato Moro (a cura di)

Brescia, Morcelliana, pp. 411, euro 28,00 2004

Il volume si divide in tre sezioni: Autorità, Nazione, Unità. Nella prima sezione, Menozzi porta un ulteriore contributo ai suoi già noti studi sulla valenza politica della ?regalità di Cristo?: tale dottrina viene vista come un tramite attraverso cui molti ambienti cattolici poterono aderire alle correnti autoritarie di destra, veicolando inoltre il consenso cattolico al totalitarismo. Giovanni Vian svolge considerazioni intorno al pensiero di alcuni vescovi italiani su ?autorità? e ?potere? nei primi tre decenni del '900. Alfonso Botti ricostruisce, con attenzione, la posizione della Chiesa di fronte alla dittatura di Primo de Rivera. Nella seconda sezione, Maria Paiano, Maurizio Tagliaferri e Ilaria Biagioli si occupano, rispettivamente, di Emanuele Caronti, della messa all'indice delle opere di Oriani e della figura di Vaussard, mentre Carmelo Adagio ricostruisce le letture provvidenzialistiche spagnole della dittatura di Primo de Rivera. Infine, nella terza sezione, Simona Urso parla di Brizio Casciola e Rocco Cerrato di Ernesto Buonaiuti. Moro, in un saggio affascinante e articolato, distingue quattro fasi (delle influenze, delle polemiche, del trionfo e della crisi) nel rapporto tra universalismo cristiano e totalitarismo, a proposito del mito dell'impero. Nel complesso, Menozzi e Moro non ritengono ? giustamente ? che nell'elaborazione teologico-politica di Pio XI e di Pio XII, tra le due guerre mondiali, ci sia un rifiuto del totalitarismo in nome di un sostegno della Chiesa ai diritti dell'uomo: i diritti naturali, ai quali i pontefici si appellano, non vanno confusi con i diritti scaturiti dalla Rivoluzione francese (ancora visti con ostilità, in continuità con l'intransigentismo cattolico). Emerge così una sostanziale ambiguità del magistero pontificio. Nelle conclusioni (più ricche e problematiche dell'introduzione), i due curatori accennano, di sfuggita, all'importante ruolo, rispetto a questi processi, della prima guerra mondiale: qui forse ci sarebbe voluto un supplemento di riflessione e di scavo, perché ? a mio avviso ? questo è uno dei due aspetti centrali per la comprensione storica di tali processi. L'altro aspetto, secondo me, sta nella considerazione (sulla quale potrebbe essere utile anche l'approfondimento sociologico e ?giuridico?) dei processi di modernizzazione e in una storia socioistituzionale di lungo periodo. Giustamente, nelle conclusioni, si accenna ai ?processi di laicizzazione, di scristianizzazione e di secolarizzazione? (p. 386). E si aggiunge: ?Non appare quindi del tutto infondato pensare che il Cattolicesimo degli anni tra le due guerre, anche per precisi motivi difensivi, venne assumendo in modo particolare un carattere totalizzante, o quanto meno un'aspirazione ad esser tale? (p. 386). Non solo non è infondato, ma ? a mio parere ? proprio questa è la chiave principale per studiare in modo innovativo e raggiungere conoscenze nuove, non più solo sui rapporti tra Cattolicesimo e totalitarismi, ma sulla sociogenesi e sulla morfologia e dinamica storica della ?Chiesa totalitaria?, durante quella che fu, con i pontificati di Pio XI e di Pio XII, l'età totalitaria della storia della Chiesa.


Fulvio De Giorgi