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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il Partito Nazionale Fascista a Trieste. Uomini e organizzazione del potere 1919-1932

Dario Mattiussi

Trieste, Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friul 2002

Il libro di Mattiussi ? che si inserisce in un filone di studi sui vari PNF locali sempre più fecondo e della massima importanza per comprendere l'articolazione e la complessità del sistema di potere fascista ? esamina in profondità l'evoluzione del ?fascismo di confine?, tracciando la storia politica e organizzativa del Partito Nazionale Fascista di Trieste dal sorgere del Movimento dei fasci fino agli anni della crisi economica 1929-1932, periodo in cui il PNF locale ampliò e consolidò la propria struttura amministrativo-burocratica e in cui si venne definitivamente precisando "il diverso ruolo del partito nel centro urbano e nel resto della provincia" (p. III). Trascurando deliberatamente di proporre un approfondito panorama della società locale ? per il quale l'autore rinvia alla vasta bibliografia esistente ?, il volume si sofferma sulle modificazioni della struttura del partito, indaga le biografie dei suoi dirigenti e dei militanti, le mutevoli posizioni dell'élite economica cittadina, l'influenza esercitata sulla federazione triestina dagli avvicendamenti al vertice della segreteria nazionale, i processi di mobilità sociale attivati dalla conquista del governo della città. Il Partito fascista triestino che emerge dall'analisi di Mattiussi non è un organismo omogeneo e monolitico, bensì un soggetto politico assai complesso e multiforme, in continua trasformazione, il cui sviluppo e i cui programmi sono determinati dall'esito dei ripetuti scontri interni alla sua classe dirigente nonché dal crescente controllo imposto dalla direzione nazionale del PNF. È il perpetuarsi del conflitto fra i fascisti della prima ora e il personale politico proveniente dalle fila del partito nazionalista e legato all'élite economica e finanziaria del capoluogo giuliano a scandire le vicende del PNF triestino. Se in altre province il confronto fra fascisti delle origini e uomini provenienti dai tradizionali circoli politici trova una ricomposizione nell'autorità del ?ras? locale, a Trieste la rapida perdita di prestigio di Giunta, il leader del primo fascismo giuliano, apre le porte all'affermazione del gruppo conservatore, capace di garantirsi in breve tempo il controllo del partito nel centro urbano e di coagulare attorno ad esso il consenso della borghesia cittadina. Il fascismo intransigente e squadrista, privato di rilievo politico nella città, si ritaglia un ruolo di primo piano nell'hinterland e nelle campagne, dove conseguentemente il PNF giuliano perpetua e consolida la sua essenza originaria di "partito in divisa", di struttura repressiva capace di garantire il controllo militare del territorio ma non di stabilire una proficua relazione con la società locale. Lo studio giunge fino al 1932, termine di una profonda crisi economica che mutò profondamente gli equilibri dell'economia triestina e determinò la fine dell'egemonia delle élite finanziarie locali sul PNF. Il volume è arricchito dalla riproduzione di numerose immagini della Trieste degli anni Venti e Trenta ed è chiuso da una cospicua selezione di documenti d'archivio.


Gianmarco Bresadola