SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Italian Workers of the World. Labor Migration and the Formation of Multiethnic States

Donna R. Gabaccia, Fraser M. Ottanelli (a cura di)

Urbana and Chicago, University of Illinois Press, pp. 248, $ 35.00 2001

Il volume ? che rende conto di un più generale progetto di ricerca (Italian Workers around the World) decollato nel 1990 e culminato in un convegno tenutosi a Tampa, in Florida, nel 1996 ? è suddiviso in tre sezioni: la prima dedicata al nazionalismo italiano nel periodo dell'esilio e dell'emigrazione, 1789-1880 (con saggi di Donna R. Gabaccia e Fernando J. Devoto), la seconda all'internazionalismo nel periodo della migrazione proletaria di massa, 1870-1920 (con saggi di Mirta Zaida Lobato, Carina Frid de Silberstein, Angelo Trento, Elisabetta Vezzosi, Michael Miller Topp), e la terza all'antifascismo come movimento internazionale (con saggi di Pietro Rinaldo Fanesi, Fraser M. Ottanelli, Nadia Venturini, Antonio Bechelloni). Il punto di partenza che accomuna i vari saggi è la constatazione che l'?età del nazionalismo?, identificata con il periodo che corre dalla Rivoluzione francese al secondo conflitto mondiale, è connotata da massicce migrazioni che attraversano il mondo intero e da intense aspirazioni verso la ridefinizione rivoluzionaria dei rapporti sociali: fenomeni che dunque complicano il processo di nation building e impongono una prospettiva comparata di ricerca. Oltre venti milioni di lavoratori italiani abbandonarono il paese nell'arco di questi 160 anni, durante i quali si realizzò l'unificazione politica e territoriale dell'Italia, si formò ed irrobustì l'identità nazionale, nacquero e si consolidarono partiti e sindacati della classe operaia. Gli studi raccolti in questo volume si propongono quindi di indagare la complessa interazione tra fenomeno migratorio, elaborazione dell'identità nazionale e manifestazioni di solidarietà di classe ed internazionalismo. Come si intrecciano appartenenze nazionali e appartenenze di classe? È possibile parlare ? secondo la nota definizione di Robert Paris ? di ?nazionalismo proletario?? Come convivono i sentimenti e le nostalgie per la terra d'appartenenza con l'internazionalismo e il radicalismo professato nei paesi di destinazione? Intorno a questi fondamentali interrogativi si svolgono le riflessioni storiografiche dei saggi, che mostrano come l'avversione per il ?nazionalismo di stato? non impedì nell'Ottocento ai militanti e ai dirigenti di movimenti, partiti e sindacati di coltivare un sentimento nazionale in cui il patriottismo si intrecciava con l'aspirazione alla libertà e all'emancipazione. Nel Novecento, in relazione soprattutto alla polarizzazione fascismo/antifascismo, anche nei paesi d'arrivo gli emigranti ripropongono invece un'intensa dialettica politica interna alle comunità. Entro questo quadro generale, emerge poi dagli undici saggi la complessità dei meccanismi di definizione delle identità, connessi a variabili di natura sociale, familiare, di città e regioni di provenienza. Attraverso un'analisi delle migrazioni transnazionali si propone insomma una visione peculiare e originale di come lealtà differenti ? ?nazionale?, ?internazionale?, ?di classe? ? si compongono e si miscelano a disegnare identità in conflitto.


Luca Baldissara