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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Italia allo specchio. L'Europeo di Arrigo Benedetti (1945-1954)

Elena Gelsomini

Milano, FrancoAngeli, 214 pp., Euro 26,00 2011

Il volume prende in esame le vicende del settimanale «L'Europeo», fondato da Arrigo Benedetti a Milano nel 1945. «L'Europeo» nasce come settimanale d'attualità con la volontà dichiarata di costituire un elemento di rottura nel panorama della stampa italiana dell'epoca. Il fondatore e direttore Arrigo Benedetti proviene dalla scuola di Leo Longanesi, sotto la cui direzione lavora al settimanale «Omnibus» alla fine degli anni '30. Benedetti è inoltre stretto sodale di Mario Pannunzio, di cui è coetaneo e concittadino (sono nati entrambi a Lucca nel 1910). A tal proposito è opportuno notare che la lettura di questo libro dovrebbe essere integrata e accompagnata da quella del volume di Carla Sodini, Amici per sempre. Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti tra Lucca e Roma (Lucca, PaciniFazzi, 2011) che completa il quadro della vicenda professionale del direttore de «L'Europeo» con particolare attenzione al rapporto che lo lega al futuro fondatore de «Il Mondo». Dopo l'esperienza di «Omnibus», per Benedetti è la volta di «Oggi», il settimanale edito da Rizzoli che riprende dal rotocalco longanesiano l'attenzione ai temi di attualità e l'importanza attribuita alla fotografia come complemento necessario all'articolo di stampa. Dopo brevi esperienze a «Risorgimento Liberale» sotto la direzione di Pannunzio e al «Corriere Lombardo» di Edgardo Sogno, Benedetti entra in contatto con Gianni Mazzocchi, futuro editore de «Il Mondo» pannunziano, che lo sceglie per la direzione del nuovo settimanale che progetta di lanciare. Il giornalista lucchese si mette al lavoro e in breve appronta «L'Europeo». Può contare inizialmente solo su un ristretto gruppo di giornalisti tra cui Tommaso Besozzi - destinato a diventare in breve tempo l'inviato di punta della nuova testata - Camilla Cederna, Emilio Radius e Raul Radice. Il nuovo settimanale si segnala subito per l'impostazione degli articoli la cui asciuttezza nelle descrizioni rappresenta un'autentica novità in una stampa abituata all'uso e all'abuso dell'aggettivazione e per l'attenzione che riserva al fotogiornalismo, tanto che di Benedetti rimane famosa la frase: «Gli articoli si guardano, le fotografie si leggono». Un altro elemento che distingue «L'Europeo» è lo spazio riservato alle inchieste di cronaca e di costume. Col tempo la redazione si amplia fino a contare molte delle migliori firme dell'epoca: Renzo Trionfera, Nicola Adelfi, Oriana Fallaci, Giancarlo Fusco, Manlio Cancogni, Alfredo Todisco.Il libro di Elena Gelsomini dedica il primo capitolo alla formazione di Benedetti e alla nascita de «L'Europeo» per poi procedere tematicamente secondo uno schema che prende in esame temi e rubriche presenti nel settimanale, dalla politica interna a quella estera, dalle grandi inchieste (celeberrima quella di Tommaso Besozzi sulla morte di Salvatore Giuliano contenente la celebre frase «Di sicuro c'è solo che è morto»), alla critica letteraria e cinematografica. Nel complesso si tratta di un sussidio utile per chiunque si interessi di storia dell'industria culturale, arricchito dai ricordi di Manlio Cancogni che de «L'Europeo» è stato uno dei primi collaboratori.


Andrea Becherucci