SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il Veneto ribelle. Proteste sociali, localismo popolare e sindacalizzazione tra l'Unità e il fascismo

Emilio Franzina

Udine, Gaspari, pp. 238, euro 15,00 2001

È il Veneto popolare, bracciantile e operaio, in particolare quello socialista delle campagne e delle città, ad occupare molte pagine di questo volume di Emilio Franzina, che riunisce otto saggi comparsi tra il 1980 e il 1993, così come sono usciti allora, poiché l'autore ne rivendica ?la discreta originalità documentaria? e coltiva ?la speranza che essi continuino ad offrire spunti di qualche interesse per chi opera nel campo degli studi contemporaneistici sul Veneto? (p. 7). L'attenzione per quelle che un tempo venivano definite classi subalterne, parte certo dalla jacquerie bracciantile di fine '800, quella de ?La boje!? per intenderci, ma si trasferisce subito a quegli aspetti poco noti dell'attività dei primi agitatori socialisti, impegnati ? in una parabola che inizia con l'anarchismo per terminare con il riformismo ? in un'intensa opera di organizzazione e di propaganda politica e sindacale, tanto nelle zone rurali egemonizzate dalla cultura clericale e paternalistica, quanto nelle aree urbane dove si cercano le prime intese con l'elemento laico e borghese. Sarà questo il passaggio successivo, quello che condurrà all'impegno politico e amministrativo di molti socialisti veneti ? esemplare, da questo punto di vista, l'esperienza del veneziano Elia Musatti ? e, in piena età giolittiana, all'esperimento delle giunte bloccarde, composte in particolare da democratici e radicali, ma nelle quali la presenza dell'elemento socialista rappresenterà il fattore della loro sopravvivenza e della loro resistenza nei confronti della reazione clerico-moderata. Molto pregevole appare in questo volume l'analisi della stampa socialista, anche quella minore dei numeri unici e della periodicità variabile, dalla quale emergono elementi di notevole interesse per lo studio della ?sociabilità socialista? e per la riscoperta di attivisti e propagandisti poco conosciuti, ma molto importanti a livello locale in un quadro di organizzazione delle masse popolari e di quelle piccole e grandi forme di antagonismo sociale che il Veneto conosce ? e molto bene fa l'autore a ricordarlo ? anche durante il regime fascista, in particolare durante gli anni della grande crisi. Il sindacalismo socialista in area veneta, raccolto attorno alle Camere del Lavoro cittadine, ma capace di radicarsi anche nelle campagne, in concorrenza, soprattutto nel primo dopoguerra, con il leghismo bianco di matrice cattolica, costituisce un altro tema portante del volume. Al centro dell'indagine rimane sempre ?il Veneto ribelle?, il Veneto ?rosso? delle proteste sociali e del localismo popolare ? a cui viene dedicato uno dei saggi più originali e storiograficamente stimolanti ?, ma non viene mai perduto di vista il contesto generale dove agiscono le dinamiche economiche di quella che ad inizio secolo è pur sempre la terza regione industriale, il connubio politicamente rilevante, ma in certo senso anche ideologicamente convergente tra moderatismo e clericalismo, e infine i connotati quasi antropologici di quelle ?strutture elementari della clientela? che l'autore ha già avuto il modo di trattare in altra sede.


Daniele Ceschin