SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

Il futuro nella storia del socialismo. Saggi sul pensiero e l'esperienza politica di Francesco De Martino

Enzo Bartocci (a cura di)

Manduria-Bari-Roma, Piero Lacaita Editore, pp. 377, euro 20,00 2002

In occasione del novantesimo compleanno di Francesco De Martino, l'illustre studioso di diritto romano e leader del socialismo italiano recentemente scomparso, le principali Fondazioni che si occupano in Italia di storia del socialismo e i gruppi parlamentari dell'Ulivo bandirono delle borse di studio sul pensiero e sull'opera del parlamentare napoletano. I risultati furono poi esposti in un convegno i cui atti sono raccolti nel presente volume. I saggi (di vario livello ed interesse, con qualche ripetizione) di Maria Chiara Giorgi, Alessandro Boccia, Ciro Esposito, Anna Pia Perpetua (presentati rispettivamente da Gaetano Arfé, Marica Salvitti, Fiamma Lussana e Carlo Vallauri) illustrano così vari aspetti della vita dello studioso e dell'uomo politico, la sua cultura politica ed istituzionale, lo stretto rapporto con l'attività di docente universitario, il percorso intellettuale e politico nel Partito d'Azione e poi nel PSI. Ne emergono alcuni temi di fondo, destinati a caratterizzare tutto il lungo impegno di De Martino: il problema della fondazione del nuovo Stato democratico (nella critica della concezione puramente formale della democrazia e nell'idea che il terreno istituzionale potesse essere uno dei luoghi di trasformazione della società che lo accomunano nell'immediato dopoguerra a Lelio Basso), la questione meridionale come questione nazionale (con la creazione dei Comitati di Rinascita del Mezzogiorno), l'unità del movimento operaio, l'originalità del socialismo italiano nel tentativo di mantenere vivi i binomi democrazia/socialismo, libertà/uguaglianza, pessimismo della storia/ottimismo della ragione. In questo senso, De Martino rimane sostanzialmente legato al marxismo, ma anche allo storicismo, facendosi carico della complessità delle vicende storiche contemporanee in una visione creativa e non dogmatica del pensiero socialista nella quale si ritrovano sia il pensiero di Carlo Rosselli (la rivoluzione morale come radice di ogni costruzione umana e politica) sia il materialismo storico, inteso come pratica politica di democrazia rivoluzionaria che come metodo di liberazione umana. Idee che lo stesso De Martino ha ribadito nelle Considerazioni conclusive e nel Post-scriptum, posto al termine di questo volume, datato 26 febbraio 2002 e che quindi può essere considerato, a buon diritto, una sorta di suo testamento morale: "Vedo un mondo in cui se non riusciamo a dominare il progresso tecnico-scientifico nel senso di indirizzarlo a fini di benessere collettivo e di giustizia, probabilmente avremo un periodo di vicende spaventose, di cui il terrorismo che si fa strada è una prima avvisaglia. Io lo chiamo l'avanguardia degli oppressi e dei deboli. Di fronte a questo, ancora una volta, sul pessimismo che nasce dalla constatazione dei fatti, prevale l'ottimismo della ragione [...] Non è una speranza o un appello retorico, ma un convincimento che deriva da una riflessione sulle forze che stanno cercando di imporre nuove oppressioni in nome della libertà. Alla prova dei fatti si comprenderà che il progresso può essere assicurato soltanto nella pratica della libertà e della giustizia, valori permanenti e sempre attuali nel mutamento di epoca" (pp. 362-3).


Giovanni Scirocco