SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La città e i rifiuti. Ecologia urbana dal Medioevo al primo Novecento

Ercole Sori

Bologna, il Mulino, pp. 344, euro 23,24 2001

Riprendendo il percorso aperto con il suo precedente Il rovescio della produzione. I rifiuti in età pre-industriale e paleotecnica, pubblicato due anni prima presso lo stesso editore, l'autore traccia un affresco a tutto campo e di lungo periodo della trattazione del problema dei rifiuti ? il residuo della produzione e della riproduzione sociale ? nel tessuto urbano, concrezione privilegiata delle dinamiche produttive e associative. La periodizzazione mira a comprendere la parabola storica della città ?moderna?, dalla sua fondazione in età comunale, attraverso lo squilibrio espansivo delle città-capitali di antico regime, fino alla rifondazione della città industriale e novecentesca, e proprio per questa ambizione sintetica la narrazione subordina ? a rischio di qualche ripetitività ? il taglio cronologico a quello tematico imperniato sull'analisi dei ?sistemi?, per un verso, e delle pratiche disciplinanti, per l'altro. La dettagliata ed agile conoscenza della letteratura internazionale, con l'eccezione, parrebbe, di quella tedesca, consente all'autore di delineare anzitutto il profilo delle trasformazioni che investono i diversi ?sistemi? strutturali urbani, a vario titolo interessati dal circuito dei rifiuti: dalle strade, ove però prevalsero le esigenze di mobilità, all'aria e al suolo, fino a quelli idraulici, di gran lunga i più rilevanti. Ne individua così i tratti salienti dell'evoluzione tecnica ? fino al passaggio, per ora conclusivo, della costruzione dei moderni sistemi fognari all'alba del secolo XX ? e correttamente rimarca come quella scaturisca dal susseguirsi di problemi vecchi e nuovi e dall'efficacia sempre parziale delle soluzioni adottate. Analogamente, anche la storia del disciplinamento della gestione dei rifiuti è in buona parte quella della sua efficacia limitata, dapprima ? in età medievale ? a fronte di privilegi e inerzie, individuali e collettive, e pure delle ridotte dimensioni del problema come delle tecniche. In seguito, la dilatazione urbana trainata dalle grandi città-capitali nutrì l'aggravarsi della questione e il coevo scemare dell'attenzione e delle risorse ad essa dedicate dai ceti dirigenti. La deriva e la crisi igienica allora apertasi si trascinarono fino all'emergere della società industriale, nuovo decisivo tornante, indotto dall'inedita dimensione quantitativa e qualitativa dei rifiuti, dovuta alle nuove metodiche produttive e alla rapida crescita demografica, e marcato dal sorgere di organismi e tecniche più specificamente e ?scientificamente? deputati al loro disciplinamento. D'altronde, nel corso del XIX secolo, conferma degli esiti nuovi cui approdarono continuità di lungo periodo venne anche dalla formalizzazione di quelle pratiche di compartimentazione spaziale che, emerse già in seno alla città medievale, nella città tardo-ottocentesca si riprodussero in scala e funzionalità adesso marcatamente improntate dalla dimensione industriale ormai dominante.


Simone Neri Serneri