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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Estate-autunno 1944. La Zona libera partigiana del Friuli orientale

Alberto Buvoli, Andrea Zannini (a cura di)

Bologna, il Mulino, 280 pp., € 23,00 2016

L’estate 1944 è l’estate «partigiana», il momento di massima espansione militare, organizzativa e politica della Resistenza italiana. All’opposto, l’autunno ne costituisce la fase di riflusso dovuta a ragioni d’ordine strategico, alle mutate condizioni ambientali e all’azione nazifascista volta a riportare sotto controllo le retrovie del fronte italiano. Proprio tra l’estate e l’autunno 1944 nascono le cosiddette «Repubbliche partigiane» o «Zone libere», porzioni di territorio d’estensione variabile affrancate dal dominio nazifascista e amministrate dalle forze resistenziali. Malgrado il valore politico e propagandistico, le Repubbliche sono realtà destinate a scomparire una ad una di fronte alla repressione nazifascista. Curato da Alberto Buvoli e Andrea Zannini, il volume raccoglie gli atti del convegno svoltosi tra Cividale e Tarcento nel settembre 2014 dal titolo La Zona libera del Friuli orientale. Il libro si avvale dell’Introduzione di Santo Peli e di un commento conclusivo di Paolo Pezzino, che inseriscono il caso della Zona libera del Friuli orientale nel più ampio quadro della genesi e dello sviluppo delle Repubbliche partigiane, nel contesto della campagna d’Italia e dell’occupazione nazifascista ma senza tralasciare le specificità di un’area, quella dell’Italia orientale, pesantemente segnata dalla guerra e dallo scontro nazionale e ideologico. L’eccidio di Porzûs non è così lontano e il libro fornisce le giuste coordinate per comprenderlo meglio. Il movimento partigiano locale vive la stessa tormentata gestazione della Resistenza italiana: dalle prime aggregazioni «spontanee» sorte all’indomani dell’8 settembre 1943 alle formazioni più strutturate e «politicizzate» della primavera-estate 1944, che danno vita alla Divisione Garibaldi-Osoppo, frutto della fusione tra la comunista Divisione Garibaldi-Natisone e la cattolico-azionista Brigata Osoppo. Tra il luglio e il settembre 1944, la divisione libera un territorio grande circa 70 km², tra Cividale e Tarcento, con 20 mila persone: la Zona libera del Friuli orientale, appunto, esperienza di autogoverno democratico presto affossata dalla reazione nazifascista. Ognuno dei saggi contenuti nel volume ne approfondisce le vicende: dagli sviluppi della resistenza armata locale (Alberto Buvoli) ai rapporti con le missioni alleate (Massimo de Leonardis), dalla collaborazione con il movimento partigiano sloveno alle controversie ideologiche e nazionali che risultano alla fine fatali sia alla cooperazione tra i due movimenti sia alla stabilità del patto sottoscritto tra garibaldini e osovani (Nevenka Troha, Gorazd Bajc); e infine il «mutevole» atteggiamento delle popolazioni locali (Marino Qualizza, Flavio Fabbroni) non senza dimenticare il difficile ruolo ricoperto dai rappresentanti della Chiesa locale (Fabio Verardo). L’appendice finale del volume dà invece spazio all’altro protagonista di quei mesi travagliati, le truppe d’occupazione nazifasciste. L’importanza strategica dell’area spinge i Comandi germanici ad una repressione violenta e brutale senza alcun riguardo per le comunità civili (Gian Carlo Bertuzzi).


Lorenzo Gardumi