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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Caro Giorgio? Caro Amintore? 25 anni di storia nel carteggio La Pira-Fanfani

Fondazione Giorgio La Pira (a cura di)

Firenze, Polistampa, pp. 344+Cd-Rom, euro 18,00 2003

Il rapporto tra Giorgio La Pira e Amintore Fanfani fu molto stretto lungo tutto il corso della loro cinquantennale conoscenza: lo si sapeva, naturalmente, ma ora ne abbiamo un'ulteriore conferma dalla pubblicazione di questa selezione del loro sterminato carteggio (la Fondazione La Pira conserva 854 lettere, il cui inventario è raccolto nel Cd-Rom che è stato allegato al presente volume, con una scelta intelligente). Tale rapporto configura un problema storico interessante nella ricostruzione della vicenda italiana postbellica, proprio per la diversità dei due personaggi, accomunati dall'esperienza dossettiana, ma poi impegnati in una parabola ben diversa: Fanfani da segretario della DC, con molteplici e importanti incarichi di governo, pragmatico gestore dell'andata al potere della ?seconda generazione? democristiana; La Pira da sindaco di Firenze, ma soprattutto da intellettuale-politico del tutto sui generis, impegnato sul fronte dell'amministrazione locale ma anche attore non ortodosso quanto vivacissimo della vita internazionale. Tra di loro ci fu un sodalizio amicale-spirituale, non privo di momenti di tensione e di confronto franco tra prospettive diverse, ma in fondo solidissimo. Un rapporto che ebbe non trascurabili risvolti politici, dato il continuo e non scontato sostegno all'opera di Fanfani che arrivò nei momenti cruciali dal vulcanico amico, contribuendo ad allargare l'area di influenza del leader democristiano nel non piccolo mondo affascinato dall'intellettuale fiorentino. Del resto, il carteggio qui pubblicato dimostra chiaramente come La Pira, soprattutto a partire dagli anni '60, collocasse progressivamente l'azione politica fanfaniana nell'orizzonte interpretativo teologico-apocalittico che gli era consueto, identificandola come un tassello di un percorso storico pacificatore di dimensioni globali, mosso da elementi addirittura provvidenziali. Il volume raccoglie 99 lettere, che si stendono dal 1953 al 1977 (il grosso però arriva fino al 1970), pubblicate integralmente con un apparato critico (peraltro minimale, dato che ogni tanto si arrende di fronte all'esigenza di individuare personalità non di primissimo piano citate nelle lettere). Il numero maggiore di lettere è di La Pira, ma in alcuni casi si riesce a ricostruire un dialogo serrato tra i due. La metà iniziale del volume raccoglie inoltre sette saggi che dovrebbero introdurre e contestualizzare il carteggio. In qualche caso si tratta di testimonianze personali di amici e collaboratori dei due (Ettore Bernabei, Raffaello Torricelli, Gianni Giovannoni), in qualche altro di commenti a margine del carteggio (Francesco Paolo Fulci), oppure di veri e propri studi interpretativi su alcuni nuclei delle lettere (Piero Roggi sulla vicenda del salvataggio Pignone, Tommaso Fanfani sulla politica economica, Giulio Conticelli sulla spiritualità). Siamo quindi di fronte a qualcosa di più di un mero strumento di lavoro.


Guido Formigoni