SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia della pubblica amministrazione in Italia

Francesco Bonini

Firenze, Le Monnier, pp. 189, euro 15,00 2004

Scrivere un profilo di storia amministrativa italiana in meno di 200 pagine non era facile. Francesco Bonini ha giustamente scelto uno dei modi possibili: ha seguito in sintesi l'evoluzione del sistema amministrativo guardando soprattutto ai suoi rapporti con il sistema politico, ai problemi della governabilità e al nesso (spesso mancato) con i grandi mutamenti costituzionali. Ha inoltre scelto di comparare, ovunque gli è stato possibile, l'amministrazione italiana a quelle europee. Più in ombra sono rimaste la storia del personale, quella dei singoli ministeri e quella quotidiana ?storia grigia? dell'apparato amministrativo che da sempre si identifica coi suoi codici interni, con la fitta trama delle norme minori e dei regolamenti, con la stessa cultura burocratica e con gli stili di lavoro e di vita della burocrazia. Quanto alle fonti, Bonini ha utilizzato, dichiarandolo onestamente in premessa, le ricostruzioni già esistenti, provando semmai a spostare o ad accentuare diversamente il focus dell'analisi. Ne sono venuti otto rapidi e piacevoli capitoli, privi di note ma ognuno corredato da una ?lettura? (a cura di Chiara Giorgi): quasi un libro nel libro, un'intelligente antologia di pagine letterarie in argomento coi temi trattati. Assolutamente lineare è la cronologia: dopo l'età costituente, caratterizzata dalla riforma Cavour del 1853, si prosegue con l'impianto dei ministeri negli anni Sessanta, poi con la ?seconda unificazione? crispina e con il primo manifestarsi di alcuni dei caratteri salienti della burocrazia italiana. Quindi è la volta dell'età giolittiana (amministrazioni parallele, nuovi rapporti centro-periferia, meridionalizzazione), della guerra mondiale e del dopoguerra (con ampi cenni alle effimere modernizzazioni di quegli anni) e del fascismo (con la riforma promossa dal ministro De Stefani). Su questo lungo periodo iniziale Bonini offre una lettura degli eventi che, se non apre forse nuove prospettive di conoscenza, tuttavia si caratterizza per l'angolatura originale e per la chiarezza espositiva. Nel capitolo su Costituzione e ricostruzione, ad esempio, colpiscono alcune notazioni sul ruolo dell'amministrazione nell'Italia democristiana; e così nel capitolo seguente, dedicato alla Repubblica dei partiti, spiccano le riflessioni sul nesso tra amministrazione e sistema politico. La parte finale del libro, cogliendo le novità più recenti, invita il lettore a guardare all'avvento dell'Europa come a uno dei possibili fattori di cambiamento e alle trasformazioni in corso nelle istituzioni come ad uno dei punti chiave della nuova questione amministrativa. Libro non facile, si diceva, ad onta di quella che potrebbe essere la sua ?resa? sul piano dell'utilizzazione didattica. La Storia di Bonini è alla fine qualcosa di più che una storia dell'amministrazione italiana. L'acume dell'autore e la sua frequente propensione a risolvere la storia amministrativa nella storia senza aggettivi ne fanno infatti un'utile chiave di comprensione del farsi dell'Italia contemporanea: delle sue debolezze (molte) e delle sue (poche) virtù.


Guido Melis