SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Alexander Dub?ek e Jan Palach. Protagonisti della storia europea

Francesco Leoncini (a cura di)

Soveria Mannelli, Rubbettino, 411 pp., euro 22,00 2009

Leoncini insegna Storia dei paesi slavi e Storia dell’Europa centrale presso l’Università «Ca’ Foscari» di Venezia. Ha pubblicato numerosi volumi sulla storia ceca e slovacca del ’900 e sull’opposizione ai regimi sovietici nei paesi dell’Est europeo.Il volume è basato sul lavoro di due tavole rotonde organizzate nel 2002. Il ventaglio di questioni affrontate è ambizioso: dal significato della «Primavera di Praga» e della storia cecoslovacca nella storia europea del ’900 alla descrizione del movimento riformatore ceco-slovacco, dalla ricostruzione di contesti europei coevi alla «Primavera» a contributi sulle figure di Dub?ek e Palach, e a lavori su temi specifici (tra cui le riforme economiche descritte dal punto di vista di una grossa fabbrica d’auto, il tema della memoria visto attraverso le monumentalizzazioni e smonumentalizzazioni di figure chiave di epoca socialista, la reazione del movimento studentesco ceco all’invasione sovietica).Il libro è attraversato da varie linee di discorso, non sempre dialoganti tra loro. Un tratto forte è la difesa appassionata della «Primavera» quale progetto di società basata su principi di libertà e giustizia sociale - progetto alternativo ai regimi comunisti dell’epoca così come alle dilaganti politiche neoliberiste odierne. Questa valenza universale della «Primavera» affonderebbe le sue radici nel plurisecolare percorso della storia del paese, nutrita di sentimenti popolari e democratici, di umanesimo morale, di cultura politica antimachiavellica. Di fatto queste tradizionali potenti immagini del mondo ceco sono state sottoposte negli ultimi venti-trenta anni ad indagini critiche e variamente problematizzate: lascia forse un po’ insoddisfatti un mancato confronto con le nuove correnti storiografiche.Molto più critici della leadership politica e della stessa figura di Dub?ek sono i lavori relativi al dopo invasione e alla figura di Palach. L’invasione metterebbe in luce debolezze sostanziali: «Palach protestò contro i compromessi e le concessioni del Partito di Dub?ek e del governo ?erník, contro i politici, che alle spalle del popolo avevano iniziato a svendere una dopo l’altra le riforme avviate dopo gennaio nella speranza di prolungare provvisoriamente la loro permanenza al potere» (p. 356). Altri aa. parlano di «capitolazione» (p. 333). Insomma, una sostanziale differenza di valutazioni. Leoncini opportunamente inserisce queste voci critiche, ma manca, nel libro stesso, un confronto tra questi punti di vista così distanti, e rilevanti per una valutazione della leadership politica.Decisamente interessanti alcuni dei lavori dedicati ai temi specifici sopra elencati, contributi che permettono al volume di sfuggire al destino cui sono certe volte condannati quei libri che affrontano temi non ampiamente dibattuti nella nostra storiografia e che rimangono a volte sospesi tra commemorazione e impegno storiografico. Ancora recentemente sono apparsi volumi di questo tipo in occasione del quarantennale della «Primavera». L’interessante volume curato da Leoncini ci ripropone opportunamente una riflessione intorno agli straordinari anni della «Primavera di Praga», tema sul quale la storiografia dovrà continuare ad interrogarsi.


Alfredo Laudiero