SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Chiesa e Azione cattolica alle origini della Costituzione repubblicana

Francesco Malgeri, Ernesto Preziosi (a cura di)

Roma, AVE, pp. 496, euro 25,00 2005

Il volume raccoglie una decina di contributi che, a eccezione dell'intervento introduttivo di F. Malgeri, analizzano il tema complessivo secondo un approccio regionale. Con un'impostazione metodologica di qualità oscillante ? forse dovuta alla differenziata esperienza di ricerca degli autori: studiosi di storia generale o di storia della Chiesa in università statali, docenti in istituzioni ecclesiastiche, dottorandi e assegnisti di ricerca, cultori di storia del movimento cattolico ? si susseguono così in un ordine almeno apparentemente sparso i contributi su Calabria (L. Intrieri), Abruzzo (M. D'Urbano), Lazio (A. D'Angelo), Marche (E. Preziosi), Lombardia (M. De Giuseppe), Piemonte (L. Rolandi), Puglia (S. Palese e F. Sportelli), Sardegna (F. Atzeni), Sicilia (G. Bolignani), Umbria (L. Oliveti). Il tema non è inedito: sia che si parli dell'Italia dell'immediato secondo dopoguerra dal punto di vista della Chiesa, che poi in questi casi è pressoché sinonimo di gerarchie ecclesiastiche; sia che si esamini l'orientamento dell'AC. Esiste già infatti a tale riguardo una bibliografia sterminata, frutto di serie indagini e anche di pure e semplici interpretazioni volte a difendere o all'opposto a stigmatizzare il ruolo che la Santa Sede e il cattolicesimo italiano (nelle sue diverse declinazioni organizzative: partito, sindacato, AC, comitati civici) svolsero in quella fase nevralgica della storia nazionale. Questo volume non rifugge talvolta dai tradizionali luoghi comuni di certa storiografia cattolica, ma risulta di grande interesse laddove lasciando parlare le fonti, e vari dei contributi ne propongono di numerose, sia d'archivio che connesse alla stampa locale, consente di intravedere ? al di sotto delle dichiarazioni ufficiali dei vertici cattolici ? l'anima effettiva di un'Italia profonda che rappresentò nel secondo dopoguerra e anche sul lungo periodo un serbatoio di consenso formidabile per la stabilizzazione moderata del paese. Esemplare un frammento anonimo di inizio giugno 1946, forse un appunto per la predicazione di quei giorni, che manifesta nella sua consequenzialità una rara forza ideologica: ?Poiché il PCI ha una dottrina in aperto contrasto con la dottrina cristiana è evidente che nessun cattolico consapevole può far parte del PCI[;] di molti altri partiti ? staremmo per dire di tutti gli altri ? sì, del PCI no? (p. 77). È noto il problema della continuità istituzionale dello Stato nel passaggio tra fascismo e stagione repubblicana. Qui vi si affianca, con nettezza mi pare, la continuità profonda di taluni diffusi schemi mentali, che né l'esperienza concreta del passato regime, né la stagione resistenziale, né l'emergenza nazionale del momento valsero a rimodulare.


Giuseppe Battelli