SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Deportati a Treviso. La repressione antislava e il campo di concentramento di Monigo 1942-1943

Francesco Scattolin, Maico Trinca, Amerigo Manesso

Treviso, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea d 2006

In questi ultimi anni, l'interesse per le vicende dipanatesi al confine orientale d'Italia, alimentato anche dall'istituzione della Giornata del ricordo, ha tra l'altro portato vari studiosi a rivolgere la propria attenzione all'intero periodo 1918-1945, nello sforzo di offrire all'opinione pubblica un più ampio ventaglio di problemi sui quali ragionare. Uno spazio particolare è stato così dedicato al tema dell'occupazione italiana della Jugoslavia, premessa indispensabile ma non ragione ultima o, peggio, unica possibile chiave interpretativa dei drammatici avvenimenti successivi, dotati di proprie caratteristiche e proprie ragioni che si sottraggono all'insufficiente e ormai desueta spiegazione basata sul criterio azione-reazione. Una delle conseguenze dell'occupazione della Jugoslavia e dell'istituzione della Provincia di Lubiana fu l'internamento di 30.000 persone ? questo il dato proposto da Teodoro Sala ? in un sistema concentrazionario, sul quale Carlo Spartaco Capogreco ha scritto pagine di fondamentale importanza, amministrato a seconda dei casi, da autorità civili o militari. Il più tristemente noto di questi campi fu certamente quello di Arbe, sul quale va ricordato il lavoro pionieristico condotto da Tone Ferenc, mentre va segnalata una crescita di interesse e di studi anche su altre analoghe realtà sparse sul territorio italiano. Tra queste, appunto Monigo di Treviso, sul quale si sofferma questo volume. Il testo ospita i contributi di Francesco Scattolin, La politica antislava al confine orientale, (1918-1945), Maico Trinca, Monigo. Un campo di concentramento per slavi a Treviso, (1942-1943) e Amerigo Manesso, Memorie ritrovate, ciascuno dei quali seguito da un'appendice di documenti e arricchito di un interessante corredo fotografico, peraltro centrale nell'intervento di Manesso dedicato alle vicende di un gruppo di studenti del Liceo di Novo Mesto deportati nel campo trevigiano. Se il saggio di Scattolin ricostruisce in maniera molto sintetica il percorso dell'atteggiamento mantenuto dalle autorità italiane (liberali prima, fasciste poi) nei confronti della componente slovena e croata della Venezia Giulia, componente peraltro tutt'altro che minoritaria della regione, Maico Trinca si concentra appunto sul tema della deportazione degli sloveni in Italia, frutto dell'istituzione della Provincia di Lubiana, e sul campo di Monigo di Treviso, sul quale peraltro ha pubblicato nel 2003, sempre per i tipi di Istresco, un più ampio volume. Il lavoro perciò, nel suo insieme, se non intende proporre i frutti di nuove ricerche sulle tematiche affrontate, si presenta al lettore come un agile strumento informativo e, allo stesso tempo, come un supporto didattico per quanti intendano far conoscere alle generazioni più giovani aspetti problematici della controversa storia italiana del Novecento anche se i due primi contributi avrebbero dovuto presentare ai lettori una più aggiornata ed amplia bibliografia sugli argomenti affrontati.


Fabio Todero