SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Una città e il suo vescovo. Torino negli anni dell'episcopato di Michele Pellegrino

Franco Bolgiani (a cura di)

Bologna, Il Mulino, pp. 195, euro 15,00 2003

Michele Pellegrino è stato vescovo di Torino dal 1965 fino a tutto il 1976. Si dimise infatti, inaspettatamente, il 1° gennaio 1977. Nel pieno, dunque, della secolarizzazione e della contestazione studentesca si trovò a guidare una città operaia e complessa come Torino. Anni quanto mai difficili e tormentati sia per la prima città industriale che per la Chiesa italiana. Il volume, curato da Franco Bolgiani, non si propone di ricostruire la storia di quegli anni, ma tocca piuttosto alcune linee problematiche che erano particolarmente avvertite. E, dunque, vede la partecipazione di storici, sociologi ed economisti che in parte avevano anche vissuto le difficoltà del tempo. Arnaldo Bagnasco analizza ?la crisi di una città fordista? che vede per la prima volta diminuire gli afflussi migratori che dal dopoguerra in avanti l'avevano caratterizzata. Ma questo è solo uno degli aspetti della crisi, per altro segnata anche da modifiche e rallentamenti nella produzione industriale. La mobilitazione operaia, culminata nell'autunno caldo, avrà a Torino ? ovviamente ? caratteristiche particolarmente intense. Dunque, Pellegrino si trova a guidare la città negli anni più duri di tutto il periodo repubblicano, quelli successivi alla grande crescita del boom e precedenti alla riconversione della città nell'epoca postindustriale. Le linee del dibattito culturale sono invece ricostruite da Francesco Traniello che ravvisa un esplosivo impasto nel conflitto scoppiato alla fine degli anni Sessanta. Da una parte, infatti, si registra un conflitto generazionale tipico di una società già opulenta e ?postmaterialista? dall'altra invece, va in onda un classico scontro di classe ancora situato nella logica ?materialista?. Tutto ciò espresso ai massimi livelli proprio nella città di Torino. Di fronte a tutto questo il vescovo si pone principalmente in atteggiamento di ascolto e di riflessione. Infine, Claudio Ciancio rievoca la figura di padre Pellegrino come vescovo e pastore. La grande carica innovativa di Pellegrino sta, probabilmente, nel nesso tra liberazione sociale e liberazione messianica che caratterizza tutta la sua pastorale. La chiave della secolarizzazione sta, dunque, secondo il vescovo, non tanto nell'allontanamento degli operai dalla Chiesa ma piuttosto nel fenomeno contrario. Il volume è completato da due interviste concesse dallo stesso Pellegrino dopo le sue dimissioni da vescovo all'inizio degli anni Ottanta. Le interviste ci riportano il personaggio vero, che non voleva farsi chiamare ?eminenza? ma solo ?padre?, e che tocca tutti i temi più scottanti della riflessione teologica dal sacerdozio femminile alla genetica, dalla sessualità alle chiusure della CEI, senza reticenze o tentennamenti. Una grande figura dell'episcopato italiano che merita senz'altro una maggiore attenzione.


Cecilia Dau Novelli