SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

La Curie Romaine de Pie IX à Pie X. Le gouvernement central de l'église et la fin des états pontificaux (1846-1914)

François Jankowiak

Rome, École Française de Rome, 852 pp., s.i.p. 2007

Segnata da un'impronta culturale di storia del diritto, l'opera ambisce a collocarsi accanto ai pochi studi dedicati alla storia della Curia romana. Come dimostra la corposa bibliografia che occupa un centinaio di pagine, l'a. mostra un'ampia conoscenza della letteratura storiografica e giuridica dedicata alla storia della Chiesa e del Papato nel periodo che precede e segue la caduta del potere temporale della Santa Sede. Egli conduce l'attenzione del lettore sul «governo centrale» della Chiesa in questo passaggio epocale ed è proprio nell'individuazione di tale questione che la lunga narrazione storica di circa un secolo offre i suoi spunti più originali. Una lucida conoscenza dei problemi metodologici (connessi all'individuazione dell'oggetto d'indagine) e terminologici (come la distinzione tra Curia romana e Corte di Roma) consente all'a. di utilizzare con disinvoltura un approccio istituzionale per esaminare i passaggi fondamentali della trasformazione del «governo centrale» della Chiesa: dal periodo del papa-re (che implicava quasi uno sdoppiamento di organismi per guidare, da un lato, gli incerti Stati pontifici e, dall'altro, la «barca di Pietro») alla organizzazione della Curia romana in un «governo centrale» senza Stato.Il volume si presenta come una ben congegnata «radiografia» della critica situazione degli ultimi tempi del potere temporale e della successiva «recomposition du gouvernement pontifical», nei suoi «aspects structurels» (p. 24), capace anche di offrire immagini evocative: il pontificato di Pio IX appare in equilibrio tra il timore della restaurazione e della dissoluzione, mentre Leone XIII sembra muoversi nell'«orrore del vuoto» di una Curia romana che sarebbe stata, infine, «trasfigurata» da Pio X. Ricco di citazioni interessanti e rinvii bibliografici, il volume sembra, tuttavia, restare talora prigioniero del proprio impianto; non solo, infatti, consapevolmente rinuncia all'indagine prosopografica dei cardinali e dei funzionari vaticani, ma anche ad un profilo interpretativo, con le dovute verifiche ed approfondimenti, degli eventi storici e delle «politiche» che accompagnarono l'evoluzione dei confini e della capacità di governo della Curia romana. Così, alcuni spunti e approcci di grande interesse si affiancano a considerazioni che poggiano su una letteratura disparata e a volte semplicemente giustapposta; allora, la storia istituzionale della Curia romana proposta non acquista quel respiro più ampio che lo stesso a. auspica. Nondimeno, il libro mantiene l'interesse di un affresco ben elaborato e ben disegnato, a vantaggio della riflessione degli studiosi.


Andrea Ciampani