SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La divisione Mingo dall'eccidio della Benedicta alla liberazione di Genova

Gabriele Lunati

Recco (Ge), Le Mani, pp. 139, euro 13,00 2003

Dopo tanta memorialistica e alcuni studi significativi, con il volume di Gabriele Lunati la storia del movimento di liberazione tra Genova e Alessandria e, più in generale, tra Liguria e Basso Piemonte, si arricchisce di un nuovo e interessante tassello. Giovane studioso di antifascismo e Resistenza, l'autore ha ricostruito in modo preciso e documentato la storia della divisione Mingo, attiva nella VI zona operativa ligure, sull'Appennino ligure-piemontese. Le sue vicende sono ripercorse a partire dall'autunno del 1943, quando si formarono cioè i primi nuclei partigiani della zona. Lunati segue quindi gli eventi della III brigata Garibaldi Liguria, costituitasi nel gennaio del 1944 grazie all'unione di alcune formazioni preesistenti, descrive le prime azioni di guerriglia nella zona e si sofferma poi sull'eccidio nazifascista della Benedicta, avvenuto nel mese di aprile. A questo proposito, l'obiettivo non è tanto ripercorrere fatti in fondo già noti, quanto, piuttosto, sfatare alcuni luoghi comuni, sottoporre a un vaglio critico le fonti, e soprattutto sottolineare il carattere di cesura rappresentato da questo tragico avvenimento nella storia del movimento partigiano. Viene quindi trattata la difficile riorganizzazione della Resistenza nella zona, con la costituzione, in settembre, della divisione Doria, subito trasformata in divisione unificata ligure-alessandrina; da quest'ultima, a sua volta, sarebbe sorta in novembre la divisione d'assalto Garibaldi Mingo, dal nome di battaglia del capitano Domenico Lanza, eroicamente caduto in combattimento. Quest'ultima riuscì a superare un inverno difficilissimo, e poi a giocare un ruolo di primo piano nei giorni della Liberazione, partecipando dapprima alle operazioni militari nell'entroterra genovese e poi affiancando le SAP del capoluogo ligure nel tentativo di piegare le ultime sacche di resistenza tedesca. Il volume di Lunati è completato da una breve disamina dell'età, cultura e composizione sociale dei partigiani, da un quadro sintetico sulla dislocazione e sulla struttura militare della divisione e delle brigate, da alcune considerazioni sulla memorialistica partigiana e, infine, da una dettagliata cronologia degli eventi. Dalla lettura del volume si ricava la piacevole impressione di un'opera sostanzialmente ben scritta e sintetica, che rifugge da un lato la retorica dell'epopea partigiana ma dall'altro anche i pericoli, ancor più perniciosi, del revisionismo politico. Il lavoro di Lunati è ben documentato e fa riferimento a una pluralità di fonti; un limite si può trovare in una contestualizzazione troppo sommaria, che ci fa perdere di vista il fatto che le vicende della divisione Mingo sono parte di una storia più grande.


Guido Levi