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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'orrore rivelato. L'esperienza della Commissione della verità e riconciliazione in Perú: 1980-2000

Gabriella Citroni

Milano, Giuffrè, pp. XVII-215, euro 15,00 2004

Tra 1980 e 2000 si combatté in Perú un conflitto armato che vide scontrarsi i guerriglieri di Sendero Luminoso e, in minor misura, quelli del Movimiento Revolucionario Túpac Amaru, la polizia, l'esercito, gruppi paramilitari, comitati di autodifesa e ronde contadine. Il saldo fu drammatico: 69.280 morti (il 79 per cento dei quali costituito da contadini di idioma quechua), più di 500.000 rifugiati interni, 6.000 scomparsi, e poi carcerazione di innocenti, violenze sulle donne, reclutamento forzato di bambini, fosse comuni. È questo l'orrore cui fa riferimento il titolo del libro di Gabriella Citroni, orrore che è stato rivelato dalla Commissione della verità e della riconciliazione (CVR), istituita nel giugno del 2001; nell'agosto del 2003 essa ha concluso i suoi lavori presentando una relazione che sintetizza il contenuto di nove ponderosi volumi. Citroni chiarisce le modalità di costituzione della CVR, i limiti e i caratteri del suo mandato, e indica gli strumenti giuridici cui nella sua azione ha fatto riferimento. Dopo aver fornito alcuni sia pur scarni cenni di storia recente del Perú, l'autrice presenta alcuni esempi particolarmente significativi di violazioni dei diritti umani messi in atto sia dai guerriglieri che dall'esercito e dalla polizia; infine espone le proposte della Commissione in materia di riparazioni e di riconciliazione. Due aspetti vengono sottolineati, che gettano una luce particolare sulla vicenda peruviana. In primo luogo il fatto che, sino a che coinvolse prevalentemente la regione andina, la violenza in atto nel paese venne ignorata o sottovalutata nella capitale e nei circoli governativi, colpevolmente tollerata a causa di un radicato razzismo; l'opinione pubblica fluttuò tra l'indifferenza e la richiesta di una soluzione rapida del conflitto senza preoccuparsi dei costi umani e sociali, dato che le vittime erano ?altri?, ?otros?, indios, contadini, poveri, lontani geograficamente e ancor più emozionalmente. Il secondo aspetto riguarda le reazioni fortemente critiche che hanno accolto la pubblicazione della relazione finale della CVR. Nota M. Vargas Llosa che, ben diversamente dall'accoglienza ricevuta in Argentina dai risultati della commissione presieduta da E. Sábato, il lavoro della CVR peruviana ha avuto assai poca risonanza all'estero e all'interno ha suscitato una velenosa polemica, fatta di attacchi e di tentativi di delegittimazione. La CVR viene accusata di aver adottato la definizione di ?conflitto armato interno? e con ciò di aver ingiustamente equiparato i terroristi e chi li ha combattuti, diffamando le forze dell'ordine, cui è stato imputato di aver sistematicamente violato i diritti umani; di aver esagerato il numero delle vittime, senza spiegare il ?metodo scientifico? adottato per quantificarle; di aver ingiuriato tutte le autorità senza permettere loro di fornire la propria versione dei fatti; di aver sostenuto la natura etnica e razziale delle cause del conflitto, senza far riferimento alle radici ideologiche marxiste del terrorismo genocida. Il libro di Citroni risulta quindi assai utile, in quanto contribuisce ad alzare il velo di silenzio che si vorrebbe stendere su questa ennesima ?guerra sucia? latinoamericana.


Gabriella Chiaramonti