SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le massacre des Italiens. Aigues-Mortes, 17 août 1893

Gérard Noiriel

Paris, Fayard, 295 pp., Euro 20,00 2010

Il 17 agosto del 1893 nelle saline di Aigues-Mortes, un Comune della Francia meridionale, si compì quello che l'a. di questo libro definisce il più sanguinoso pogrom della storia francese. Nella sommossa persero la vita almeno 8 italiani, mentre più di 50 rimasero feriti negli scontri. Nonostante le prove schiaccianti, i responsabili del massacro furono assolti. L'episodio provocò tensioni nei rapporti tra la Francia e l'Italia, che però decisero di mettervi una pietra sopra per evitare più drammatiche conseguenze. Pur rimanendo nella memoria della comunità locale, il massacro perse rapidamente il suo significato politico fino a essere completamente occultato (sul versante francese). A partire dagli anni '70, la storiografia, sia francese che italiana, cominciò a occuparsene e a poco a poco la tragedia entrò nella memoria collettiva nazionale (almeno in quella italiana secondo Noiriel). Questa, per sommi capi, la storia ricostruita e raccontata nei quattro densi capitoli di questo libro.Utilizzando documentazione tratta dagli archivi locali e dalle carte processuali, Noiriel ricostruisce le ragioni, il clima, l'ambiente che resero possibili le violenze nei confronti degli italiani cercando di restituirle alla congiuntura entro la quale ebbero luogo e spogliandole di alcune incrostazioni anacronistiche (il razzismo e la xenofobia prime fra tutte). Il libro si inserisce coerentemente nella bibliografia di Noiriel e riprende questioni e temi già sviscerati in passato.La peculiarità del massacro di Aigues-Mortes è quella di essere un conflitto operaio che non può essere spiegato solo con categorie di tipo economico-sociale (le trasformazioni in senso capitalistico della regione, le dinamiche del mercato del lavoro, il cottimo, l'anomia delle relazioni sociali); un ruolo fondamentale fu giocato infatti dalla dimensione nazionale - i carnefici furono dei francesi, mentre le vittime furono italiane - e da un carattere che oggi diremmo etnico.Noiriel rilegge il pogrom di Aigues-Mortes mettendone in evidenza tre diversi livelli. Il primo è quello locale e riguarda le profonde trasformazioni economiche, sociali e demografiche dell'area. Il secondo è quello nazionale, e cioè quello della III Repubblica e del suo sforzo di integrazione del popolo nello Stato-nazione (la nazionalizzazione dei francesi). Il terzo è quello delle tensioni tra Francia e Italia (questione tunisina, adesione italiana alla Triplice Alleanza, problema della regolazione dei flussi migratori, protezionismo). L'analisi di questi livelli (tutti però visti esclusivamente dal versante francese), del processo giudiziario e della memoria dell'evento viene condotta da Noiriel, e questo è sicuramente l'aspetto più interessante del libro, ancorando il discorso nazionale che si produce a Parigi all'uso che se ne fa in un contesto di povertà, conflitto sociale, marginalizzazione. La violenza di Aigues-Mortes, letta attraverso la chiave, a mio parere assai costruttiva, secondo cui «les usages du national varient considérablement selon le milieux sociaux» (p. 257), non è l'esito inevitabile delle politiche nazionalizzanti della III Repubblica, ma ne è certo una dei possibili sbocchi.


Daniela Luigia Caglioti