SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

La politica del massacro. Per un atlante delle stragi naziste in Toscana

Gianluca Fulvetti, Francesca Pelini (a cura di)

Napoli, l'ancora del mediterraneo, 460 pp., euro 30,00 2006

Il volume esce a quasi dieci anni dalla pubblicazione del fondamentale Guerra ai civili di Michele Battini e Paolo Pezzino che iniziò ad indagare in una nuova prospettiva il tema, ancora inesplorato e quasi sconosciuto, della repressione nazista nei confronti della popolazione civile, imprimendo una decisiva svolta nello studio del complesso fenomeno delle stragi e degli eccidi dei civili nell'Italia occupata dalle truppe tedesche. Da allora un crescente numero di ricerche e pubblicazioni, in particolare concentrate sull'area toscana, hanno restituito al grande pubblico una pagina di storia pressoché esclusa dalla narrazione dominante delle vicende italiane del 1943-1945. La politica del massacro curato da Gianluca Fulvetti e Francesca Pelini, alla quale è dedicato per la prematura scomparsa, si inserisce nel solco di questo consolidato filone ricordando giustamente al lettore che «per rispondere appieno al ?perché? della guerra ai civili, c'era bisogno di ragionare non solo sul ?come? ma anche sul ?quando? e sul ?dove? essa aveva colpito» (p. 24). Introdotto da un ampio e documentato saggio di Gianluca Fulvetti, il volume, che illustra anche i risultati di un accurato censimento dello stragismo nazista che causò in Toscana la morte di 3.824 persone (e la cifra è ancora da considerarsi per difetto), presenta un interessante percorso di carattere tematico e geografico proponendo nuove chiavi interpretative per rileggere criticamente quella drammatica stagione; una ricerca che, ricorda ancora Fulvetti, offre «una riflessione plurale e diversificata sulla storia e la memoria delle stragi di civili che hanno avuto luogo in Toscana» (p. 17). Spetta a Luca Baldissara il non facile compito di delineare il quadro di riferimento politico e militare entro cui maturarono le stragi soprattutto in rapporto all'evoluzione della guerra partigiana, alla quale, in più di un caso, furono imputate le responsabilità, dirette e indirette, dei massacri. Paolo Pezzino e Michele Battini concentrano invece la loro attenzione sulle dinamiche stragiste in alcune aree specifiche del territorio (il settore occidentale della Linea Gotica e l'area pisana), mentre Gianluca Fulvetti e Riccardo Maffei ricostruiscono due situazioni locali (la strage della Certosa della Farneta e l'occupazione tedesca di Pescia). Il ruolo esercitato dalla Divisione Göring viene esaminato, con il consueto rigore documentario, da Carlo Gentile; infine Claudio Manfroni, Giovanni Contini e Toni Rovatti ritornano sul delicato tema dell'elaborazione del ricordo della violenza subita e la sua ricaduta nella sfera pubblica e privata. L'auspicio è che questo riuscito lavoro possa stimolare analoghe ricerche in altre realtà territoriali italiane anch'esse investite, sebbene con tempi e modalità diverse, dalla violenza tedesca e fascista, che consentirebbero di avere un quadro generale più puntuale e circostanziato della «politica del massacro» perpetrata dalle truppe naziste nel territorio della Repubblica sociale italiana.


Marco Borghi