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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Politica e diplomazia in Italia tra XIX e XX secolo. Vita di Antonino di San Giuliano (1852-1914),

Gianpaolo Ferraioli

Soveria Mannelli, Rubbettino, 1.016 pp., Euro 45,00 2007

Antonino di San Giuliano era secondo Vittorio Emanuele III l'uomo di Stato più illuminato che l'Italia avesse avuto. Anche se questo giudizio può non essere condiviso San Giuliano fu senza dubbio una delle maggiori personalità che caratterizzarono la vita politica italiana tra la fine dell'800 e la prima guerra mondiale. Dobbiamo quindi essere grati a Gianpaolo Ferraioli per aver affrontato lo studio di questo importante uomo politico in un'ampia biografia che affronta tutti gli aspetti della sua carriera e soprattutto il suo ruolo sulla scena della politica internazionale.Il lavoro di Ferraioli, nonostante la sua mole, risulta di facile lettura e unisce al rigore nell'utilizzo delle fonti diplomatiche, frutto degli insegnamenti della scuola romana diretta da Pietro Pastorelli, l'esame della letteratura sulla storia politica italiana, inserendo di San Giuliano nel quadro più ampio dell'ambiente nel quale si trovò ad operare. Si tratta quindi di una biografia a tutto tondo che parte dalle prime esperienze di amministratore locale nella sua Catania, analizza la sua attività di parlamentare attento alla questione meridionale, e si conclude con il ruolo svolto come diplomatico e ministro degli Esteri, facendo giustizia dell'affascinante ritratto fornito da Federico De Roberto nel romanzo I Viceré.Ampio spazio è dedicato da Ferraioli all'interesse di San Giuliano per la questione coloniale. Sull'onda delle prime vittorie in Africa egli sperava si potesse creare una colonia di popolamento per i contadini italiani. In Eritrea egli compì anche un viaggio per studiare tutti gli aspetti della questione. Si rese conto fin da allora che qualsiasi disegno coloniale in Africa Orientale avrebbe dovuto godere della benevolenza britannica. Dopo Adua tuttavia la sua attenzione si spostò sul Mediterraneo dove visitò la Tripolitania e la Tunisia e più tardi l'Albania. A suo parere comunque gli obiettivi coloniali non potevano essere realizzati senza un'adeguata preparazione diplomatica, militare e finanziaria. Una preparazione che egli evidentemente giudicava raggiunta al momento della dichiarazione di guerra all'Impero ottomano per la conquista della Libia. Con l'occupazione del Dodecanneso la sua attenzione si allargò poi anche al Mediterraneo orientale.Di grande interesse sono infine le pagine che l'a. dedica agli ultimi mesi di vita di San Giuliano che coincidono con l'inizio della guerra mondiale. Dichiarata la neutralità il 3 agosto egli dedicò le sue ultime forze (muore infatti il 16 ottobre) al tentativo di ottenere il completamento dell'unità nazionale con l'aiuto della Germania e all'apertura di un dialogo con le potenze dell'Intesa che costituì la base del patto con il quale l'Italia entrò in guerra.


Marta Petricioli