SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La notte della democrazia italiana. Dal regime fascista al governo Berlusconi

Gianpasquale Santomassimo (a cura di)

Milano, Il Saggiatore, pp. 222, euro 16,00 2003

Contrariamente a ciò che annuncia il sottotitolo, il volume offre riflessioni e risultati di ricerche che si muovono lungo l'intero arco della storia unitaria italiana, senza particolare riguardo per il termine a quo tanto perentoriamente definito. Per nostra fortuna, si può aggiungere, perché sappiamo bene quanto la periodizzazione possa variare a seconda dell'asse tematico o dell'ottica comparativa privilegiati. Così, anche nei casi in cui il parallelismo col regime fascista viene assunto come punto di partenza, gli autori rispondono con una varietà di posizioni e controproposte che sollecitano l'interesse del lettore: è quanto rileva De Luna nella sua Presentazione, imperniata sulla storia delle destre in Italia (questo il titolo originario del convegno di «Passato e presente»), il quale evidenzia, pur nel persistere della contrapposizione identitaria fra ?due? Italie, il mutato contesto storico-politico degli anni '90. Anche Ginsborg, che avvia la discussione su Il sistema di potere proponendo una comparazione tra i tre regimi novecenteschi (fascismo, DC e Berlusconi), mette in risalto le novità del fenomeno Berlusconi alla luce di un più generale mutamento nella forma della leadership e nell'uso dei media nelle democrazie occidentali. Woolf, che pure propone un repertorio analitico di analogie e differenze tra regime fascista e governo Berlusconi, individua nell'ultimo decennio l'aprirsi di un campo nuovo per la politica italiana, mentre una più decisa continuità è riscontrata da Tranfaglia nei rapporti con la magistratura. Quanto al rapporto tra Potere economico e potere politico, la vicenda è collocata da Segreto in una diversa dimensione temporale: muovendo dal forte intreccio di età liberale e passando attraverso le nuove configurazioni del potere economico fra le due guerre e nella Prima Repubblica, l'autore si interroga sugli esiti per la democrazia dell'attuale sostanziale ininfluenza del mondo industriale sulle politiche di governo. Allum espone la sua originale rievocazione del cinquantennio repubblicano sub specie partitico-clientelare attraverso la chiave della progressiva estensione geografica di un sistema inizialmente originatosi al Sud nel quadro della macchina elettorale della DC. Nella seconda parte (Cultura e ideologia), Turi illustra le affinità contenutistiche, sociali e formali (il persistente carattere ?oppositivo?), della moderna cultura del populismo con quella degli anni '20 e '30, ma anche le sue novità e la scarsa consapevolezza della sinistra, su cui insiste pure Santomassimo esaminando Il rapporto con il passato. Decisamente proiettata sul lungo periodo del legame di subalternità tra Mass media e politica in Italia, è la ricostruzione di Gozzini, che torna a evidenziare la novità rappresentata da un partito, Forza Italia, che si identifica con un'azienda che è a sua volta un'agenzia pubblicitaria. Infine, i casi europei illustrati da Battini e Collotti, Francia e Austria, pur all'interno di percorsi storici peculiari, confermano la non eccezionalità (o anomalia) del caso italiano, che trova invece negli sviluppi recenti dei due paesi interessanti parallelismi nella ripetuta e pericolosa combinazione di neoliberismo e neopopulismo.


Mariuccia Salvati