SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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1905: l'altra rivoluzione russa

Giulia Lami (a cura di)

Milano, Cuem, 197 pp., Euro 14,00 2007

Il volume propone gli atti di un convegno tenutosi a Porcari (Lucca) nel novembre del 2005 («La rivoluzione russa del 1905 e i suoi echi in Italia e nel mondo»), in collaborazione tra le università di Milano e di Pisa e la Fondazione Lazzareschi. L'interesse dell'iniziativa è dato proprio dalla scelta, inconsueta, di aprire uno spazio di riflessione su di un evento il cui centenario ha suscitato scarsa attenzione in Russia (con la rilevante eccezione di un volume curato da A.P. Korelin e S.V. Tjutjukin nel 2005). L'incontro ha riunito studiosi italiani e russi che si sono confrontati su problematiche piuttosto diverse. Da un lato, si è privilegiato l'aspetto della ricezione degli accadimenti da parte della diplomazia occidentale (F. Guida), dell'opinione pubblica o del mondo politico italiani (G. Lami e E. Cacelli; B. Valota e M. Antonioli), della Chiesa ortodossa (G. Bensi) o di singoli esponenti dell'intellettualità (N. D'Elia su Max Weber e S. Garzonio su Konstantin Bal'mont); senza trascurare i riflessi del biennio 1905-1907 sulla situazione dei rapporti russo-italiani (V. P. Ljubin). Dall'altro lato, si è dato conto delle dinamiche interne delle agitazioni antigovernative. In quest'ultimo insieme di contributi sono emerse alcune delle tematiche che più hanno condizionato l'evoluzione della storiografia nell'ultimo decennio. Alle ripercussioni sulla questione nazionale - già al centro di alcune recenti opere collettanee sul 1905, come quelle curate, rispettivamente, da J.D. Smele e A. Heywood (2005), e da J. Kusber e A. Frings (2007) - si sono richiamati i saggi di C. Carpini sul Baltico e di A. Ferrari sulla Transcaucasia, che hanno messo in luce come le etnie non russe abbiano largamente contributo alla destabilizzazione del sistema autocratico, procurando al tempo stesso un significativo rafforzamento dell'autocoscienza delle minoranze. J.V. Leont'ev ha invece esaminato le radici sociali e il ruolo ideologico del partito socialista rivoluzionario, per lungo tempo svalutato nella storia politica russa, ma negli ultimi anni oggetto di un rinnovato interesse. V.V. Kondra?in - il cui lavoro s'inquadra in un ampio progetto di ricerca collettivo sulla «guerra contadina», ormai consolidatosi con la pubblicazione di una lunga serie di raccolte documentarie e lavori monografici - ha infine delineato continuità e differenze («generale e particolare») delle azioni di massa nelle campagne all'epoca della prima rivoluzione e nel periodo 1917-1922, leggendovi un processo unitario e storicamente consequenziale. Anche nel suo intervento, imperniato sul concetto di «rivoluzione dell'ob??ina», si è sottolineata l'importanza dei fattori regionali, nonché il carattere prevalentemente spontaneo delle rivolte.


Antonella Salomoni