SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia della politica internazionale nell'età contemporanea

Guido Formigoni

il Mulino, Bologna 2000

Nella Introduzione l'autore sottolinea come la "dimensione internazionale" sia centrale per la comprensione della storia dell'età contemporanea. Ciò, a suo giudizio, non significa limitarsi a un esame delle vicende politiche e diplomatiche, la "dimensione internazionale" è fenomeno ben più complesso, al cui interno agiscono dinamiche varie, da quella economica a quella culturale, a quella sociale. Queste considerazioni sono alla base della ricostruzione che Formigoni offre delle relazioni internazionali in età contemporanea e non a caso egli apre il suo studio con un capitolo in cui delinea le origini e l'affermazione degli stati nazionali, la cui presenza viene considerata requisito necessario per la definizione di "contemporaneità". Punto di partenza cronologico dell'indagine è il 1815 che, con il Congresso di Vienna, sigla l'avvio di quella che viene definita età del "concerto delle potenze", una scelta d'altronde comune ad altri studiosi che hanno redatto note storie diplomatiche, quali Albrecht-Carrié o Taylor. Formigoni sottolinea come, nel contesto dell'età contemporanea, le relazioni internazionali tendano a divenire sempre più complesse e non è un caso che ampio spazio sia dedicato nell'economia del volume al XX secolo. In questa prospettiva Formigoni sottolinea l'ingresso di nuovi attori sulla scena mondiale, soprattutto gli Stati Uniti, e l'attenzione si concentra sulla fine dell'Europa quale motore della politica estera e sull'emergere, con il secondo conflitto mondiale, di una realtà globale fondata su un equilibrio bipolare. Il volume non si arresta però a un'analisi della guerra fredda, ma prende in considerazione anche altri fenomeni quali la decolonizzazione e nella parte conclusiva analizza l'apparente fine dello stesso equilibrio bipolare, quale conseguenza del crollo del comunismo e della crisi dell'Unione Sovietica. Come spesso accade per volumi che si fondano su ampie sintesi, sarebbe sin troppo facile indicare come alcuni temi potessero essere ulteriormente approfonditi. In realtà lo studio di Formigoni risulta interessante proprio per la capacità di fornire un quadro di riferimento complessivo, senza scadere in una mera elencazione di eventi, ma cercando al contrario di individuare alcune chiavi di lettura. L'opera si fonda sull'utilizzazione dei principali contributi esistenti in materia nella produzione scientifica internazionale, in particolare di lingua inglese. Con tutta probabilità sarebbe risultato utile l'inserimento di una seppur sintetica bibliografia ragionata.


Antonio Varsori